Guidare troppo piano è vietato?
Il Codice della Strada sanziona anche l'eccessiva lentezza, quando costituisce intralcio o pericolo per la circolazione
Il Codice della Strada sanziona anche l'eccessiva lentezza, quando costituisce intralcio o pericolo per la circolazione
Jacopo Moretti 7 luglio - 11:00 - MILANO Non solo l'eccessiva velocità, anche guidare troppo piano è punibileOre 08:30. Il semaforo scatta verde, la strada è libera, il traffico scorre. E poi, all'improvviso, ecco l'ostacolo: non una buca, non un cantiere, ma un'auto che avanza a passo di lumaca senza un motivo apparente. Chi la guida si sente prudente, quasi virtuoso. In realtà sta commettendo un'infrazione. Perché sì, in Italia si può essere multati anche per essere andati troppo piano. Suona strano, quasi un controsenso rispetto alla caccia quotidiana a chi supera i limiti di velocità, ma la legge è chiara: la strada non è terreno per gli eccessi, in nessuna delle due direzioni.
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Il Codice della Strada prevede sanzioni anche per chi costituisce intralcio alla circolazione a causa dell'eccessiva lentezzaCOSA DICE IL CODICE
—La spiegazione arriva direttamente dal Codice della Strada, e più precisamente dall'articolo 141, quello che tutti conoscono per i limiti massimi ma che contiene anche un sesto comma che recita così: "il conducente non deve circolare a velocità talmente ridotta da costituire intralcio o pericolo per il normale flusso della circolazione". Tradotto dal linguaggio giuridico a quello da strada: non basta rispettare i limiti di velocità massima, bisogna anche tenere un'andatura che non trasformi la propria auto in un ostacolo per chi segue. Chi sgarra rischia sanzioni da 42 a 173 euro, cifra che diventa il problema minore se dalla propria lentezza nasce un incidente: in quel caso, in presenza di morti o gravi feriti, la velocità troppo ridotta può anche costituire un reato.
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Nelle autostrade a tre corsie per senso di marcia esiste un cartello che regola il limite minimo di velocitàESISTE UN CARTELLO
—Se il principio generale vale ovunque, esistono anche casi in cui il limite minimo diventa un numero preciso, segnalato nero su bianco. Anzi, bianco su blu. Il segnale è un cerchio con sfondo blu e la cifra della velocità minima obbligatoria scritta in bianco: dove è presente, quella soglia va superata, salvo condizioni di traffico, meteo o visibilità che giustifichino un'andatura più contenuta. La sua "bandiera a scacchi", cioè il segnale che ne annulla la validità, è identico ma barrato da una linea rossa diagonale. L'esempio da manuale sono le autostrade a tre corsie per senso di marcia: la corsia più a destra non ha soglie minime, quella centrale impone almeno 60 km/h, quella di sorpasso a sinistra addirittura 90 km/h, escludendo di fatto i mezzi che per costruzione non riescono a raggiungere quel ritmo. Non mancano casi cittadini: sulla Tangenziale Est di Roma, ad esempio, il minimo è fissato a 40 km/h con un massimo di 70 km/h, in una sorta di corridoio di velocità che tutti i veicoli ammessi devono rispettare. Certo, andare piano non è un illecito in sé: tutto dipende dal motivo che c'è dietro al piede leggero sull'acceleratore. Su un asfalto dissestato, sotto un acquazzone o in una nebbia fitta, un'andatura più cauta è non solo lecita ma consigliata. Stesso discorso per chi trasporta un carico delicato, per i mezzi agricoli, per i veicoli di soccorso o per chi si trova in difficoltà fisica o con un guasto meccanico: qui la prudenza è la scelta giusta, non un'infrazione. Il problema nasce quando la prudenza diventa un alibi per procedere a passo d'uomo su tratti ad alto scorrimento, senza alcuna reale giustificazione.
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