Il crollo del Brasile: finte stelle e caos federazione, ora Ancelotti cambierà tutto
Pioggia di critiche su Neymar ed Endrick. Il tecnico italiano ripartirà da Vinicius
Pioggia di critiche su Neymar ed Endrick. Il tecnico italiano ripartirà da Vinicius
dal nostro inviato Filippo Maria Ricci 7 luglio - 10:08 - MORRISTOWN (STATI UNITI) English versionL’anno zero brasiliano. L’ennesimo. L’Europa lontanissima, come la gloria passata. Dopo la sesta eliminazione consecutiva per mano di una nazionale del nostro continente e il nuovo record di anni passati tra la conquista di due Mondiali il Brasile piange, schiuma rabbia e prova a ripartire. Da Carlo Ancelotti. Che ha allungato il suo contratto con la Cbf fino al 2030 poco prima del Mondiale e che nella tragica notte del MetLife è stato riconfermato urbi et orbi da Rodrigo Caetano, dt federale. La cosa più ovvia da fare, ripartire da “Anselocci”.
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—Che è uscito scosso dalla sconfitta con la Norvegia, e che ora dovrà ricostruire anche il suo staff visto che suo figlio Davide torna in Europa per guidare il Lilla. Sono in tanti a chiedere a Carlo che prenda un assistente brasiliano, vedremo cosa deciderà il ct. E vedremo anche se ci sarà un nuovo terremoto federale, perché la Cbf a livello istituzionale è più instabile di un allenatore di Zamparini. Carlo era stato contattato da Ednaldo Rodrigues nel 2023, col presidente federale indagato e rimosso in dicembre. Poi “Presinaldo” era tornato, salvo cadere di nuovo. Al suo posto il giovane Samir Xaud, quello che di fatto ha portato Carlo, che però qui al Mondiale è stato invischiato in uno scandalo rosa, è venuto in America con moglie e amante ed è stato beccato, e la sua posizione pare a serio rischio.
20 vittorie, 5 ct
—Il “rodizio” è l’anima del churrasco brasiliano, carni che girano per i tavoli per essere tagliate, ed è il corrispettivo metaforico del nostro valzer: girano i presidenti, girano i ct. Negli ultimi 4 anni Tite, Menezes, Diniz, Dorival e Ancelotti. E appena 20 vittorie nelle ultime 44 uscite, con 11 sconfitte e 11 pareggi. Record negativi come le 3 sconfitte consecutive nelle qualificazioni sudamericane, un doloroso 4-1 a Buenos Aires, la prima storica sconfitta contro il Giappone (in amichevole), la conferma del tabù norvegese, 5 sfide senza battere i vichinghi.
Il caso Endrick
—Pennellate dell’evidente disagio di una nazionale mediocre accompagnata da una stampa sconcertante che ha portato il “povo” a credere davvero nell’Hexa, il sogno della sesta stella. Il popolo voleva Neymar, che Carlo non aveva mai convocato, ed è stato accontentato in quello show assurdo montato al Museu da Amanha di Rio per le convocazioni. Boato per Neymar, e ieri tutti contro Ancelotti per aver schierato Neymar, che con la sua entrata ha costretto Endrick ad andare a destra annullando le possibilità offensive della squadra. Quello stesso Endrick che in Brasile hanno avvicinato a Pelé, a Messi e a Lamine Yamal, tre giocatori qualsiasi, e che sullo 0-0 si è divorato l’occasione più colossale della Seleção.
L’influencer con la 10
—«Noi abbiamo giocatori da TikTok – ha scritto Walter Casagrande sul portale Uol – la cui preoccupazione è farsi tagli di capelli diversi e provare balletti per festeggiare gli eventuali gol. Una squadra prevedibile, noiosa, senza personalità e senza vero talento che a centrocampo ha giocatori burocratici che passano la palla lateralmente o indietro. Neymar ha giocato 4 Mondiali e non è successo niente. Complimenti alla stampa travestita da influencer e agli influencer travestiti da giornalisti che hanno fatto una campagna ridicola perché un ex giocatore ancora in attività venisse al Mondiale. Questo è il torneo dei grandi giocatori, Haaland, Messi, Mbappé, Olise, Kane, il Brasile ha portato un influencer con la maglia numero 10».
il re è nudo
—Il Brasile ha dichiarato il tana libera tutti già domenica notte. Carlo ha dormito in New Jersey e ieri si è spostato a New York. Ora andrà in vacanza poi inizierà l’opera di ricostruzione. Era arrivato negli Stati Uniti con un credito enorme, il suo patrimonio è stato seriamente intaccato da queste 5 partite che hanno portato ai successi su Haiti, Scozia e Giappone all’ultimo minuto. Il Brasile era il re del calcio, e da tempo è nudo. Spogliato di talento, gioia e personalità. Non c’è più il jogo bonito, e nemmeno la sostanza difensiva del ’94, quando comunque davanti c’erano Romario e Bebeto, non Rayan e Matheus Cunha. La tv domenica ha inquadrato in tribuna Ronaldinho, Rivaldo, Cafù e Roberto Carlos seduti vicini. Ricordi del 2002 che ai brasiliani hanno fatto venire un attacco mortale di saudade. Prima del Mondiale la Seleção aveva due soli ‘craques’, Vinicius e Ancelotti, e da loro deve ripartire per una traversata lunga e piena di incognite. Altro che Hexa. Ma non ditelo alla stampa e al popolo.
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