Semaforo intelligente o educativo? Cosa cambia tra i due dispositivi
Dal FotoRed ai dissuasori che non multano ma bloccano il traffico, fino ai semafori che dialogano con sensori e algoritmi: ecco come sta cambiando la tecnologia agli incroci delle nostre città.
Dal FotoRed ai dissuasori che non multano ma bloccano il traffico, fino ai semafori che dialogano con sensori e algoritmi: ecco come sta cambiando la tecnologia agli incroci delle nostre città.
Jacopo Moretti 21 luglio - 14:05 - MILANO I semafori di nuova generazione dialogano con sensori e centraline per gestire il traffico in tempo realeIl semaforo, per decenni, è stato un dispositivo elementare: tre colori, tempi fissi, nessuna capacità di adattarsi a ciò che accade sulla strada. Oggi non è più così. La spinta a ridurre gli incidenti, contenere le emissioni e rendere più fluido il traffico urbano ha trasformato questi impianti in strumenti sempre più sofisticati, capaci di dialogare con sensori, centraline e persino con gli smartphone di chi guida. Il FotoRed, il sistema che sanziona chi passa con il rosso, è ormai una presenza diffusa sulle strade italiane e rappresenta solo il primo gradino di un'evoluzione tecnologica che sta andando ben oltre. Accanto a lui stanno infatti prendendo piede soluzioni ancora più avanzate, pensate non per punire ma per prevenire, o addirittura per gestire il traffico in tempo reale. Ma cosa distingue davvero un semaforo "educativo" da uno "intelligente", e quali vantaggi - e limiti - portano con sé?
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Il semaforo educativo blocca il passaggio solo a chi supera il limite di velocitàSEMAFORO EDUCATIVO
—Il semaforo educativo, chiamato anche semaforo dissuasivo, nasce con una filosofia diversa rispetto ai sistemi sanzionatori tradizionali: non punisce, ma condiziona il comportamento alla guida. Il meccanismo è semplice quanto efficace.Un sensore, spesso un laser posizionato in un punto precedente dell'incrocio, misura la velocità del veicolo in avvicinamento. Se questa supera il limite consentito, il semaforo successivo scatta sul rosso, costringendo l'automobilista a fermarsi qualche secondo. Nessuna multa, nessuna fotografia, solo una perdita di tempo pensata per scoraggiare chi corre troppo. Un esempio arriva da Sestri Levante, in Liguria, dove un dispositivo di questo tipo è stato attivato su richiesta diretta dei residenti di un quartiere attraversato da numerosi passaggi pedonali, proprio per tutelare la sicurezza di chi cammina senza trasformare i controlli in una fonte di incasso per il Comune. C'è però un rovescio della medaglia. Poiché il rosso scatta in base alla velocità rilevata al passaggio precedente, capita che a pagarne le conseguenze sia proprio l'automobilista che stava procedendo nei limiti, il quale si ritrova comunque fermo perché il veicolo che lo precedeva ha superato la soglia consentita. C'è poi un aspetto giuridico da chiarire: il sensore non può in alcun modo sanzionare direttamente l'eccesso di velocità, funzione riservata agli autovelox omologati secondo le procedure definite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Se però il conducente decide comunque di attraversare l'incrocio con il rosso provocato dalla propria velocità eccessiva, scatta la sanzione prevista per il passaggio con il semaforo rosso, che in questo caso è del tutto legittima.
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I semafori intelligenti e quelli educativi sono ancora in fase di sperimentazione in ItaliaSEMAFORO INTELLIGENTE
—Diverso, e per certi versi più ambizioso, è il discorso legato ai semafori intelligenti, detti anche semafori smart, che possono essere considerati l'evoluzione moderna della storica "onda verde". Se un tempo la sincronizzazione tra impianti successivi si basava su tempi fissi e calcolati a tavolino, oggi i semafori smart sfruttano sensori magnetici, ottici o a ultrasuoni per rilevare in tempo reale il numero di veicoli in coda o in avvicinamento, modulando di conseguenza la durata di rosso, giallo e verde. Il risultato è un traffico più scorrevole, meno soste inutili e, di riflesso, minori emissioni. Ma la loro "intelligenza" non si ferma alla gestione delle auto private. Molti impianti sono infatti in grado di riconoscere autobus e tram in avvicinamento e di concedere loro priorità di passaggio, riducendo i tempi di percorrenza del trasporto pubblico. Alcuni sistemi arrivano poi a raccogliere dati dettagliati su flussi veicolari, velocità medie e picchi di traffico, informazioni che i tecnici comunali possono consultare da remoto tramite applicazioni dedicate e che si rivelano preziose per pianificare interventi sulla viabilità. Va però precisato che, in Italia, i semafori intelligenti (e anche quelli educativi) non sono ancora disciplinati da una normativa specifica ma restano allo stadio di sperimentazione, con progetti pilota attivati in diverse città sotto l'osservazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che dovrà stabilire le regole per un'eventuale diffusione su scala nazionale.
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