Troppi infortuni a causa delle palline: l'Atp sperimenta nei Challenger il cambio ogni 5 game
Il crescente numero degli infortuni e le proteste dei giocatori hanno spinto l'Associazione a fare una prova
Il crescente numero degli infortuni e le proteste dei giocatori hanno spinto l'Associazione a fare una prova
Luigi Ansaloni Collaboratore 18 luglio - 21:57 - MILANOIl peggior avversario dei tennisti, oggi, non è dall'altra parte della rete, ma nella loro mano. Sembra un paradosso, ma le palline sono diventate uno dei temi più caldi del tennis moderno, al punto da essere indicate da molti giocatori come una delle principali cause dell'aumento degli infortuni a polso, gomito, avambraccio e spalla.
VIDEO: "Come hai fatto?": Djokovic intervista Messi, la sua risposta conquista il pubblicoL’intervento dell’ATP
—Proprio per questo, l’Atp ha deciso di intervenire con una sperimentazione a livello Challenger. D'ora in avanti le palline verranno sostituite con maggiore frequenza: il primo cambio non arriverà più al settimo game, ma al quinto, mentre i successivi passeranno dal tradizionale nono al settimo gioco. Una misura approvata anche dal Consiglio dei Giocatori, segnale che il malcontento è ormai impossibile da ignorare. Se le cose andranno bene, si passerà al circuito "maggiore".
cosa cambia
—Il cambiamento, agli occhi dei profani, può sembrare insignificante, ma non lo è. Giocare con palline in condizioni migliori, a livello professionistico, fa tutta la differenza del mondo. L’usura è veloce, molto veloce, e quando questo succede la pallina perde pressione interna, si sgonfia, rimbalza meno e, con la perdita del feltro, aumenta l’attrito con l’aria. Questo comporta che, già dopo qualche game, il giocatore debba spingere di più, con tutto quello che ne consegue a livello fisico, per far fronte a una pallina già usata, vista la maggiore difficoltà nel fare il punto diretto. Dunque, cambiare le palline con maggiore frequenza dovrebbe diminuire i rischi e il conseguente sforzo fisico dei giocatori.
le proteste
—La protesta, in realtà, va avanti da anni. Il punto di svolta è arrivato nel periodo post Covid. A confermarlo è stato Novak Djokovic durante Wimbledon 2026: "Siamo tutti d'accordo sul fatto che qualcosa sia cambiato dopo la pandemia. Gli impianti di produzione in Cina, utilizzati dalla maggior parte dei produttori, hanno modificato materiali e caratteristiche delle palline. Oggi reagiscono diversamente". Tradotto: palline più pesanti, più lente e soprattutto più stressanti per il braccio. Il problema è aggravato dalla continua alternanza dei fornitori. Dunlop agli Australian Open, Wilson al Roland Garros e allo US Open, Slazenger a Wimbledon: ogni torneo richiede un nuovo adattamento tecnico e fisico. Un dettaglio che, secondo molti protagonisti, pesa enormemente sul numero degli stop. L'ATP un primo passo lo ha già compiuto. Dal 2025 ha centralizzato la scelta dei fornitori, togliendo ai singoli tornei la possibilità di decidere autonomamente quale marchio utilizzare, ma questo non basta.
i numeri degli infortuni
—Perché i numeri raccontano una tendenza preoccupante. Negli ultimi vent'anni gli infortuni sono aumentati in maniera costante. Secondo un'analisi di The Catcher, basata sui dati ATP e WTA dal 2002 al 2025, i ritiri per problemi fisici sono cresciuti del 25% nel circuito maschile e addirittura del 50% in quello femminile. Oggi si registrano circa 1,56 ritiri ogni mille partite tra gli uomini e 1,36 tra le donne, con una curva che continua a salire. Liquidare tutto con il classico "si gioca troppo" sarebbe riduttivo. Il tennis è cambiato profondamente. Si colpisce più forte, ci si muove più velocemente e gli scambi impongono uno sforzo fisico superiore di oltre il 20% rispetto al passato. Le racchette, sempre più rigide e potenti, trasmettono maggiori vibrazioni a tendini e articolazioni, mentre l'aumento delle dimensioni delle palline, introdotto per rallentare il gioco, ha finito per aumentare il carico sul braccio. Superfici, materiali e intensità hanno spinto il tennis verso una nuova frontiera. Ma il fisico dei giocatori sembra essere arrivato al limite. E la sensazione è che, senza un intervento strutturale, il conto degli infortuni sia destinato a crescere ancora.
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