"Massimo 5 carrozzine sull'aereo": la Nazionale paralimpica di Powerchair Football resta a terra. Polemiche
L'episodio è avvenuto in mattinata all'aeroporto di Fiumicino, dove la squadra - diretta verso Glasgow - non è potuta partire secondo le "linee" della compagnia aerea
L'episodio è avvenuto in mattinata all'aeroporto di Fiumicino, dove la squadra - diretta verso Glasgow - non è potuta partire secondo le "linee" della compagnia aerea
20 luglio 2026 (modifica alle 17:51) - MILANOLe autorizzazioni erano arrivate ormai mesi fa. Eppure, al momento dell'imbarco della Nazionale paralimpica di Powerchair Football diretta verso Glasgow per un torneo organizzato in vista dei successivi Campionati del Mondo in Argentina, la compagnia aerea ha negato la possibilità alla squadra di partire per la Scozia. "Il Comitato Italiano Paralimpico - si legge nella nota ufficiale - esprime la più ferma e profonda indignazione per l'inqualificabile episodio che ha visto protagonista, nella mattinata di oggi presso l'aeroporto di Roma Fiumicino, la Nazionale Italiana di Powerchair Football della Fipps (Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport). Negare alla Squadra Azzurra la possibilità di imbarcarsi sul volo diretto a Glasgow rappresenta un fatto gravissimo, lesivo della dignità personale dei nostri atleti e dei valori primari dello sport in generale e paralimpico in particolare".
VIDEO: Barlaam e le medaglie alle Paralimpiadi: "La più importante? Essere un esempio"la ricostruzione
—"La ricostruzione dell'accaduto rende la vicenda ancor più inaccettabile: la Fipps aveva preventivamente richiesto e ottenuto dalla compagnia aerea EasyJet, fin dallo scorso mese di aprile, la formale autorizzazione al trasporto di 6 atleti con disabilità, con al seguito sia le carrozzine per la mobilità quotidiana sia le 6 carrozzine speciali da gioco. Nonostante la conferma iniziale e una successiva comunicazione via Pec inviata dalla Federazione prima della partenza per scongiurare qualsiasi disguido logistico - comunicazione rimasta del tutto priva di riscontro - la squadra si è trovata di fronte a un muro ideologico e organizzativo al gate di imbarco. A fronte di un volo confermato per le ore 11.55, alle 10.15 la compagnia ha comunicato l'impossibilità di imbarcare l'intera delegazione, adducendo come motivazione che l'aeromobile (un Airbus A320) potesse trasportare un massimo di sole 5 carrozzine. La soluzione 'surreale' proposta da EasyJet - dividere la squadra, lasciando a terra un atleta e spedendo le carrozzine da gioco su un altro volo destinato non a Glasgow ma ad Edimburgo - costituisce un'offesa al merito sportivo, alla preparazione agonistica e al rispetto dovuto a una Nazionale che rappresenta l'Italia nel mondo.
la condanna
—La nota del Cip si conclude così: "L'episodio odierno provoca un triplo, gravissimo danno: umano, per i sacrifici compiuti dagli atleti arrivati da ogni parte d'Italia e costretti a rinunciare al sogno di indossare la maglia azzurra in Scozia; sportivo, in quanto compromette la preparazione agli imminenti Mondiali; ed economico, gravando sui bilanci federali per oltre 20.000 euro tra biglietti, alloggi e logistica persa. Il Comitato Italiano Paralimpico ribadisce che il diritto alla mobilità non è un privilegio né una concessione, ma un diritto costituzionale e civile fondamentale. Il Cip auspica un immediato intervento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell'Enac affinché vengano accertate le responsabilità dirette di EasyJet e definiti una volta per tutte standard di trasporto aereo realmente accessibili ed inclusivi".
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