Wta, test genetici per l'idoneità al circuito: l'indiscrezione arriva dagli Usa
La Gazzetta dello Sport

Wta, test genetici per l'idoneità al circuito: l'indiscrezione arriva dagli Usa

Domenica 19 luglio 2026
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Secondo un'indiscrezione pubblicata da Bounces, l'associazione starebbe preparando una nuova politica di eleggibilità per verificare il sesso biologico delle atlete

Secondo un'indiscrezione pubblicata da Bounces, l'associazione starebbe preparando una nuova politica di eleggibilità per verificare il sesso biologico delle atlete

Federica Cocchi Giornalista 19 luglio - 18:33 - MILANO

La Wta sarebbe pronta a introdurre una nuova politica sull'idoneità delle atlete a competere nel circuito femminile, prevedendo test genetici per la verifica del sesso biologico. La notizia, pubblicata dalla newsletter Bounces di ben Rothenberg, fa riferimento a documenti interni visionati dal giornalista statunitense e rappresenterebbe una delle modifiche regolamentari più rilevanti degli ultimi anni nel tennis professionistico. 

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L'elemento centrale della proposta riguarda l'introduzione di un test genetico finalizzato a verificare l'assenza del gene SRY, generalmente localizzato sul cromosoma Y e considerato uno dei principali fattori coinvolti nello sviluppo sessuale maschile. Secondo quanto riferito nell'articolo, il controllo potrebbe essere effettuato attraverso un semplice tampone orale o un prelievo di sangue, con l'obiettivo di accertare l'idoneità delle atlete a partecipare alle competizioni del circuito femminile. 

SVOLTA EPOCALE

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La misura segnerebbe un netto cambio di rotta rispetto alla politica adottata finora dalla Women's Tennis Association. Negli ultimi anni, infatti, la Wta aveva seguito un approccio basato prevalentemente sui livelli di testosterone e su specifici criteri medici, consentendo in determinate circostanze la partecipazione di atlete transgender. Con la nuova impostazione il criterio genetico assumerebbe invece un ruolo determinante. L'eventuale decisione della Wta si inserisce in un contesto più ampio che coinvolge numerose federazioni sportive internazionali. Negli ultimi anni diversi organismi di governo dello sport hanno infatti rivisto le proprie regole sull'ammissione alle competizioni femminili, cercando di conciliare due esigenze considerate entrambe fondamentali: da una parte la tutela dell'equità competitiva, dall'altra il rispetto dei diritti e della dignità delle persone transgender e delle atlete con differenze dello sviluppo sessuale (DSD). 

DISCUSSIONE 

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Il dibattito rimane particolarmente acceso. Al momento, l'indiscrezione si basa su documentazione che il giornalista afferma di aver ottenuto e analizzato. Eventuali modifiche definitive alla regolamentazione dovranno essere confermate ufficialmente dalla Wta attraverso i propri canali istituzionali e l'eventuale pubblicazione del nuovo regolamento. Se la nuova politica dovesse entrare in vigore nei termini descritti, il tennis femminile si allineerebbe a un orientamento già adottato da alcune altre federazioni sportive internazionali, aprendo inevitabilmente un nuovo capitolo nel dibattito sull'equilibrio tra inclusione, criteri biologici e correttezza della competizione.

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