Yamal, dove sei? Al festival del gol manca solo lui ma la Spagna ha fiducia
La Gazzetta dello Sport

Yamal, dove sei? Al festival del gol manca solo lui ma la Spagna ha fiducia

Mercoledì 8 luglio 2026
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Appena una rete, contro l'Arabia, e pochi lampi. Il talento del Barcellona paga ancora il grave infortunio

Appena una rete, contro l'Arabia, e pochi lampi. Il talento del Barcellona paga ancora il grave infortunio

dal nostro inviato  Pierfrancesco Archetti 8 luglio - 10:57 - DALLAS (STATI UNITI) English version

Molte stelle attese al Mondiale hanno confermato il loro status. Erling Haaland con sette gol si è messo sulle spalle da vichingo la Norvegia, Harry Kane si dimostra sempre più capitano a tutto campo dell’Inghilterra, nella Francia si potrebbe scegliere ma resta Kylian Mbappé il leader, non soltanto per i sette centri. Quanto a Leo Messi, lo si è visto anche ieri: finora ha battuto record e trascinato l’Argentina ai quarti. Nella Spagna invece viene elogiata la classe media, che poi è medio altissima, vista la qualità dei vari Mikel Merino (decisivo contro il Portogallo) o di Mikel Oyarzabal, autore di quattro reti prima dell’ottavo di finale di lunedì sera. Ma il più atteso era Lamine Yamal, ed ancora fatica ad entusiasmare. La Spagna ha fiducia, sa che il ragazzo ha i colpi per aprire qualsiasi difesa e in vista dei quarti con il Belgio spera in una sua crescita per andare oltre, anche se Luis De la Fuente ripete spesso di non ossessionarlo.

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valutazione top

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A 18 anni LY è già diventato campione d’Europa da sedicenne, la coppia con Nico Williams aveva incantato al torneo tedesco del 2024. Con il Barcellona ha già festeggiato tre titoli nella Liga, il suo valore sul mercato è raddoppiato, arrivando a 292 ipotetici milioni, ma i blaugrana l’hanno blindato con una clausola da un miliardo in un contratto valido fino al 2031. È l’idolo della sua generazione e anche qualcosa di più: 44 milioni di follower su Tik Tok ne danno la conferma, secondo i parametri attuali della popolarità. Lui fa parte dei cinque giocatori che da soli valgono l’otto per cento del valore totale dei 1248 presenti al via della Coppa del Mondo. Gli altri sono appunto Mbappé e Haaland, più Jude Bellingham e Michael Olise. Se si paragonano però le sue prestazioni nel torneo rispetto ai quattro colleghi, la valutazione dovrebbe scendere. Questione di tempo, insistono gli spagnoli.

mezzo servizio

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"Lamine Yamal è una persona speciale, un genio. Ci siamo trovati di fronte a qualcosa di straordinario. Ha un’intelligenza emozionale superiore, è stato toccato da una bacchetta magica, dalla mano di Dio. E poi c’è la squadra: io convoco brave persone, il nostro è un gruppo molto umano". Così il ct De la Fuente a questo giornale a ridosso del via della Coppa. Cioè, ho un fuoriclasse straordinario ma anche il gruppo. E se qualcosa non funziona nel campione, gli altri lo sostengono. Il suo ragazzo è arrivato negli Stati Uniti in fase di recupero da un infortunio che il 22 aprile scorso aveva fatto temere il peggio: lesione al bicipite femorale della gamba sinistra. La sua stagione con il club si è conclusa quel giorno. La sua prima vera partita dopo l’infortunio è stata quella del debutto mondiale, suo e della Spagna, contro Capo Verde: soltanto 19 minuti, perché non andavano corsi rischi e perché sembrava una pratica facilmente archiviabile. Invece è finita 0-0, l’unica gara in cui la Roja non è riuscita a vincere.

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gol da record

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Contro l’Arabia Saudita per Lamine Yamal è arrivata la prima presenza da titolare e anche la prima rete, dopo dieci minuti, alla Haaland. Non facendo impazzire gli avversari con dribbling e controdribbling, ma chiudendo in scivolata sul secondo palo un traversone di Oyarzabal. A 18 anni e 343 giorni è diventato l’ottavo più giovane a far gol ai Mondiali, “battendo” di 15 giorni Leo Messi (a segno nel 2006) ed entrando nella classifica guidata da Pelé, che nel 1958 sconfisse il Galles a 17 anni e 239 giorni. Quel giorno ha detto: "Non sono ossessionato dai gol e dal confronto con gli altri. Sono qui per divertirmi e per vincere la Coppa. Per farlo dobbiamo battere i migliori. Siamo qui per riuscirci". Sembrava l’inizio di un matrimonio felice con il torneo, invece l’esterno spagnolo ha avuto in seguito più difficoltà a inserirsi fra i protagonisti. Con l’Austria non è riuscito a incidere con frequenza, con il Portogallo ha subito la guardia spietata di Nuno Mendes, solo quando il portoghese si è infortunato ha avuto più libertà, senza sfruttarla a fondo. Alla fine Ronaldo lo ha abbracciato, il passaggio del testimone generazionale si è compiuto; ora LY deve dimostrare subito di meritarselo anche a questa Coppa.

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