Elizondo, l'arbitro di Italia-Francia nel 2006: "La testata di Zidane? Non avevo visto nulla"
A 20 anni dalla finale di Berlino, il direttore di gara argentino ricorda quella partita: "Fu il quarto uomo a dirmi tutto. Quando vidi Zizou togliersi la fascia capii che avevo preso la decisione giusta"
A 20 anni dalla finale di Berlino, il direttore di gara argentino ricorda quella partita: "Fu il quarto uomo a dirmi tutto. Quando vidi Zizou togliersi la fascia capii che avevo preso la decisione giusta"
Oscar Maresca 7 luglio - 10:36 - MILANO English versionHoracio Elizondo ha arbitrato sia Maradona che Messi. L’ex direttore di gara argentino ha vissuto una carriera straordinaria: è stato il primo a dirigere la partita inaugurale e la finale di un Mondiale nel 2006. E detiene pure il primato del maggior numero di sfide arbitrate in una sola edizione del torneo: cinque. Eppure, tutti lo ricordano per aver espulso Zidane dopo la testata a Materazzi: “Sono passati vent’anni da quel 9 luglio, ora posso ammetterlo: non avevo visto nulla. Il pallone era dall’altra parte del campo, stavo seguendo l’azione. Mi giro e noto Materazzi a terra, non si alza, quindi fermo il gioco e corro verso di lui. Nel frattempo chiedo ai miei assistenti, non sapevamo cosa fosse successo. Poi interviene il quarto ufficiale Medina Cantalejo: ‘Terrible cabezazo (testata terribile)’, dice. E aggiunge: ‘Quando rivedrai le immagini, non crederai ai tuoi occhi’. Non ho avuto più dubbi: rosso”. L’ultima istantanea della carriera del campione francese è l’uscita dal campo all’Olympiastadion di Berlino, con lo sguardo basso, mentre passa accanto alla Coppa del Mondo: “Zizou non provò neppure a protestare, si tolse la fascia da capitano e andò via. Un anno dopo ci siamo rivisti, ma di quella finale non abbiamo mai più parlato”.
VIDEO: Mondiali, la nostra top 11 della fase a gironi: quante sorprese tra difesa e centrocampo!Elizondo, il 9 luglio resta un giorno speciale anche per lei.
“La finale del Mondiale 2006 è stata la partita più importante della mia carriera. Ma non la più complicata. Ho avuto la fortuna di arbitrare tre finali di Copa Libertadores e tantissime gare in Argentina. Per atmosfera e tensione, quelle sono state molto più complesse da gestire. In Germania però la mia vita è cambiata per sempre”.
C’è un prima e un dopo la finale di vent’anni fa.
“Ci si ricorda del Mondiale 2006 per due episodi: il trionfo dell’Italia e la testata di Zidane. Due momenti diversi, ma storici”.
La prima decisione difficile della gara arriva al 7’ quando Materazzi atterra Malouda in area.
“Ho sempre lavorato tanto sul posizionamento in campo, scegliere un buon punto di osservazione aiuta a prendere la giusta decisione. Sul rigore di Materazzi avevo un’angolazione perfetta, lui alza le braccia e prova a non prendere l’avversario, ma lo ostacola. Rigore netto”.
La seconda scelta complicata è subito dopo: Zidane fa il cucchiaio, il pallone sbatte sulla traversa e finisce sulla linea di porta.
“Per me era gol, il pallone aveva superato la linea. Guardai il mio assistente, anche per lui era valido. Così tornammo verso il centrocampo”.
Materazzi pareggia al 19’, poi si va ai supplementari. E Zidane colpisce l’avversario.
“In un’epoca senza Var, le immagini non potevano aiutarci. Quando arrivo da Materazzi, vedo Buffon discutere con il mio assistente. ‘Hai visto?’, gli chiede. E lui: ‘No, non ho visto nulla’. Poi Gattuso va da Thuram: ‘Gli ha dato una testata. Siamo amici, fidati, non ti direi mai una bugia’. Quella discussione è stata un’ulteriore conferma”.
Prima di estrarre il rosso lei si avvicina al suo assistente Dario Garcia.
“All’Olympiastadion neppure il pubblico aveva visto la testata. C’era un mormorio intenso, tutti si chiedevano cosa fosse accaduto. Dovevo dimostrare che uno degli assistenti me l’aveva segnalato, così raggiunsi Garcia. C’è stato però un momento preciso in cui ho capito che l’espulsione fosse giusta”.
Prego.
“Quando mi dirigo verso Zidane con la mano sul taschino, lui abbassa lo sguardo e inizia a togliere la fascia da capitano. Sapeva di aver sbagliato. Mi disse: ‘Hai sentito cosa mi ha detto Materazzi?’. Risposi di no. Lui però si girò e andò via”.
C’è chi dice che il quarto ufficiale Cantalejo si sia accorto della testata riguardando la scena sul maxischermo dello stadio.
“Nel Mondiale in Germania la Fifa per la prima volta scelse di trasmettere negli schermi i gol e i momenti più importanti della gara. Ma fu deciso di non mostrare mai le azioni con decisioni arbitrali dubbie”.
Un anno dopo ci siamo rivisti, ma di quella finale non abbiamo mai più parlato
Qualche tempo dopo ha incontrato sia Zidane che Materazzi.
“Con Zizou abbiamo chiacchierato, cenato insieme, le nostre famiglie si sono conosciute. Ma di quella finale non abbiamo mai parlato, credo che per lui sia ancora una ferita aperta. Con Marco invece c’è stato un curioso siparietto”.
Ci racconti.
“Ci siamo incontrati nel 2008 e mi ha chiesto una foto. Gli dissi: ‘Attento, se questa foto esce, potrebbe creare polemiche’. Lui voleva tenerla nel salotto di casa per ricordo. Non è mai stata pubblicata”.
Lei è uno dei pochi arbitri ad aver diretto sia Maradona che Messi.
“Ho arbitrato l’ultima partita ufficiale di Diego: 25 ottobre 1997, il mio primo Superclasico tra Boca e River. Maradona giocò 45’ e uscì per Riquelme. Con Leo avevo già smesso. Tre anni fa è tornato a Rosario per una gara di beneficenza, io ero in campo”.
Elizondo, cosa farà il prossimo 9 luglio?
“Ogni anno ricevo decine di telefonate. Mia moglie è quasi gelosa (ride, ndr). Sono passati vent’anni, ma tutti mi chiedono ancora cosa sia successo in quella finale con Zidane”.
Ha un messaggio per i tifosi italiani?
“Sui social qualcuno ancora mi ringrazia, io ho semplicemente fatto ciò che dovevo”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA