Doualla: "Ho una mezza idea di fare l'università. Sì, festeggio al Fast Food, ma niente bibite gasate"
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Doualla: "Ho una mezza idea di fare l'università. Sì, festeggio al Fast Food, ma niente bibite gasate"

Domenica 19 luglio 2026
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La stellina dell'atletica azzurra al Corriere: "A Natale voglio andare in a trovare la famiglia dei miei genitori in Camerun"

La stellina dell'atletica azzurra al Corriere: "A Natale voglio andare in a trovare la famiglia dei miei genitori in Camerun"

19 luglio - 12:24 - MILANO

"Chi mi conosce sa che, se sui blocchi sorrido, allora corro tranquilla. Se invece mi faccio prendere dalle ansie, non vado avanti. Sapevo di avere il personale nelle gambe: mancava solo la testa". E anche la testa è andata a posto. Così Kelly Ann Doualla da Pavia, 16 anni - per tutti "Speedy Kelly" in onore della velocista giamaicana Shelly-Ann Fraser-Pryce, della quale è ammiratrice - sulla pista di Rieti si è confermata due giorni fa tra i migliori talenti dell’atletica azzurra. Ha vinto l'oro agli Europei Under 18 in 11”14 con il seconda tempo nazionale di sempre nei 100 m al pari di Manuela Levorato. Alle sue spalle, a 34/100 la greca Antonatou e a 36/100 l’inglese Obinna-Alo. Poi, dopo la premiazione è rimasta con un fil di voce: "Credo di averla usata tutta per cantare l’inno. Che gioia! Speriamo di continuare così" ha detto in un'intervista al Corriere della Sera. E non dimentica chi ha contribuito a ottenere questo risultato - che ne conferma le qualità dopo il titolo continentale under 20 dei 100 metri piani e della staffetta 4×100 metri conquistati a Tampere (Finlandia), un anno fa -: "Ci ho lavorato sopra nelle gare indoor con il mio coach, Walter Monti, e il mio fisio Marco Tabone. Solo loro mi conoscono e mi capiscono. Ci abbiamo messo mesi per capire cosa mi rendesse agitata e di cosa avessi paura". Poi anche la paura è stata messa da parte anche se "L’ho messo a fuoco ma non sono pronta a dirlo: farlo potrebbe portarmi altre ansie e pressioni". E il risultato è arrivato.

VIDEO: Doualla oro europeo U18 nei 100: "Avevo un po' di ansia, grazie Rieti!"

la gara

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Nell'intervista al Corriere, la velocista italiana di origini camerunensi, descrive la gara che l'ha portata al successo: "Sono uscita bene dai blocchi, una delle mie caratteristiche. Se nei primi venti metri avessi visto le altre, ci sarebbe stato qualcosa che non andava. Non le ho viste". e non si è nemmeno resa conto del tempone che aveva ottenuto: "L'ho capito solo quando mi hanno chiesto di fare la foto accanto al cronometro: 11"14".

Torun

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Poi ripercorre il lungo cammino che l'ha portata a un risultato così lusinghiero, partendo dallo scorso marzo, quando si è fermata in semifinale ai Mondiali indoor: "Un'esperienza che definire formativa è dire poco. È stato un passaggio importante. Dopo la finale dei 60 metri ho parlato con Zaynab Dosso, la campionessa del mondo indoor che corre in 11”01 all’aperto. Per me è un punto di riferimento. A Torun ho imparato come gestirmi in un ambiente che non conoscevo, ho capito che è fondamentale avere intorno qualcuno che mi conosce. Io non corro mai da sola. Corro con Walter e Marco, che mi seguono a San Donato e sono parte di me. In futuro non so, ma ora non ne posso fare a meno". 

Fast food

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 Come non potrà fare a meno di festeggiare mangiando al fast food come Jannik Sinner: "Sì ma ci tengo a precisare che non prendo il Big Mac. Big Tasty o Crispy, più le patatine, ovvio. E tè al limone: le bibite gassate sono vietate".

futuro

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Al Corsera, "Speedy Kelly" parla anche del futuro immediato, ovvero il Mondiale Under 20 a Eugene: "In Oregon, nel tempio dell’atletica americana, andranno confermati tutti i progressi. Intanto, agli Europei di Rieti, chiudo con la staffetta svedese, a distanze crescenti, in seconda frazione". Poi ci sarà l’Europeo all’aperto di Birmingham, a metà agosto, con le stelle Jacobs, Dosso, Furlani e Iapichino: "Purtroppo cade quattro giorni dopo la fine delle gare a Eugene, dove farò 100 e staffetta 4x100. Con il fuso orario addosso e la stanchezza del Mondiale U20, temo sia un po’ troppo da gestire. Bisognerà vedere come torno dagli Usa: con il mio coach ci siamo detti di ragionare un obiettivo alla volta".

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non solo atletica

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Nei programmi di Doualla c'è anche lo studio da portare avanti: "Fino al diploma, la scuola non è in discussione. Poi ho una mezza idea di università...". Ma anche un viaggio in Camerun per andare a trovare la famiglia di mamma e papà: "È vero, però lì è meglio andare sotto Natale, quando qui è inverno. Sto cercando di convincere mamma a prendere le ferie per organizzarci l’anno prossimo". E, com'è giusto sia alla sua età, non si pone limiti: "Mi piacerebbe, gara dopo gara, continuare a stupirmi".

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