Se Spa è andata bene, in Ungheria... Ecco perché all'Hungaroring la Ferrari parte favorita
Si scende di nuovo in pista questo weekend su una pista che sorride alle caratteristiche della vettura di Maranello
Si scende di nuovo in pista questo weekend su una pista che sorride alle caratteristiche della vettura di Maranello
Paolo Filisetti 21 luglio - 12:56 - MILANOIl layout del tracciato di Spa suggeriva prudenza nel valutare le chances di una performance positiva della Ferrari. I lunghi rettilinei del Kemmel e quello che include il tratto di Blanchimont rappresentavano, infatti, i due settori in cui la ricarica della batteria era più critica e dove. Solo un motore endotermico estremamente competitivo poteva dare le garanzie per ben figurare. Nulla di ciò che si pensava alla vigilia sembrava poter essere considerato un punto di forza della SF-26.
efficenza complessiva
—Eppure, nonostante questa premessa, la monoposto di Leclerc ed Hamilton, pur non nascondendo i limiti che tuttora la separano dalla Mercedes W17, ha di fatto mostrato quanto la sua efficienza complessiva, nei due tratti più ostici, le ha permesso di non accusare un distacco abissale dalla Mercedes, soprattutto in gara. In pratica, sul giro secco il gap di circa mezzo secondo accusato in qualifica crollava a molto meno della metà, considerando quanto la prestazione top, in gara, non possa essere estremizzata proprio per attuare una precisa economia e strategia legata, anche, se non solo, al degrado degli pneumatici e ad una attenta gestione energetica per non vanificare i sorpassi ottenuti utilizzando il boost.
secondo settore
—Nel secondo settore del tracciato belga, poi, la SF-26 eccelleva nelle dinamica di guida del veicolo. Di fatto, le telemetrie, hanno dimostrato che l'auto progettata da Vasseur é stata la vettura di riferimento in quel tratto di pista; dove la precisione di inserimento in curva, la trazione ed il carico generato dal corpo vettura costituivano i fattori cruciali per performare al meglio nella parte più guidata del circuito belga. Un settore, (il T2), che di fatto possiamo vedere in Ungheria, estendendosi però come caratteristiche dell’intero tracciato dell’Hungaroring, e non più come soltanto una parte di tracciato (vedi Spa).
punto di riferimento
—Non a caso, nel paddock di Spa, tutti tecnici rivali consideravano la scuderia di Maranello come il punto di riferimento tecnico per il prossimo fine settimana. L’assenza di lunghi rettilinei, unita ai numerosi punti di frenata rendono il tracciato magiaro come uno dei meno rilevanti per quanto riguarda la gestione della carica elettrica. Il bilanciamento della SF-26 e la sua prerogativa di precisione nei cambi di direzione, sono elementi indispensabili per gestire in modo preciso il degrado degli pneumatici e per poter disporre di uno spettro più ampio di strategie, utili soprattutto nel caso di una o più neutralizzazioni causate da VSC o Safety Car.
giardino di casa
—In sostanza, considerando le prestazioni della SF-26 consolidate da Barcellona in poi, accanto alla configurazione da elevato carico aereodinamico che sarà adottata in Ungheria, pare lecito poter vedere l’Hungaroring il potenziale giardino di casa di questa monoposto che, peraltro, non soffre le alte temperature di esercizio della Power Unit. Quest’ultima, una caratteristica progettuale voluta proprio nella fase di determinazione del packaging interno (volumi e posizione radiatori ed accessori della PU), per non condizionarne l’aerodinamica. Insomma, l’esecuzione precisa del fine settimana in Ungheria, pur restando cruciale come ha ribadito lo stesso Vasseur, a partire dalle sessioni di libere, rispetto alle ultime due gare, non avrà una funzione fortemente compensativa dei deficit di questa vettura ma sarà utile per capitalizzarne i sostanziali punti di forza.
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