Hai un sussulto prima di addormentarti? Colpa di un malinteso tra cervello e muscoli...
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Hai un sussulto prima di addormentarti? Colpa di un malinteso tra cervello e muscoli...

Domenica 19 luglio 2026
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Il sussulto improvviso che si avverte mentre ci si sta per addormentare colpisce il 60-70% delle persone almeno una volta nella vita

Il sussulto improvviso che si avverte mentre ci si sta per addormentare colpisce il 60-70% delle persone almeno una volta nella vita

Daniele Particelli 19 luglio - 10:46 - MILANO

È capitato a tutti almeno una volta: mettersi a letto dopo una giornata intensa e, quando il sonno sta per arrivare, all'improvviso si sperimenta la sensazione netta di precipitare da un gradino o addirittura di cadere nel vuoto. In quel secondo o poco più, il nostro corpo reagisce con un sobbalzo involontario delle gambe o delle braccia, il cuore accelera e ci ritroviamo di colpo sveglissimi e disorientati.

Cosa succede esattamente in quel secondo e perché il corpo fa una cosa del genere proprio quando sta per addormentarsi? In termini medici, questo scatto improvviso viene chiamato mioclonia ipnica o sussulto ipnico. Non si tratta di un segnale preoccupante, ma di una semplice contrazione muscolare involontaria e fulminea che si verifica durante la transizione tra lo stato di veglia e la prima fase del sonno leggero.

Le stime dicono che il 60-70% delle persone sperimenti almeno una volta questi sussulti durante l'addormentamento, indipendentemente dall'età o dal sesso. E una ricerca pubblicata su Current Sleep Medicine Reports descrive questo fenomeno fisiologico generalmente benigno, sottolineando però l'importanza di distinguerlo da altri disturbi del movimento o da eventi epilettici.

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Un malinteso tra cervello e muscoli

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La spiegazione più accreditata di questo fenomeno curioso si trova nei delicati equilibri neurofisiologici che regolano il nostro addormentamento. Quando ci si addormenta, il tono muscolare tende a diminuire progressivamente e il sistema nervoso passa da uno stato di vigilanza a uno di riposo. In questa fase di transizione possono verificarsi delle brevi attivazioni motorie involontarie, perché il passaggio dalla veglia al sonno non è sempre lineare e fluido.

Una delle ipotesi più citate nella letteratura scientifica è che il cervello interpreti il rapido rilassamento muscolare come una perdita improvvisa di equilibrio, come se il nostro corpo stesse davvero cedendo. In risposta a questa percezione, genera la sensazione di caduta e il conseguente sussulto, come se stesse cercando di "salvare" il corpo da una caduta imminente.

Cosa può aumentare la frequenza dei sussulti?

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Anche se si tratta di un fenomeno del tutto naturale, alcuni fattori possono aumentarne la frequenza e l'intensità. La privazione del sonno e la stanchezza eccessiva, ad esempio, sono tra i principali responsabili: più siamo stanchi, più il nostro corpo cerca di addormentarsi rapidamente, aumentando le probabilità di una transizione poco fluida tra la veglia e il sonno. Anche lo stress psicologico e l'ansia giocano un ruolo importante: un sistema nervoso in iper-allerta fatica a rilassarsi, mantiene i muscoli tesi e rende il passaggio alla fase di riposo più instabile e frammentato.

Assumere caffè, tè o bevande energetiche nel tardo pomeriggio o in serata può ostacolare il rilassamento graduale dell'organismo e favorire questi scatti involontari. Allo stesso modo, però, allenarsi intensamente poche ore prima di andare a letto può mantenere i livelli di adrenalina elevati e la muscolatura eccessivamente reattiva agli stimoli, rendendo la transizione verso il sonno più brusca e discontinua.

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