E se il Mondiale... finisse ancora ai rigori? Ecco le scelte dal dischetto dei due ct
La Gazzetta dello Sport

E se il Mondiale... finisse ancora ai rigori? Ecco le scelte dal dischetto dei due ct

Domenica 19 luglio 2026
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La finale è stata decisa dagli 11 metri altre tre volte volte: l’ultima in Qatar, quando fu l’Argentina a laurearsi campione

La finale è stata decisa dagli 11 metri altre tre volte volte: l’ultima in Qatar, quando fu l’Argentina a laurearsi campione

Dal nostro inviato  G.B. Olivero 19 luglio - 10:51 - NEW YORK English version

Il dischetto. I trenta secondi per raggiungerlo partendo da metà campo. E poi il silenzio. Allo stadio e nelle case di tutto il pianeta. Un silenzio che ti avvolge e ti ricorda con potenza inaudita che il mondo intero ti sta guardando. Da quel tiro può dipendere la gloria di una nazionale, l’umore di un popolo e la tua serenità per i mesi successivi. Nella vita ci sono responsabilità ben superiori a questa, ma nello sport è difficile trovare un momento che porti con sé tanta attesa, tanto pathos, tanto trambusto interiore come un rigore nella finale del Mondiale. E magari oggi il trofeo sarà assegnato proprio così, con i tiri dal dischetto. Non è un evento probabile: è accaduto solo nel 1994, nel 2006 e nel 2022. Vediamo chi potrebbero essere i rigoristi scelti da De la Fuente e Scaloni, con un’avvertenza fondamentale: da quando ci sono i cinque cambi, mezza squadra titolare viene sostituita e a uscire spesso sono teorici rigoristi.

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Spagna

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Lo specialista numero uno è Mikel Oyarzabal, che ha sbloccato dal dischetto la semifinale con la Francia. In carriera ha un bilancio di 53 gol e 6 errori (le statistiche non contemplano le serie finali), in questa stagione un confortante 7-1. Il suo è proprio il classico caso del rigorista a rischio sostituzione: al Mondiale è stato titolare sempre, ma è uscito prima quattro volte. Sul dischetto De la Fuente potrebbe mandare anche Rodri (3-0 e la calma dei forti), Yamal (10-1 e piede delicatissimo), Dani Olmo (6-1) e Pedro Porro (3-0). Fabian Ruiz non ha mai vissuto quest’emozione, ma ha un bel tiro. Tra i panchinari che potrebbero entrare e finire sul dischetto ci sono Ferran Torres (3-2: non benissimo) e magari Merino (0-1 ma sembra saper controllare la tensione). Uno specialista, in realtà, la Spagna ce l’avrebbe: Borja Iglesias ha segnato 40 rigori su 44, in questa stagione è 4-0. Ma al Mondiale ha giocato solo pochi secondi contro il Portogallo. Insomma, sarebbe il classico ingresso fatto solo per battere il rigore che non sempre dà i risultati sperati. Infine un’occhiata al portiere: Unai Simon ne ha parati 8 su 45. Non male. E nelle serie finali ebbe il suo momento di gloria all’Europeo 2021: con la Svizzera nei quarti respinse i tiri di Schar e Akanji mentre in semifinale non fu sufficiente la parata su Locatelli.

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Argentina

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Sul dischetto per l’Albiceleste andranno un giocatore che inizia con la M e altri quattro. E questo giocatore è... Gonzalo Montiel. Già, proprio il terzino del River Plate. Non tanto per la statistica (comunque buona: 12 gol e un errore), ma perché Montiel ha trasformato il rigore decisivo in Qatar per l’Argentina e a Budapest nella finale di Europa League per il Siviglia contro la Roma. Messi (116-34) non si discute anche se in questo Mondiale ne ha sbagliati due su duee nella Coppa America del 2024 fallì nella serie conclusiva contro l’Ecuador. Scaloni si affiderà sicuramente a quello che sarà in campo tra Julian Alvarez (17-2) e Lautaro Martinez (19-9). Paredes (16-1) è un candidato più che probabile, così come Enzo Fernandez (11-1). De Paul batteva i rigori con successo (10-3) quando era in Serie A, poi ha smesso. Mac Allister avanza una candidatura importante (12-1). L’impressione, comunque, è che l’Argentina punterebbe più sul carattere che sulla tecnica. Non a caso, contro l’Ecuador in Coppa America nel 2024 l’ultimo rigore, poi non necessario, sarebbe toccato a Otamendi, il cui rapporto con il dischetto era fermo a una cosa tipo “Ciao, mi chiamo Nicolas”. Il veropunto di forza dell’Argentina potrebbe essere Dibu Martinez: 9 parati su 43, ma nelle serie finali il rendimento sale in modo esponenziale con 10 respinte su 24 tiri.

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