Quei centoquarantamila colpi che hanno ucciso Nobby Stiles
Un mito del calcio inglese morto a seguito di una forma di demenza, che per la prima volta è stata direttamente attribuita ai colpi di testa. Non è la prima volta che succede, e c'è chi parla di "epidemia"...
Centoquarantamila sberle. Provate a immaginarle e a metterle in fila, e ora pensate all'effetto che possono fare sul cervello e sulle sottili membrane che lo ricoprono. Centoquarantamila sberle sono centoquarantamila colpi di testa a palloni che piovono dal cielo anche a cento chilometri all'ora fatti di duro cuoio cerato pesanti quasi mezzo chilo, pure di più se erano bagnati o coperti di fango. Centoquarantamila sberle è un'approssimazione per difetto, ottenuta moltiplicando quaranta colpi di testa al giorno per cinque volte alla settimana per diciassette stagioni della durata di dieci mesi, al netto delle partite e degli altri impegni. Centoquarantamila colpi di testa sono quelli che hanno causato la malattia che ha portato alla morte Nobby Stiles, campione del mondo con l'Inghilterra nel 1966, come ha stabilito pochi giorni fa in un'aula del tribunale di Stockport il medico legale.