F1, Red Bull sceglie Gwen Lagrue come talent scout: in Mercedes ha scoperto Russell e Antonelli
Dalle prime gare di kart alla Formula 1: la storia e i metodi del manager Mercedes che ha lanciato la carriera di Kimi e Russell
Dalle prime gare di kart alla Formula 1: la storia e i metodi del manager Mercedes che ha lanciato la carriera di Kimi e Russell
Giorgio Burreddu Collaboratore 21 luglio 2026 (modifica alle 20:03) - MILANOFast car, lui sa prevedere quando. È il veggente della velocità. Non è l’uomo che sussurrava ai kart, ma è quello che parla con chi li sa domare. Gwen Lagrue è uno dei più influenti nomi della Formula 1. E se non l’avete mai sentito nominare, non preoccupatevi: dimostra la sua influenza nel Circus. Ha scoperto piloti come Esteban Ocon (e va beh), George Russell, Alex Albon e pure Kimi Antonelli (wow). Di Antonelli ha raccontato in un’intervista a Motorsport: “Possedeva un talento innato e un'etica del lavoro che, ovviamente, non era ancora del tutto matura. Ma eravamo già in grado di osservare come attaccava, difendeva, si preparava per un sorpasso e gestiva la gara: tutte qualità che denotano un talento naturale”. Era il 2017. Kimi aveva solo 11 anni, ma gareggiava già a livello internazionale nel karting, in un ambiente estremamente competitivo. Ci voleva la bacchetta magica per capire dove sarebbe arrivato, e Gwen evidentemente ne possiede più di una. Nonostante la sua giovane età, Kimi vantava già cinque o sei anni di esperienza nelle corse. “A quel tempo, avevamo già visto molto in pista, anche se, naturalmente, c'era ancora molto da sviluppare”. Oggi è il leader del Mondiale.
la ricerca dei talenti
—Gwen Lagrue ha 50 anni, porta gli occhiali e qualche chilo in più addosso. Ha guidato il programma giovani della Mercedes, ma ora sta passando il suo personale rubicone in F1: va alla Red Bull. Nelle Star Wars delle monoposto, c’è sempre una forza che ti cattura. Gwen ha sentito il richiamo di un altro lavoro, di un’altra sfida e adesso si stanno definendo i dettagli di questa operazione. Bello o no, lo sport è anche di chi lo confeziona. Manager, agenti, procuratori. E talent scout. La caccia al giovane promettente è peggio di un far west. Ma quelli come Lagrue sono degli Indiana Jones moderni, girano il mondo e le piste di kart a caccia di tesori nascosti. L’abilità è saper proiettare quel talento nel futuro. “Alcuni piloti possono aver vinto dei titoli ma non avere l'atteggiamento o il comportamento giusto, e questo limiterà il loro sviluppo nelle categorie superiori. Tutto questo rimane una questione di sensazioni personali, lavoriamo con le persone, a volte abbiamo ragione, a volte torto. Non è una scienza esatta, ma nel caso di Kimi Antonelli abbiamo potuto constatare chiaramente di avere a che fare con un individuo unico”, ha raccontato.
VIDEO: A 9 anni su una Lamborghini, ora punta al Mondiale: la storia di Antonelliil nuovo ruolo
—Lagrue è stato ingaggiato per sostituire Helmut Marko, che si è ritirato dal suo ruolo di consulente per il motorsport della Red Bull alla fine dello scorso anno. La voce gira da qualche tempo, ma nessuno voleva commentare questo passaggio di consegne. Poi è arrivata la Bbc e dopo il Gran Premio del Belgio il team principal Toto Wolff ha dichiarato: "Siamo in trattative con Gwen riguardo al futuro, ma non è stato ancora concordato o deciso nulla. Gwen ha creato una squadra fantastica, siamo circa sette, otto o nove persone che gestiscono il programma per i ragazzi, con un piccolo gruppo di studenti. Con Lord Bradley che assume il ruolo di vicepreside, queste responsabilità devono essere definite ora. Vogliamo farlo insieme a Gwen”. Mercedes e Red Bull stanno negoziando un accordo che permetterebbe a Gwen di rescindere il contratto in essere come consulente per lo sviluppo dei piloti del team Mercedes di Formula 1. E in Mercedes, il suo ruolo verrà probabilmente ricoperto attraverso un piccolo riassetto dell'attuale programma per giovani piloti, probabilmente il più efficace in Formula 1.
