Dalle giovanili al tetto del mondo: il trionfo della Roja nato con l'Under 19 di De La Fuente
Il primo trionfo del ct della Spagna è stato l'Europeo Under 19: questo titolo mondiale è nato lì
Il primo trionfo del ct della Spagna è stato l'Europeo Under 19: questo titolo mondiale è nato lì
dal nostro inviato Filippo Maria Ricci 20 luglio 2026 (modifica alle 00:20) - NEW YORK English versionQuella sera al Municipale di Katerini, estremo nord della Grecia, c’erano 4149 spettatori. Spagna e Russia si giocavano la finale dell’Europeo Under 19. La Spagna vinse 2-0 con gol dell’ex romanista Borja Mayoral e di un tale Nahuel, giovane promessa del Villarreal paradossalmente nata in Argentina che oggi è tesserato per il Maccabi Haifa in Israele. L’allenatore della ‘rojita’ era Luis De la Fuente, assunto dalla Federcalcio spagnola nell’estate del 2013 dopo 18 mesi di disoccupazione.
l'annuncio
—Ieri sera al Giants Stadium c’era qualche persona in più sugli spalti, e in giro per il mondo decine di milioni di spettatori. Ma l’esito della gara è stato lo stesso: Spagna campione. Non d’Europa, non under 19. No, il massimo a cui poteva aspirare l’uomo di grande fede nato ad Haro, in Navarra, terra di vino e di gente retta. De la Fuente aveva risposto a un annuncio pubblicato su un giornale basco dalla Rfef, la Federazione. Lo presero, e l’ex terzino dell’Athletic iniziò la sua carriera di formatore. Gli hanno affidato i ragazzi, e poi anche gli allenatori: per 3 anni De la Fuente ha tenuto due corsi nel percorso che porta i tecnici legati alla federcalcio spagnola all’ottenimento del patentino internazionale. Tra i tanti alunni, anche Lionel Scaloni. Formava persone, e calciatori, Luis. L’ha sempre fatto, gli riesce bene. E lì, vicino alla Macedonia, De la Fuente ha messo a terra il primo mattone che ha riportato la Spagna in cima al mondo, dopo l’apoteosi di Sudafrica 2010 con Vicente Del Bosque, che come De la Fuente (e il tedesco Helmut Schön) ha fatto il doblete Europeo-Mondiale. A Katerini c’erano in campo Rodri e Mikel Merino, doble pivote del talentuoso centrocampo spagnolo. E in panchina Unai Simon.
il percorso
—Poi De la Fuente nel 2018 ha vinto i Giochi del Mediterraneo, e in quell’estate gli hanno dato l’Under 21. L’anno successivo è venuto a giocare l’Europeo di categoria in Italia. Prima a Bologna, poi la finale a Udine: «Andando allo stadio mi sono addormentato» ha raccontato giorni fa il ct. Tranquillità massima. Fiducia in sé stesso e nei suoi ragazzi. La finale con la Germania finisce 2-1, gol di Dani Olmo e Fabian Ruiz. Ma ci sono anche Oyarzabal e Mikel Merino e Unai Simon. Mancano 7 anni a questa Coppa americana, ma il gruppo del Mondiale 2026 cresce. Nel ciclo successivo l’Under 21 spagnola nell’Europeo cade in semifinale col Portogallo. Ci sono Cucurella, Zubimendi e Yeremi Pino. Poi sempre in quel 2021 post pandemia la Spagna conquista l’argento alle Olimpiadi, perdendo la finale col Brasile. Con De la Fuente ecco Unai Simon, Cucurella, Mikel Merino, Zubimendi, Pedri, Dani Olmo e Oyarzabal. Se ci mettiamo a contarli arriviamo a 10 nomi, sui 26 convocati da De la Fuente per questo meraviglioso Mondiale.
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