Inchiesta arbitri, l'archiviazione per Rocchi e Inter: "Vuoto probatorio, solo ipotesi e illazioni"
Nelle 18 pagine del decreto di archiviazione si afferma l'assenza di prove per l'ipotesi di frode sportiva
Nelle 18 pagine del decreto di archiviazione si afferma l'assenza di prove per l'ipotesi di frode sportiva
21 luglio 2026 (modifica alle 21:53) - MILANO English version“Il vuoto probatorio degrada tali ipotesi al rango della mera illazione”. Così si è chiusa la richiesta d’archiviazione -firmata congiuntamente dal sostituto procuratore Ascione e dall'aggiunto Ielo lo scorso mercoledì 15 luglio - dell'inchiesta arbitri che vedeva indagati l'ex designatore Gianluca Rocchi e l'Inter (indagata last minute e contestualmente archiviata). L'archiviazione evidenzia come non si riesca in nessun modo a dimostrare l'individuazione di una frode sportiva, volta a incidere sul regolare sviluppo del campionato. L'ipotesi accusatoria partiva da lì, dalle supposte interferenze subite da Rocchi nel designare arbitri graditi all'Inter e che sarebbero state volte a alterare il corretto svolgimento del campionato. Circostanza che l'inchiesta non ha provato. Così come nessuna base è stata trovata alla premessa che avrebbe originato i comportamenti del designatore: cioè che avesse agito sulla base dell'influenza che il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta poteva esercitare su quello della Figc (dell'epoca) Gabriele Gravina.
"La base probatoria di tale ipotesi è costituita dall'esistenza di ottimi rapporti tra Gravina e Rocchi da un lato e dall'esistenza di un indubbio peso politico nella Lega da parte dell'Fc Internazionale, nella persona di Marotta, a sua volta legato da buoni rapporti personali con Gravina - si legge nel decreto di archiviazione - . Si tratta di una base probatoria inidonea a provare l'ipotesi di frode sportiva specifica, che richiede un principio di prova, anche indiziario, di una promessa di utilità, posta in essere da Gravina in accordo con Marotta verso Rocchi, perché costui accettasse interferenze volte a turbare la regolarità della gara».
Stesso discorso vale per la suggestione secondo la quale Rocchi si sarebbe mosso per paura di essere danneggiato nella sua carriera da Gravina. Qui "oltre al vuoto probatorio si aggiunge una contraddizione di ordine logico: ritenuta l’esistenza di ottimi rapporti personali ed istituzionali tra Gravina e Rocchi appare estremamente arduo che il primo possa concutere il secondo".
VIDEO: Caso Rocchi: e se fosse la prima volta che qualcuno che vuole frodare perde?le intercettazioni
—Nelle 18 pagine ampio spazio hanno le intercettazioni che consentono di ricostruire nel dettaglio l'inchiesta. E si analizzano una per una le quattro partite finite nel mirino dell'inchiesta: Bologna-Inter del 20 aprile 2025, il derby di Coppa Italia del 23 aprile 2025, Inter-Verona del 3 maggio 2025, Torino-Inter del campionato successivo, del 26 aprile 2026.
Va ricordato che la frode sportiva si configura nel caso in cui vi sia "una prova di una volontà obiettivata di alterare la gara o comunque di incidere sul suo regolare svolgimento mediante atti idonei o orientati a tale scopo". Rocchi dialoga con i suoi collaboratori. Si confronta su partite e designazioni. Dalle conversazioni prese in esame viene evidenziata la volontà di Rocchi e dei suoi collaboratori di cercare la soluzione più idonea per spegnere polemiche e i risentimenti dei club, senza però favorirli in alcun modo né ricevendo pressioni dirette di alcun tipo. E soprattutto senza mai piegarsi alle lamentele o ai desideri che gli venivano riferiti. Anzi, dalle intercettazioni emerge "l'esclusione di qualunque forma di asservimento continuativo di Rocchi ai desiderata dell'Inter".
