Inter, Pavard e non solo: il mercato passa anche dalle soluzioni interne
La Gazzetta dello Sport

Inter, Pavard e non solo: il mercato passa anche dalle soluzioni interne

Lunedì 20 luglio 2026
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In attesa dei primi movimenti, il club nerazzurro guarda direttamente in casa: Chivu studia nuove idee per sfruttare al meglio la rosa a disposizione

In attesa dei primi movimenti, il club nerazzurro guarda direttamente in casa: Chivu studia nuove idee per sfruttare al meglio la rosa a disposizione

Dalla nostra inviata  Guendalina Galdi 20 luglio 2026 (modifica alle 17:43) - DONAUESCHINGEN (GERMANIA) English version

Quando il mercato non decolla, avere una rosa lunga aiuta. E può anche far cambiare in corsa qualche strategia. Il ritiro serve a questo, così come i dialoghi tra Cristian Chivu e il comparto mercato dell’Inter e tra lo stesso allenatore e ognuno dei giocatori che ha portato con sé in Germania. Il club nerazzurro fino a questo momento ha finalizzato o confermato tre operazioni in entrata: ha riscattato Manuel Akanji per 15 milioni dal Manchester City, ha preso Ivan Provedel dalla Lazio per 3 e ha ricomprato Aleksandar Stankovic per 23 (dopo averne incassati 10 un anno fa) dal Bruges. Il colpo, quello che aspettano i tifosi lì sulla fascia destra, ancora non è arrivato ma dopo le delusioni per gli affari saltati - per motivi molto diversi - di Marco Palestra e Anan Khalaili, la società è ancora al lavoro su diversi fronti per trovare il post Denzel Dumfries. Tuttavia su quella corsia che sembra stregata, così come su altre zone da rinforzare come difesa e centrocampo, l’Inter volendo può contare su soluzioni interne. Che sia soltanto in attesa del mercato oppure in maniera definitiva. 

DIOUF, UNA PAZZA IDEA

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Partiamo da destra. Il tormentone dell’estate non si placa, un esterno opposto a Federico Dimarco ancora non è arrivato. La società continua a ribadire che non ha fretta ma il tempo vola via, la preparazione prosegue senza un conclamato sostituto di Dumfries e il campionato inizia tra poco più di un mese. In questo scenario, un po’ perché si è visto quanto non sia semplice trovare un elemento fatto e finito per quel ruolo, un po’ perché comunque il futuro titolare dovrà avere un vice all’altezza, occhio a Andy Diouf. Chivu, nella conferenza stampa di inizio raduno e ritiro aveva detto: “Il jolly è nelle carte, noi abbiamo a che fare con giocatori. Io ho questa pazza idea di farlo diventare quinto, ha fatto vedere in determinate partite per spensieratezza, grinta e coraggio, soprattutto negli ultimi 20 metri, di poterlo fare. Ha cambiato partite come quella con il Como in semifinale di Coppa Italia”. E poi ha aggiunto: “Non voglio togliergli le sue certezze, dovrò essere bravo a convincerlo a fare determinate cose, ma abbiamo uno staff molto preparato per fare questo lavoro. Ci saranno partite in cui magari sarà accontentato anche da mezzala, ma a me onestamente piace da quinto perché ha caratteristiche che a noi mancano”. Insomma, l’investitura ufficiale è arrivata oltre un mese prima dell’inizio della Serie A. Il francese quindi è passato da incognita a intuizione (perché l’ha fatto giocare lì a piede invertito) ad alternativa più che concreta. Di sicuro Chivu ha fatto capire che lì non c’è più solo Luis Henrique - che ha sostituito Dumfries per tutto il periodo in cui l’olandese è rimasto ai box. Il brasiliano è avvisato. 

PAVARD, UNA RISORSA

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In difesa le certezze sono Bisseck, Akanji e Bastoni. Il terzetto titolare c’è, ma poi? Gli addii di Acerbi e De Vrij per la scadenza del contratto hanno aperto un buco e una nuova questione su chi c’è alle spalle di quei tre tenori. E qui entra in gioco Benjamin Pavard. Il francese è rientrato a Milano dopo il prestito al Marsiglia, club che l’ha rispedito al mittente appena è terminata la stagione. Sulle casse dell’Inter pesa al momento ancora per 10 milioni, l’importo dello stipendio netto che percepirà fino al 2028. È arrivato dal Bayern Monaco nel 2023 per 32 milioni bonus compresi e l’intenzione della squadra è di cederlo (valutazione sui 10 milioni) perché non rientrerebbe più nei piani del club. Il condizionale tuttavia non è casuale. Perché non è che la questione difensore sia meno complessa rispetto a quella legata all’esterno. E in un contesto simile, non è del tutto da escludere che Pavard non possa tornare utile alla causa. Anche perché per il momento non sono arrivate né chiamate né offerte convincenti. 

STANKOVIC, LA PROSPETTIVA

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Praticamente blindato da Chivu, il figlio d’arte può essere assimilato a tutti gli effetti ai nuovi acquisti di questa estate. È tornato ben diverso da come aveva lasciato Milano: più consapevole, campione di Belgio e con la voglia di iniziare a scrivere la sua storia in nerazzurro. A centrocampo è lui che sposta (anzi, già l’ha fatto) le dinamiche di calciomercato. Perché con lui non c’è bisogno di investire su nessun altro e sempre con lui Chivu può aver trovato il futuro vice-Calhanoglu. In regia, Aleksandar, ci ha già giocato e un’alternativa sicura al turco serve. Non ultimo, anche perché il suo contratto scadrà il prossimo anno e il rinnovo non è scontato. Altro giovane, altra risorsa interna. Per l’immediato e in prospettiva.

VIDEO: Bonny ci scherza su: "La differenza tra Chivu al Parma e all’Inter? I titoli!" Leggi anche Inter, stavolta esulta l'altro Martinez: Pepo festeggia il Mondiale con la maglia di PedriPavard, il mercato cambia gli scenari: all'Inter servono certezze, il francese potrebbe restare

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