Stretta di mano forte uguale vita più lunga? Cosa dice davvero la scienza
La presa della mano potrebbe predire la salute, ma allenarla con gli esercizi giusti basta davvero ad allungare gli anni di vita?
La presa della mano potrebbe predire la salute, ma allenarla con gli esercizi giusti basta davvero ad allungare gli anni di vita?
Eu.Spa. 7 luglio - 10:27 - MILANOStrizzare una pallina antistress per vivere più a lungo? È più o meno questa la promessa che da qualche tempo gira sui canali wellness di TikTok e Instagram, dove influencer del benessere assicurano che potenziare la forza della stretta di mano possa allungare l'esistenza. L'idea fa proseliti: un piccolo gesto quotidiano capace di anticipare quanto vivremo. E la scienza, in verità, un legame lo ha trovato, anche se molto diverso da come viene raccontato online. Ad esempio, uno studio condotto su circa mezzo milione di britannici di età compresa tra i 40 e i 69 anni ha rilevato che una forza di presa inferiore di 5 kg era associata a un rischio di decesso maggiore di circa il 20% durante il periodo di follow-up, che arrivava fino a dieci anni.
Il punto che i social tendono a saltare riguarda il significato di questa correlazione. Hassan Vally, docente associato di epidemiologia alla Deakin University in Australia, lo spiega in un articolo su The Conversation. "La forza di presa non è un motore della longevità", scrive. "La forza delle mani non rende più sani. Indica piuttosto quanto è robusto il corpo, dalla funzione muscolare e nervosa alla salute del cuore e dei vasi, fino al modo in cui l'organismo usa l'energia". E ancora: "Diverse prove mostrano che la forza di presa è un buon indicatore della salute complessiva di una persona e può quindi fungere da proxy per stimare quanto a lungo vivrà". Negli anziani questo rapporto diventa ancora più informativo, predice infarti, ictus, cadute e fratture. La ragione sta nel fatto che riflette la perdita di massa muscolare legata all'età, quella che i medici chiamano sarcopenia. Alcuni ricercatori, racconta l'epidemiologo, hanno proposto di considerare la presa "un nuovo parametro vitale, accanto a temperatura, polso, respirazione e pressione sanguigna". Nei giovani, invece, lo stesso indicatore perde gran parte della sua forza predittiva. "La maggior parte dei giovani si trova vicino al limite massimo delle prestazioni fisiologiche. Le differenze nella salute dei giovani sono relativamente piccole rispetto al rumore introdotto dagli errori di misurazione o dalla variazione casuale".
presa della manoI guai cominciano quando questa correlazione si trasforma in ricetta. "Le cose vengono spesso confuse e questa associazione può a volte essere trasformata in una prescrizione" precisa Vally. "Quando le persone confondono correlazione con causalità, possono arrivare a sostenere che basta fare esercizi per migliorare la presa, senza migliorare la salute complessiva, per vivere più a lungo. Ma il fatto che due variabili siano collegate non significa che una causi l'altra". Migliorare la forza di presa, insomma, non è una scorciatoia per la longevità. "È piuttosto un indicatore, un proxy di una più ampia robustezza fisiologica, che influenza la longevità".
Vally segnala anche una contraddizione che gira spesso sui social: alcuni video e articoli spiegano correttamente la scienza e poi nello stesso contenuto suggeriscono esercizi per potenziare la presa. "Una delle difficoltà sembra essere che gli influencer e i giornalisti a volte sentono che spiegare la scienza non basti: devono offrire un consiglio pratico o una soluzione. Questo può portare a un eccesso, in cui si danno consigli che vanno oltre ciò che le prove dicono" scrive. "Siamo tutti naturalmente attratti da parametri semplici che promettono di rivelare qualcosa sulla nostra salute e sulla longevità, e la forza di presa sembra essere uno dei più utili". Ma migliorare la forza di presa in modo isolato non renderà più sani né allungherà la vita. I motori della longevità restano quelli che conosciamo da tempo: "stare attivi, mangiare in modo equilibrato, dormire bene, mantenere le relazioni sociali e gestire lo stress".
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