Giubilei, una donna sulla Luna: "La mia missione è sfidare gli uomini in Coppa America"
La Gazzetta dello Sport

Giubilei, una donna sulla Luna: "La mia missione è sfidare gli uomini in Coppa America"

Mercoledì 8 luglio 2026
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La romana si candida a un posto su Luna Rossa nel 2027 e sul Nacra sogna di partecipare ai Giochi di Los Angeles

La romana si candida a un posto su Luna Rossa nel 2027 e sul Nacra sogna di partecipare ai Giochi di Los Angeles

Davide Romani Giornalista 8 luglio - 12:23 - MILANO

Il fascino della più antica competizione sportiva internazionale ancora esistente. La bellezza dello specchio d’acqua del golfo antistante il Lungomare Caracciolo, estendendosi da Castel dell’Ovo fino a Posillipo. Napoli si avvicina a grandi passi alla 38ª edizione della Coppa America in programma nel 2027 e i primi team, con Luna Rossa in testa, hanno iniziato a navigare nelle acque della città in vista delle regate preliminari di fine settembre (evento promozionale dal 24 al 27). In questo anno che separa dall’evento, i sette team dovranno scegliere il nome della donna che farà parte dei 5 componenti dell’equipaggio. In pole position per un posto sulla Luna c’è Maria Giubilei, fresca campionessa mondiale nel Nacra 17 (a maggio) e nel 2024 a Barcellona vincitrice della Women America’s Cup. 

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Maria, come è nata la sua passione per la vela? 

"Ho ereditato l’amore per il mare dai miei genitori e ho iniziato insieme a mio fratello. Una passione cresciuta giorno dopo giorno e senza accorgermene è diventata un lavoro. Mi sento privilegiata a fare il mio sport perché penso che sia uno dei migliori: siamo sempre a contatto con la natura e, in questo momento storico in cui siamo così pieni di tecnologia, avere la possibilità di stare per mare è un privilegio". 

Però le barche di Coppa America sono sempre più figlie di una tecnologia esasperata… 

"Ma è al nostro servizio, non la subiamo. Comunque siamo velisti e dobbiamo guardare il vento, guardare il mare, guardare le vele". 

In pochi giorni a maggio è riuscita a conquistare il titolo mondiale e poi a partecipare alle regate preliminari di Cagliari. Come le hai vissute? 

"Ho vissuto un mese creativo. Avevo la testa che continuava a pensare a tutte le cose che dovevo fare. Dopo il mondiale Nacra ero molto stanca ma la vittoria iridata mi ha dato tanta forza. Una volta tornata su Luna Rossa ho vissuto le preliminari con emozione ma sono soddisfatta del risultato (il team giovane di Prada ha chiuso al terzo posto, ndr)". 

Come sta vivendo l’avventura in Luna Rossa? 

"È stato un onore entrare nel team ed è emozionante lavorarci ogni giorno. Quando penso che navigo per Luna Rossa e ho l’opportunità di stare con campioni come Burling, è bellissimo". 

Lei potrebbe essere la prima velista donna a salire su una barca italiana in Coppa America? 

"Io e Margherita (Porro, ndr), ma anche le altre che sono rimaste nel team, Alice Linussi e Maria Vittoria Marchesini, abbiamo iniziato a vivere questo cambiamento già dalla scorsa edizione, con la Women America’s Cup disputata e vinta a Barcellona nel 2024. In allenamento sugli Ac40 era bello poter sfidare equipaggi maschili. E ora è ancora più curioso far parte di quest’ultima evoluzione dell’evento. In mare non ci sono differenze". 

Nel suo futuro non c’è solo Luna Rossa: dopo il titolo mondiale con i Nacra, sogna la partecipazione ai Giochi. Come riesce a far coesistere questi due impegni? 

"È molto faticoso riuscire a conciliare due cose insieme ma secondo me partecipare alla Coppa America e nel frattempo avere la possibilità di navigare su altre barche è sempre una buona cosa: ti tiene allenato e ti permette di mantenere quella sensibilità che comunque ti serve per riuscire a fare andare il mezzo veloce. Noi in questo momento storico siamo molto fortunati perché c’è una grande collaborazione tra Luna Rossa e la Federazione Italiana Vela insieme a tutti i corpi militari che ci supportano. Sia la base di Prada sia quella federale si trovano a Cagliari quindi da un punto di vista logistico siamo messi nelle condizioni di rendere al meglio". 

Con tutti questi impegni è riuscita comunque a laurearsi… 

"Adoro studiare, conoscere. Mi sono laureata con 110 in filosofia a Tor Vergata: la tesi in bioetica e l’argomento era Gli allevamenti intensivi e il loro impatto sull’organismo e tutti gli ecosistemi. Stavo cercando di prendere anche la seconda sempre in filosofia ma si sono accumulate troppe cose: la campagna in classe olimpica e l’avventura di Coppa America ti tolgono tutto il tempo che puoi avere. Ora la mia vita è totalmente dedicata alla vela e non mi andava di fare le cose male, di addormentarmi sui libri. Però in futuro spero di riconcentrarmi anche un po’ sui miei studi. Non voglio far diventare il mio sapere un obbligo". 

Che cosa significa per lei partecipare alla Coppa America in Italia? 

"È affascinante. Personalmente non la vivo come una fonte di tensione, è semplicemente l’occasione di avere il tifo della gente perché più persone potranno raggiungerci e seguirci". 

Per la Coppa America e per l’Olimpiade dovrà vincere il ballottaggio con un collega del team di Luna Rossa: in vista di Napoli con Margherita Porro, per Los Angeles con Ruggero Tita… 

"Esiste la competizione ma è sana, sportiva. È una situazione che può stimolarti a fare sempre meglio. In base ho la fortuna di confrontarmi con persone a cui tengo molto e con cui ho un ottimo rapporto quindi non c’è nessun tipo di problema, di difficoltà". 

Che cosa c’è nel suo futuro? 

"Oltre alla Coppa America del 2027 a Napoli, non riesco ad andare oltre Los Angeles 2028".

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