Nuova era Yamal: dal bagno con Leo all'urlo mondiale, ora il regno è suo
La Gazzetta dello Sport

Nuova era Yamal: dal bagno con Leo all'urlo mondiale, ora il regno è suo

Lunedì 20 luglio 2026
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La foto con Messi è l’immagine di un cambio epocale. La povertà, il Barça, la Coppa: Lamine, è solo l’inizio

La foto con Messi è l’immagine di un cambio epocale. La povertà, il Barça, la Coppa: Lamine, è solo l’inizio

dal nostro inviato  Filippo Maria Ricci 20 luglio 2026 (modifica alle 00:05) - NEW YORK (USA) English version

Nei giorni scorsi con la foto del bagnetto di Messi a Lamine Yamal che impazzava urbi et orbi, sono stati creati i soliti meme. In uno c’era Leo che praticamente affogava nel sapone Lamine. In un altro Yamal che invece della paperella di gomma aveva in mano la Coppa del Mondo. Ecco, ha vinto questa seconda immagine. Il 19enne del Barça ha tolto dalle mani del 39enne ex Barça il trofeo che l’immenso Messi aveva conquistato 4 anni fa in Qatar. 

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Pelé e lo Zio Lamine Yamal diventa il terzo più giovane a conquistare il Mondiale, dopo Pelé, che in Svezia nel 1958 ci riuscì addirittura a 17 anni, e il nostro Beppe Bergomi, che al Bernabeu nel 1982 salì in cima al mondo a 18. Lamine Yamal è campione del mondo a 19 anni e 6 giorni. Lunedì scorso si è allenato, poi ha spento le candeline con i compagni quindi è venuto in conferenza stampa a destreggiarsi con un’abilità dialettica pari alle sue qualità tecniche di fronte a centinaia di giornalisti di tutto il mondo. Tappa successiva, è andato a tagliarsi i capelli col fratellino Keyne, altro protagonista assoluto del Mondiale che a noi boomer ricorda il simpaticissimo Arnold del telefilm “Il mio amico Arnold” approdato sulle tv private nostrane nel 1980. Con loro c’era mamma Sheila, che con Mounir nel 2007 diede alla luce Lamine Yamal Nasraoui Ebana, due nomi di battesimo dedicati a due benefattori di una famiglia in gravi difficoltà sociali ed economiche, e due cognomi con radici africane: papà marocchino e madre della Guinea Equatoriale. 

Coincidenza cosmica

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 Quando Lamine aveva 4 mesi finì nelle mani di Messi in una sala dello spogliatoio del Camp Nou. Ora diteci voi se questa non è la cosa più assurda, straordinaria, inimmaginabile capitata nel calcio d’élite. Le probabilità che i due protagonisti di quella foto del 2007 si ritrovassero da avversari in una finale del Mondiale 19 anni dopo erano pari a zero. E invece è successo. Lamine e Leo sono stati anche 7 anni insieme a Sant Joan Despí, la sede del centro tecnico del Barcellona alle porte della città. Il primo alla Masía, la cantera, il secondo in prima squadra. Lamine è entrato nel 2014, a 7 anni, quando Leo si avviava a vincere il suo secondo triplete con Luis Enrique e un attacco stellare con Neymar (il grande idolo di Lamine) e Luis Suarez. Messi se n’è andato nel 2021. Lamine aveva 14 anni. e un anno dopo avrebbe debuttato in prima squadra con Xavi Hernandez iniziando a frantumare tutti i record di precocità. 

i compiti

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Gol in Liga, gol in Champions, gol in nazionale, dove è arrivato a 16 anni. De la Fuente non ha avuto dubbi, esattamente come Xavi. Gli ha dato le chiavi della fascia destra, una porta che Lamine Yamal usa per entrare nelle difese avversarie. Nell’estate del 2024 nel ritiro nella Foresta Nera tedesca di Donaueschingen la mattina Lamine Yamal si allenava, poi nel pomeriggio si collegava via Zoom coi professori che erano a Barcellona per lezioni, compiti e ripetizioni. Poi raggiungeva i compagni per giocare alla Play e chiacchierare. Con lui c’era il 39enne Jesus Navas, più vecchio di suo padre. 

vita dura

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Ecco, Mounir. Il papà della stella catalana non è venuto in America perché soffre di epilessia e ha preferito non rischiare. Tipo peculiare: un paio di anni fa in una rissa per questioni mai precisate con chiarezza è finito all’ospedale in fin di vita, ferito da una serie di coltellate. "Pressione? Io non la sento – dice sempre Lamine Yamal – Nella mia vita ho preso colpi notevoli, e ho dovuto affrontare situazioni molto più difficili che un avversario tosto o una partita di calcio delicata. La pressione è un’altra cosa". Non è spocchia, è così. 

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infortunato

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Lamine Yamal è arrivato al Mondiale infortunato. Un muscolo della coscia sinistra era saltato a fine aprile e non si è mai risistemato del tutto. Però non poteva non esserci, non poteva mancare all’appuntamento con la storia. Sua, della Spagna e persino di Leo Messi. Che lo ha letteralmente tenuto a battesimo e ieri nel New Jersey gli ha ufficialmente ceduto la corona. Leo ha vinto 8 Palloni d’oro e giocato 3 finali di un Mondiale. Ma all’età di Lamine, nel 2006, iniziava a farsi conoscere. Il Barcellona aveva vinto la sua seconda Champions ma Leo si era fermato nei quarti per un infortunio. E al Mondiale in Germania nei quarti era proprio uscito, senza che il ct Pekerman gli concedesse nemmeno un minuto nella sconfitta ai rigori con i padroni di casa. Scelta assai bizzarra. De la Fuente non rinuncerebbe mai a Lamine Yamal, non lo faceva quando aveva 16 anni, figuriamoci ora a 19. E con lui ha conquistato il mondo. Al Giants Stadium non è nata una stella, è stata creata una vera e propria costellazione. Chiamata Lamine Yamal.

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