Navarro e i ragazzi di Milan Futuro: "Voglio crescerli tecnicamente e come uomini"
Il neo allenatore della seconda squadra rossonera: "L'obiettivo è portarli a essere, nel giro di qualche anno, all'altezza della prima squadra"
Il neo allenatore della seconda squadra rossonera: "L'obiettivo è portarli a essere, nel giro di qualche anno, all'altezza della prima squadra"
Marco Pasotto Giornalista 18 luglio - 18:30 - MILANO English version Sergio Navarro, 46 anni. GettyE' arrivato in qualità di esperto nella valorizzazione dei giovani, e d'altra parte è ciò che Sergio Navarro Barquero - Navarro per semplicità - sarà chiamato a fare con Milan Futuro. L'obiettivo è solo e soltanto quello, a prescindere dalla categoria. Il tecnico spagnolo - andaluso, per essere precisi - in questi giorni sta iniziando il lavoro con una rosa che per forza di cose è un cantiere a cielo aperto tra giocatori in arrivo, in uscita, in dubbio e la sinergia d'obbligo con la prima squadra. Un rapporto già molto stretto e quotidiano, anche perché Amorim (che intanto ha già fatto visita anche al Vismara, quartier generale del settore giovanile) ha aggregato e sta valutando diversi profili prelevati dall'U23, e non è detto che al termine delle riflessioni non ne trattenga qualcuno definitivamente. Domenica mattina, tra l'altro, a Milanello è in programma proprio un'amichevole in famiglia nell'ambito di un filo diretto quotidiano tra le due realtà.
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—"Sono stato un giovane calciatore anch'io, ho fatto il salto dalle giovanili alla prima squadra del Villarreal, ma non ho incontrato grandi maestri", racconta Navarro ai canali ufficiali del club. Il riferimento va a quando - da canterano del Sottomarino Giallo - contribuì alla prima storica promozione del club in Liga, nel 1997-98. Un'esperienza che, insieme alle successive annate nelle serie minori spagnole, lo ha convinto a dedicarsi a tempo pieno alla carriera da allenatore, per accompagnare la formazione e la crescita dei giovani calciatori: "È stato lo stimolo per specializzarmi nella crescita dei talenti". "Ho visto il calcio giovanile da diverse prospettive. Sono stato responsabile dell'area metodologica, del settore giovanile, assistente tecnico in prima squadra e capo allenatore. Quest'ultimo è il ruolo che oggi sento mio e che interpreto sulla base delle esperienze vissute fino a ora. I ragazzi di Milan Futuro adesso sono la mia priorità: vorrei farli crescere non solo tecnicamente, ma anche come uomini, per portarli a essere, nel giro di qualche anno, all'altezza della prima squadra".
il ricordo dei campioni
—Infine, l'orgoglio per la chiamata del Diavolo: "Quando mi è stata proposta questa panchina non ho esitato per un solo istante. Da giovane mi sono innamorato del Milan di Sacchi: ricordo le grandi partite come quella contro il Real Madrid in Coppa Campioni e i grandi campioni che facevano parte di quella squadra, come Baresi, Gullit, Rijkaard e Van Basten. Ero impressionato dalla squadra e dalla struttura".
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