Le due cause di Platini a Infantino e Fifa: un vero ostacolo per la rielezione
Dopo le critiche per la gestione del Mondiale, altri problemi per il numero 1 del calcio che punta alla conferma nel 2027 per riassegnare agli Usa il torneo 2038
Dopo le critiche per la gestione del Mondiale, altri problemi per il numero 1 del calcio che punta alla conferma nel 2027 per riassegnare agli Usa il torneo 2038
Dal nostro inviato Fabio Licari 22 luglio - 08:19 - NEW YORK English versionLa partita Michel Platini-Gianni Infantino non è finita. Tutto il contrario. Presto si farà sul serio nei tribunali francesi. I due erano alleati quando il francese era presidente dell’Uefa e l’italo-svizzero il segretario generale della confederazione europea, poi la rottura al tempo dell’accusa di corruzione, infondata, per “le roi”: i famosi due milioni di franchi ricevuti da Sepp Blatter, presidente Fifa all’epoca, per un lavoro svolto nel quadriennio 1998-2002 e letti dal comitato etico della Fifa come “mazzetta” in cambio del voto. Non era così, ma ci sono voluti dieci anni per cancellare qualsiasi macchia.
doppia causa
—Intanto tutto è cambiato. Gianni Infantino è diventato presidente della Fifa mentre Michel Platini era stato ridotto a rango di reietto, salvo dover riconoscere, dieci anni dopo, che non aveva alcuna responsabilità penale e civile. Platini non si arrende. Si pensava che, conquistato l’anno scorso il riconoscimento di innocenza, non avesse voglia di proseguire con questa storia e dedicarsi, parole sue, al golf, ai nipoti, forse a qualcosa di costruttivo per il calcio. Però le sue dichiarazioni ("non lascerò andare le persone che mi hanno fatto del male") lasciavano presagire qualcosa. Alla vigilia del Mondiale nordamericano sono partite addirittura due denunce, una penale nei confronti di Infantino, una civile contro la Fifa. La prima a Parigi, la seconda a Marsiglia. Ora è tutto nelle mani dei giudici francesi, ma di sicuro non è quello che ci voleva per Infantino in vista della rielezione, scontata si direbbe, a marzo 2027.
causa penale
—L’8 giugno scorso Platini ha annunciato di aver presentato una denuncia contro Infantino per "traffico di influenze", "cospirazione per diffamazione" e "denuncia calunniosa". La pratica è nelle mani del giudice istruttore capo di Parigi, in attesa della nomina di un giudice istruttore. La denuncia non coinvolge soltanto il numero uno della Fifa, però. Come sottolineato da Olivier Baratelli, avvocato di Platini, ci sarebbero altri protagonisti, collaboratori di Infantino "che hanno lavorato per impedire a Michel Platini di essere eletto presidente della Fifa". Si tratta di Marco Villiger, ex direttore dei servizi legali di Zurigo, e Domenico Scala, ex presidente del comitato di audit.
causa civile
—Contemporaneamente alla causa penale di Parigi, Platini ha intentato una causa civile contro la Fifa in un altro tribunale, quello di Marsiglia, per ragioni di competenza, essendo residente a Cassis, il suo “buen retiro” dove ha anche aperto un hotel-ristorante. Alla base di questa seconda iniziativa legale dell’ex stella della Juventus c’è la richiesta per risarcimento danni per gli stipendi che avrebbe ricevuto se fosse stato eletto, com’era scontato, presidente della Fifa. L’udienza preliminare è fissata per l’8 dicembre a Marsiglia.
altre denunce
—Non è la prima volta che Platini accusa di essere stato vittima di una cospirazione. Già nel 2018 e nel 2021 aveva presentato due denunce per "false denunce" contro ignoti e per "traffico di influenze" contro Infantino alla giustizia svizzera: la prima è andata in prescrizione, la seconda è stata archiviata. Michel stavolta ci prova con i tribunali francesi perché, aveva aggiunto l’avvocato Baratelli: "E' alla ricerca della verità e della giustizia. Questo è il punto centrale dei procedimenti che faranno luce sulle manovre per rimuoverlo dalla presidenza Fifa e individueranno i responsabili".
elezioni
—La causa non può far piacere a Infantino che, il 18 marzo prossimo, punterà alla rielezione. Eletto nel 2016 in piena crisi politica, è stato confermato nel 2019, nel 2023 e, se dovesse farcela senza rivali, anche nel 2027, resterebbe in carica fino al 2031 e potrebbe avere il tempo di assegnare anche i Mondiali del 2038, che, non è un mistero, il presidente americano Donald Trump ha chiesto ancora, considerandoli quasi una cosa privata come la Groenlandia. Nessuno può immaginare oggi sviluppi e conseguenze delle due denunce, tutto passerà per i giudici di Parigi e Marsiglia e i tempi rischiano di essere lunghi, ma di sicuro il Mondiale e il post-Mondiale per il presidente Fifa, dal punto di vista dell’immagine (arbitri, Trump, fischi, novità all’americana tra show e quattro tempi...), è stato tutt’altro che facile.
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