l'inizio: dalle f3 alla f1
—Lagrue è cresciuto fra Aix-les-Bains, Vichy e il Limousin, ha trascorso una parte importante dell’infanzia tra la Savoia e l’Alta Savoia. Viaggia per una larga parte del calendario di Formula 1 (nel 2026 parlava di circa quindici Gran Premi su ventiquattro) e utilizza diversi fine settimana liberi per correre nei rally francesi. “Da giovane ho praticato un po’ di karting e rally, prima di svolgere il servizio militare con i paracadutisti”, ha detto. Ha lavorato nell’industria delle macchine. E lì ha conosciuto Guillaume Moreau, un giovane con il quale ha stretto una collaborazione. “Ho cercato di convincere degli imprenditori a sostenere questo ragazzo, che nel 2005 arrivò alla F3 Euroseries”, ha detto. Monsieur Lagrue deve avere una dote speciale, quella di certi cartomanti e ha previsto in un attimo il suo futuro. Altro che luna nera. Infatti Gwen ha lasciato il suo lavoro per occuparsi di Moreau. “Dai contratti e dai partner fino alla logistica”. Così ha iniziato a frequentare i paddock. Ha conosciuto persone come Fred Vasseur, che era il capo del suo team di Formula 3, Eric Boullier, che lavorava per il team Dams, e Toto Wolff, che all’epoca gestiva la carriera dei giovani piloti.
la passione di una vita
—La sua storia parte da lontano. E non c’è niente di improvvisato. “Fin da bambino sono sempre stato immerso nel mondo degli sport motoristici, e in particolare della Formula 1. Ogni weekend di Gran Premio era un vero e proprio evento familiare. Soprattutto perché all'epoca c'erano solo tre canali televisivi, quindi le distrazioni erano molte meno rispetto a oggi, e la F1 occupava un posto speciale nella nostra casa. Mio padre era un appassionato tifoso e, da bambino, seguivo le gare di Formula 1 con lui e i miei fratelli”. Gwen sedeva sugli spalti durante le gare. Una volta sorrise ricordando un leggendario duello tra Gilles Villeneuve e René Arnoux al Gran Premio di Francia del 1979 a Digione. Arnoux descrisse la battaglia per il secondo posto come "la gara più bella del mondo”.
come capire il potenziale
—Una delle più grandi sfide di quelli come Gwen è il tempo. "Dobbiamo trovare piloti con potenziale quando hanno 11 o 12 anni perchè a quell'età assorbono ogni conoscenza come spugne”, ha raccontato al sito della Mercedes. Ma Gwen e il suo team sanno esattamente cosa si aspettano dagli aspiranti piloti, quali abilità e attitudini sono necessarie per domare la Formula 1. "Un pilota di 19 o 20 anni ha già sviluppato il proprio stile e le proprie abitudini. Questo rende le cose difficili perchè non voglio cambiare i piloti. Voglio essere in grado di insegnare loro qualcosa”. Quando Gwen e i suoi osservatori sono sui circuiti di karting, non sono sempre alla ricerca dei piloti più veloci. Potrebbe sembrare strano, ha detto lui, “ma nel karting il pilota migliore non vince sempre”. Anche l’aspetto umano conta. Anzi, conta più del resto. “Cerchiamo piloti che possiedano tutte le qualità umane che contraddistinguono un campione: una certa mentalità, maturità, umiltà e gratitudine verso la squadra. Sono queste le caratteristiche che rendono un candidato speciale. E’ questo che cerchiamo”.
da russell a kimi
—Tra i primi scovati da Gwen c’è Russell, entrato a far parte del team Mercedes nel 2017, anno in cui ha concluso al terzo posto il campionato di Formula 3. L'anno successivo ha vinto il campionato di GP3 e nel 2018 ha conquistato il titolo di Formula 2. Dal 2019, Russell ha corso per la Williams in Formula 1. Poi è arrivata la Mercedes, quella vera. In quegli anni fu lo stesso scopritore di talenti a dire di essere “entusiasta dei progressi di George e del lavoro che abbiamo svolto finora. Ma per me, questo è solo l'inizio”. E ancora: "Saremo davvero orgogliosi quando George farà ciò che ci aspettiamo da lui: si spera che un giorno diventi campione del mondo o almeno un pilota su cui la squadra possa contare per competere ai massimi livelli. Un pilota con una squadra che lo aiuti a rimanere campione del mondo o a diventarlo”. Oggi, mentre Russell se la passa male e Kimi sta volando in testa al Mondiale, Gwen osserva divertito.
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