Infantino-Trump, l'abbraccio fatale che rovina il calcio
La Gazzetta dello Sport

Infantino-Trump, l'abbraccio fatale che rovina il calcio

Martedì 7 luglio 2026
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In atto un processo di sottomissione che mina le fondamenta dello sport

Voleva essere il Re Sole del calcio, è diventato lo strumento di Donald Trump. E in questo processo di sottomissione al potere politico Gianni Infantino ha minato le fondamenta dello sport che dirige. L’affare Balogun di fatto cancella la sacralità del regolamento, che d’ora in poi potrà essere interpretato ad hoc. Il ruolo del giudice di gara viene totalmente esautorato. Questo Mondiale si era aperto con uno scandalo arbitrale, il rifiuto del visto al miglior fischietto africano del 2025, il somalo Omar Artan, ed è naufragato sugli scogli di un secondo scandalo arbitrale. Infantino non ha difeso Artan, scandalizzando l’intero continente africano nel quale il presidente della Fifa ramazza in egual misura voti di presidenti federali e dissenso. "Non controlliamo le politiche d’ingresso degli Stati Uniti", si era difeso Infantino. Però magari poteva fare una chiamata, come quella che ha ricevuto da Trump. Uno che vuole sempre stravincere. 

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