Byd, secondo stabilimento in Europa: Francia e Spagna in pole. La posizione dell'Italia
La Gazzetta dello Sport

Byd, secondo stabilimento in Europa: Francia e Spagna in pole. La posizione dell'Italia

Sabato 18 luglio 2026
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La casa automobilistica Byd, leader nel mercato italiano per vendite di auto ibride plug-in, mira ad espandere il proprio mercato in Europa. Dopo lo stabilimento in Ungheria, l'interesse si sposta su un nuovo centro produttivo. Spagna e Francia le favorite, ma l'Italia potrebbe candidarsi per stringere un accordo

La casa automobilistica Byd, leader nel mercato italiano per vendite di auto ibride plug-in, mira ad espandere il proprio mercato in Europa. Dopo lo stabilimento in Ungheria, l'interesse si sposta su un nuovo centro produttivo. Spagna e Francia le favorite, ma l'Italia potrebbe candidarsi per stringere un accordo

Michele Floris 18 luglio - 13:17 - MILANO Byd intende ampliare il proprio mercato in Europa con un secondo stabilimento nel vecchio continente

Il mercato delle case automobilistiche cinesi continua ad espandersi in Italia, come testimoniato anche dai dati di vendita del primo semestre del 2026, e in Europa, grazie soprattutto alla diffusione sempre maggiore di auto elettriche e ibride. Una crescita che sembra andare oltre i dazi imposti (per contrastare i sussidi governativi sleali) dall'Unione Europea sui veicoli a batteria provenienti da Pechino. E anche se da Bruxelles non si esclude di estendere questo provvedimento anche per le ibride plug-in, alcuni dei marchi interessati sembrano già pronti ad adottare le opportune contromisure. "Il nostro obiettivo strategico è quello di essere riconosciuti come produttori europei entro cinque anni" ha dichiarato Lars Bialkowski, vicepresidente per l'Europa di Byd, in occasione del lancio della nuova Dolphin G DM-i. Per dare seguito a questa dichiarazione d'intenti (già annunciata anche nel recente passato), la casa di Shenzhen sarebbe pronta a rilevare uno degli stabilimento europei in crisi di numeri e di produttività. Un obiettivo strategico sia per entrare sempre di più nel cuore del mercato del Vecchio Continente sia per evitare le tariffe applicate dall'UE. 

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Nel taccuino dei colosso cinese sono chiaramente indicati come favoriti alcuni centri produttivi collocati in Francia e in Spagna, ma anche la Germania rientra tra le opzioni. Una conferma, in tal senso, è arrivata da Alfredo Altavilla, special advisor per Byd Europa, in occasione della Reuters Automotive Conference andata in scena a Francoforte tra il 30 giugno e il 1° luglio scorsi. "La decisione deve essere presa molto presto - ha dichiarato il manager italiano -. In queste settimane due nostri team hanno perlustrato i diversi territori, quindi siamo vicini". Dopo aver annunciato che entro la fine del 2026 inizierà la produzione dei veicoli all'interno dello stabilimento di Szeged, in Ungheria, la casa cinese è pronta a raddoppiare. Contrariamente alle previsioni, il secondo sito europeo non sarà in Turchia. Il progetto iniziato nel 2024, con la sottoscrizione di un accordo fra le parti (l'obiettivo, condiviso con il ministro della Tecnologia, Mehmet Fatih Kacır, prevedeva la produzione di un massimo di 150mila veicoli l'anno), è stato infatti temporaneamente accantonato. In ballo c'era un investimento da un miliardo.

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Dopo la smentita di fine maggio, quando il management della casa di Shenzhen annunciò di non aver mai effettuato alcuna visita allo stabilimento Stellantis di Cassino, l'Italia sembra essere nuovamente fuori gioco in questa partita. Come detto, infatti, in pole position ci sarebbero la Francia e la Spagna, che offrono molte più certezze (anche per quanto riguarda il prezzo dell'energia). E dire che nella Penisola le vendite del marchio cinese sono in crescita, come testimoniato dalle 29.502 immatricolazioni di vetture (dati Unrae), con una quota di mercato del 3,15% (e del 4,14% nel solo mese di giugno). Il grande successo riscosso è merito dei modelli Dolphin G Dm-i e Atto 2, che hanno posizionato Byd nel primo posto per vendite di auto plug-in. Visto il terreno fertile che ha trovato la casa di Shenzhen, Michele De Palma, segretario generale del sindacato metalmeccanico Fiom-Cgil, ha invitato Byd ad investire in Italia, dichiarando: "Abbiamo il know how e le competenze per poter sviluppare ricerca e sviluppo e produzione. L'Italia sta perdendo l'industria dell'auto, Palazzo Chigi non può rinviare la convocazione di un tavolo per rilanciare il settore".

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