Tour, ma come funzionano i test antidoping? Test notturni per ridurre il rischio di scomparsa delle prove
In Francia un decreto del 2016 stabilisce che "le operazioni di controllo possono svolgersi presso il domicilio o il luogo di alloggio di un atleta tra le 23 e le 6, nel rispetto della sua vita privata e della sua intimità"
In Francia un decreto del 2016 stabilisce che "le operazioni di controllo possono svolgersi presso il domicilio o il luogo di alloggio di un atleta tra le 23 e le 6, nel rispetto della sua vita privata e della sua intimità"
Ciro Scognamiglio Giornalista 20 luglio - 12:59 - MILANOAnche nel secondo e ultimo giorno di riposo, prima che domani inizi la terza e ultima settimana di gara, al Tour de France continuano a tenere banco i controlli antidoping notturni a cui tra sabato e domenica sono stati sottoposti la maglia gialla Tadej Pogacar (attorno alle cinque del mattino) e il suo grande rivale Jonas Vingegaard (alle due). Come se non bastasse, il danese è poi caduto in gara dopo aver passato una notte sicuramente meno riposante del previsto: frattura della clavicola e ritiro, come in un grande giro non gli era mai capitato. “E se le due cose fossero collegate? Non si può escludere. Un controllo alle 2 di notte… non mi sembra molto umano”, le parole del numero uno al mondo. “Di sicuro non è stato un qualcosa che mi ha portato un beneficio”, ha spiegato Jonas Vingegaard in serata alla televisione danese, senza però dire esplicitamente che ci sia stato un nesso tra i due eventi. Molti corridori comunque hanno stigmatizzato la cosa e e restano diverse questioni sul tavolo. I controlli a quegli orari sono consentiti? E se sì, in quali casi? E perché sono stati effettuati proprio ai due protagonisti principali della Boucle?
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—I test, anzitutto, sono gestiti dall’Ita, agenzia internazionale indipendente, ci lavorano oltre 40 funzionari e c’è anche un lavoro di intelligence che contribuisce a definire la strategia, tra test di routine – per esempio, quelli a cui ogni giorno sono sottoposti la maglia gialla e il vincitore di tappa dopo la corsa – e quelli mirati. Senza dimenticare i controlli a sorpresa che sono stati fatti nella fase di avvicinamento al Tour ai corridori attesi al via. Prima dell’inizio del Tour, è stata l’Ita stessa a dire di seguire in maniera particolare i valori dei marcatori steroidei endogeni nel sangue, per poter meglio individuare un utilizzo eventuale dell’ormone della crescita. Già da tempo, i campioni vengono conservati per dieci anni: progressi scientifici e nuovi metodi, infatti, possono far sì che si possa procedere a nuove indagini.
perché di notte?
—Passiamo al capitolo orari: quelli ‘standard’, diciamo così, sono considerati quelli tra le 6 del mattino e le 11 di sera. Tuttavia, in Francia, un decreto del 2016 stabilisce che "le operazioni di controllo [...] possono svolgersi presso il domicilio o il luogo di alloggio di un atleta tra le 23 e le 6, nel rispetto della sua vita privata e della sua intimità, qualora l’atleta faccia parte del gruppo target di un organismo sportivo internazionale o di un’organizzazione nazionale antidoping straniera oppure partecipi a una manifestazione sportiva internazionale". Lo stesso articolo del Codice dello Sport (L232-14-1) precisa: "Quando il controllo viene effettuato tra le 23 e le 5, devono inoltre sussistere, a carico dell’atleta, gravi e concordanti sospetti che egli abbia violato o stia per violare le disposizioni del presente capitolo e un rischio di scomparsa delle prove”. Per esempio, l’idea che un atleta possa utilizzare sostanze che si smaltiscano rapidamente utilizzando una fascia oraria solitamente non utilizzata dagli ispettori. E secondo alcune fonti, in Francia per effettuarli sarebbe necessaria anche l’autorizzazione di una autorità giudiziaria.
dovunque e ovunque
—Quanto alle modalità operative dei test antidoping regolate dal Codice Mondiale della Wada, si fa un riferimento più generico a “valid grounds”, cioè valide motivazioni, per i test notturni. Ribadendo che a un atleta può essere richiesto di fornire un campione a una autorità antidoping che abbia l’autorità per farlo “at any time and at any place”, cioè dovunque e in qualsiasi momento. Infine, va aggiunto un particolare riguardo alla lettera con la quale è stato notificato a Jonas Vingegaard il controllo. Si ribadisce che “Ai sensi dell'Articolo 5 (Controlli e Investigazioni) del Codice Mondiale Antidoping, le Organizzazioni Antidoping sono autorizzate a effettuare controlli sugli Atleti in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo”, ma non si riferimento in alcun modo a sospetti di nessun tipo riguardanti il vincitore del Giro d’Italia. Resta sicuramente, e neanche troppo latente, l’irritazione dei corridori per i test notturni effettuati nel cuore di uno dei momenti più importanti di tutto il Tour.
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