Rocchi, per esempio, il 21 aprile 2025 parla con Pinzani (all'epoca addetto alle relazioni con i club di A e B) delle designazioni per le gare decisive per lo scudetto. È l’indomani della sconfitta dell’Inter sul campo del Bologna, gara arbitrata da Colombo e di cui a lungo avevano discusso il suo designatore e i suoi collaboratori. La partita del Dall’Ara finisce tra le polemiche: “È stato designato l’arbitro che ‘gli garba di più’, hanno rotto il c...”, sbotta Rocchi. “Chi vogliono quindi? - dice sempre Rocchi a Pinzani - non gli va bene nessuno! Chi gli mando?".
Pinzani riferisce anche il risentimento di Giorgio Schenone, ex arbitro e club referee manager dell’Inter che si sarebbe lamentato con la sua stessa società. "E Sozza non lo volete, Doveri no perché porta male, adesso manco Colombo va bene. Andate a fare in c…”. Poi, Rocchi ribadisce a Pinzani la volontà di voler mandare gli arbitri migliori, più adatti per quelle partite. “Forse non hai capito, io gli rimando quelli buoni, non m'interessa. Doveri lo pigliano mercoledì, Fabbri domenica prossima. Perché le società quando arrivano in fondo... il famoso tordo ingordo...loro fanno quella fine lì". E Pinzani risponde riferendo il pensiero degli interisti: "Doveri non va bene perché non ci si è mai vinto. Ma che stiamo a ragiona', ma che stiamo a giocà a Tombola?".
open var
—Sotto la lente d’ingrandimento c’era poi un episodio relativo al VAR di Inter-Roma della settimana successiva alla gara di Bologna. L’arbitro è Fabbri che non concede un rigore all’Inter dopo una trattenuta di Ndicka in area sul nerazzurro Bisseck. Il giorno dopo Rocchi parla con Pinzani della vicenda, facendo riferimento al programma Open Var, dove l'immagine dell'episodio in questione non è stato mandato in onda. Ed è in quest'ambito che si inserisce l'intercettazione già emersa di una conversazione tra Marotta e Giancarlo Viglione, l'avvocato della Figc. Dice Pinzani: "Guarda so che ne Marotta ne stava parlando con Viglione". L'Inter voleva che l'episodio fosse mostrato ma i diritti sulle voci degli arbitri trasmesse in tv appartengono alla Figc. Rocchi risponde a Pinzani anche sul tema: "Mi hanno chiamato (facendo riferimento al club nerazzurro), so già tutto. Gli ho mandato la clip, l'immagine ce l'hanno. Ma potrò decidere io cosa mandare su una corsa scudetto, no?". E Pinzani conferma. "Gli ho detto che gli episodi li decide Rocchi, non la conduttrice...". I procuratori sottolineano che la chiamata evocata da Rocchi ("mi hanno chiamato") "non è stata intercettata e ciò fa ritenere l'utilizzo di canali di comunicazione o di numeri non intercettati".
il derby di coppa italia
—Si passa poi all'ormai famoso derby di ritorno di Coppa Italia. Dalle intercettazioni emerge un mancato gradimento dell’Inter verso l’arbitro Doveri e la valutazione da parte di Rocchi e dei suoi collaboratori di designarlo per la sfida di Coppa Italia, evitando che potesse finire ad arbitrare i nerazzurri in campionato. L’ex designatore ne ha parlato con Butti, addetto ai calendari di Serie A e noto tifoso interista. “Sei un killer!” - gli dice Butti “con lui abbiamo un record super negativo”. Pronta la risposta di Rocchi. “È il derby, chi devo metterci?”. E Butti “allora ti dico che sei uno di loro…quello porta sfiga, una sfiga mondiale…era giusto ci fosse calciopoli cazzo”. Rocchi, però, in sede d’interrogatorio ha affermato di trattare Butti da tifoso - pur avendo questo un ruolo istituzionale - e di non dar peso al suo giudizio.
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