Scaloni finisce in lacrime: "Argentina di guerrieri. Gruppo tosto, difficile da ricreare"
La Gazzetta dello Sport

Scaloni finisce in lacrime: "Argentina di guerrieri. Gruppo tosto, difficile da ricreare"

Lunedì 20 luglio 2026
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Dura 14 minuti la conferenza del ct dell'Albiceleste dopo la finale iridata persa con la Spagna: "Mi sarebbe piaciuto finire in 11 e gli infortuni mi hanno impedito di apportare le novità tattiche che avevo pensato. Futuro? Devo riflettere e resettare. Ma so quel che devo dire... 

Dura 14 minuti la conferenza del ct dell'Albiceleste dopo la finale iridata persa con la Spagna: "Mi sarebbe piaciuto finire in 11 e gli infortuni mi hanno impedito di apportare le novità tattiche che avevo pensato. Futuro? Devo riflettere e resettare. Ma so quel che devo dire... 

Dal nostro inviato  G.B Olivero 20 luglio - 09:20 - EAST RUTHERFORD (USA) English version

Quattordici minuti di conferenza, poi le lacrime, un vano tentativo di ricomporsi e l’abbandono della sala. Il Mondiale di Lionel Scaloni è finito così e soprattutto con un grande punto interrogativo sul futuro. Il contratto dell’allenatore con la federcalcio argentina scade a dicembre, ma Scaloni non ha escluso nessuna soluzione: una chiusura secondo i tempi previsti dall’accordo o un’interruzione anticipata, molto difficile che ci sia un rinnovo. “Parlerò con il presidente - dice Scaloni -, ho un’idea di cosa voglio fare, rispetterò il contratto e poi vedrò. La verità è che sento il bisogno di pensare, perché non so se sarò in grado di fare qualcosa di altrettanto grande come il percorso di tutti questi anni. Al presidente sono grato per avermi dato un’opportunità del genere, di aver ricoperto questo ruolo, cioè quello che sognano tutti. Abbiamo cercato fino all’ultimo momento di dare il massimo. È giusto che io possa prendermi un po’ di tempo e riflettere”. Qui le lacrime interrompono Scaloni, che poi riparte: “Sto piangendo perché questo è davvero un gruppo di guerrieri. Ce l’hanno riconosciuto anche gli spagnoli mentre ci salutavamo dopo la partita. Nella mia vita sognavo proprio di fare questo. Adesso per continuare ci vogliono un sacco di cose, soprattutto resettarsi, riformare un gruppo come questo. Difficilmente sarà possibile e mi fa male all’anima”. E stavolta le lacrime vincono e Scaloni si alza e lascia la sala delle conferenze. 

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la partita

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In precedenza il ct aveva parlato della negativa prestazione dell’Argentina, della superiorità della Spagna e ovviamente del risultato: “Siamo molto tristi, perché non siamo riusciti a portare a casa la coppa. Sono successe tante cose negative, soprattutto per quanto riguarda gli infortuni in ruoli chiave: siamo stati costretti a cambiare tre dei quattro difensori. Non è una scusa, ma questo ha inciso molto: il dispendio di energie è stato enorme. Questi ragazzi hanno dato fino all’ultima goccia di energia. Ma contro la Spagna devi essere al massimo della forma. Sono orgoglioso di come hanno combattuto e, lo dico sinceramente, nel momento in cui abbiamo subito il gol ero convinto che avremmo avuto almeno un’occasione per pareggiare. Ma questo è il calcio, oggi tocca a noi vivere il lato negativo. Anzi, più che negativo è il lato triste. Bisogna fare i complimenti alla Spagna: nonostante sia stata superiore in alcuni momenti della partita e avesse creato qualche occasione, mi sarebbe piaciuto vedere cosa sarebbe successo se fossimo rimasti in undici. Magari in una finale del Mondiale certi cartellini si possono evitare, ma pazienza”. Gli infortuni hanno inciso, secondo Scaloni, anche perché hanno limitato le scelte tattiche: “Per tutto il Mondiale siamo riusciti a superare ostacoli incredibili. Stavolta gli infortuni e l’espulsione ci hanno complicato le cose. Non ho potuto apportare quei correttivi tattici che avevo in testa”. 

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i ringraziamenti

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Poi Scaloni ha rivolto un pensiero alla squadra e ai tifosi: “Voglio ringraziare tutta la gente che oggi ci ha dato la poca forza che ci rimaneva. Non ce l’abbiamo fatta, è un colpo durissimo, bisogna riconoscerlo e accettarlo. Tutta l’Argentina starà soffrendo con noi. Spero che i tifosi siano consapevoli di ciò che abbiamo raggiunto e del modo in cui l’abbiamo fatto. Si può perdere, ma bisogna rialzarsi e riprovarci. E poi dico grazie ai miei giocatori per tutto quello che hanno fatto. Da parte mia sarebbe impensabile rivolgere anche il minimo rimprovero a questi ragazzi. Non me lo permetterei mai nella vita, posso avere solo parole di eterna gratitudine per questo gruppo, che ha fatto qualcosa di straordinario. Spero davvero che un giorno si possa ripetere un percorso del genere”. Non poteva mancare un omaggio per Messi: “Non ho parlato con Leo e non so nulla del suo futuro. Ma credo che quello che ha fatto lui, a 39 anni, sia incredibile. Io ho sempre avuto chiarissimo che avrebbe giocato fino a quando lo avesse voluto. È il miglior giocatore che abbia mai messo piede su un campo da calcio”.

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