Il flop al Mondiale spinge le nazionali alla rivoluzione: da Klopp al sogno Guardiola, caccia al big in panchina
La Germania ha salutato Nagelsmann, in Francia si chiude l'era Deschamps e nell’Inghilterra c'è l'ombra su Tuchel: la strada è quella di un allenatore top
La Germania ha salutato Nagelsmann, in Francia si chiude l'era Deschamps e nell’Inghilterra c'è l'ombra su Tuchel: la strada è quella di un allenatore top
Dal nostro inviato G.B. Olivero 19 luglio 2026 (modifica alle 17:26) - NEW YORK English versionLa finale di un Mondiale è allo stesso tempo una porta che si chiude, sul quadriennio precedente e sull’edizione appena disputata, e una porta che si apre, sul futuro e sulla prossima edizione. Per noi italiani è diventato un giorno di svolta perché al fischio finale l’Italia non è più la squadra che non si è qualificata, ma una delle tante che cercherà di meritarsi il posto nel torneo seguente. Il problema è che abbiamo vissuto la stessa situazione per tre Mondiali di fila, ma domani anche per noi sarà un giorno diverso.
SUBITO KLOPP
—Mentre la nuova Figc è pronta a risolvere l’enigma sul nome del commissario tecnico che avrà il compito di riportarci all’evento più importante del calcio, altre federazioni hanno voltato pagina o stanno per farlo. E sono partite ovviamente dalla panchina. La Germania ha salutato Nagelsmann quasi in tempo reale dopo l’eliminazione ai rigori contro il Paraguay, la Francia era impegnata fino a ieri con la finale del terzo posto ma era già chiaro da un po’ che si sarebbe conclusa la lunga era targata Deschamps, l’Inghilterra dovrebbe andare avanti con Tuchel (qui l'analisi dei suoi errori contro l'Argentina) ma c’è un fantasma catalano che agita il sonno del tedesco e quindi non si possono escludere sviluppi. Di sicuro l’elenco dei commissari tecnici si sta allargando con nomi di grande prestigio che hanno scritto pagine bellissime e vittoriose con i club. La Germania si è affidata a Jurgen Klopp, che ricordano con affetto e riconoscenza al Mainz, al Borussia Dortmund e al Liverpool. Klopp è fermo dal 2024 ed è entrato nella galassia Red Bull dicendo spesso che non sapeva se e quando sarebbe tornato in panchina. Il momento è arrivato: sbarca in nazionale con un bel carico di trofei conquistati in Germania, Inghilterra, Europa (una Champions) e mondo (un Mondiale per club) e soprattutto con la voglia di riportare i tedeschi a un livello di competitività che negli ultimi tornei non si è più visto.
L’ORA DI ZIZOU
—La Francia, invece, ha scelto Zinedine Zidane: un avvicendamento quasi naturale con Deschamps, nell’aria da tempo. Zizou non ha allenato tanto e mai fuori dal Real Madrid, ma in quell’esperienza, oltre a collezionare Champions (tre di fila tra il 2016 e il 2018: record), dimostrò di saper gestire un gruppo di campioni dando anche poche ma precise istruzioni tattiche. Una conduzione “ancelottiana” che nello spogliatoio del Real piacque molto e che fa pensare che possa essere l’uomo giusto per guidare i tantissimi galli del pollaio francese. Deschamps era rispettato, senza dubbio, e si era meritato la stima dei giocatori. Ma Zizou è Zizou: quando parla, lo ascolti e ti adegui.
VIDEO: Quando Guardiola aprì all'Italia: "Allenare lì? Perché no". E una battuta fece ridere tuttiSOGNO PEP
—Tre Champions come Zidane le ha vinte anche Pep Guardiola, che ha appena lasciato il Manchester City e che ha dichiarato di voler staccare davvero, almeno per un po’: più vita e meno panchina. Però Paolo Maldini aveva pensato anche a lui per la nazionale italiana e l’Inghilterra si sta interrogando su Tuchel individuando lui come sostituto ideale visto che, tra le altre cose, conosce perfettamente i giocatori, la mentalità inglese e le difficoltà che possono aver affrontato nel tentativo di riportare la loro nazionale in vetta al mondo, dove non sale dal 1966. Magari non accadrà subito e Pep resterà in vacanza per uno o due anni. Non si può escludere, però, che torni in pista in tempo per il prossimo Mondiale. Guardiola aveva detto che gli sarebbe piaciuto fare un’esperienza con una nazionale importante e non sono quindi tante quelle che possono sperare di averlo in panchina. Tra queste ci sarebbe il Brasile, ma Carlo Ancelotti è stato confermato fino al 2030. A proposito di tecnici che hanno vinto più volte la Champions, c’è anche lui: il nostro Carletto. Ancelotti, Klopp, Zidane, magari Guardiola e qualcun altro che si aggiungerà nel percorso: il prossimo Mondiale potrebbe essere anche un bellissimo confronto tra grandi allenatori con stili diversi.
Leggi anche Sessant'anni dopo Italia-Corea: Pak Doo Ik e gli altri carnefici che hanno fatto piangere gli azzurriEcco perché la causa di Platini può complicare la rielezione di Infantino a capo della Fifa© RIPRODUZIONE RISERVATA