Assassin’s Creed: Black Flag Resynced, la recensione: i pirati invecchiano bene
La Gazzetta dello Sport

Assassin’s Creed: Black Flag Resynced, la recensione: i pirati invecchiano bene

Mercoledì 22 luglio 2026
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Ubisoft riparte da uno dei capitoli più amati della sua saga di punta dopo una trafila di passi falsi

Ubisoft riparte da uno dei capitoli più amati della sua saga di punta dopo una trafila di passi falsi

Paolo Sirio 22 luglio - 15:59 - MILANO

La storia editoriale che ha portato ad Assassin’s Creed: Black Flag Resynced è peculiare. A cominciare dal nome: l’originale, lanciato nel 2013, è l’ultimo capitolo numerato della serie (il quarto). Occorrenza della quale Ubisoft, sviluppatore ed editore, ha avuto modo di pentirsi pubblicamente, avendo scelto di fiondarsi in una sorta di business del “turismo digitale” che negli anni si è mostrato molto più prolifico del precedente filone narrativo. Ma c’è una storia nella storia. Benché sia stato recentemente rivalutato, forse in virtù dei capitoli successivi per qualcuno deludenti, il Black Flag di tredici anni fa non fu visto di buon occhio. L’ambientazione tropicale e in particolare il protagonista, di fatto non un vero Assassino, lasciarono molto a desiderare, e - nonostante i social fossero soltanto un embrione del pericoloso centro di gravità che sono oggi - le polemiche furono feroci. Si sa, i ricordi sono ormai facili a riscriversi, ed è così che Edward Kenway è diventato un’icona e Assassin’s Creed IV: Black Flag paradossalmente uno degli episodi più venerati in circolazione. Tanto che, nel suo momento di smarrimento più ferale, Ubisoft ha scelto di affidarsi proprio a loro per ricondurre la nave in porto, in vista di un profondo e quantomai necessario reset.

Remake o remaster?

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Mentre in rete si dibatte sulla definizione di remake o remaster, Resynced presenta un elenco di novità piuttosto corposo, che va dalla mera grafica al taglio delle fasi in epoca contemporanea. Appare evidente come l’intento dietro questo redesign sia stato avvicinare il più possibile Black Flag agli Assassin’s Creed moderni - mantenendone lo scopo action adventure e senza scendere in quello che sarebbe stato un RPG troppo dispendioso. L’operazione ricorda le re-release Nintendo dei titoli lanciati sulla sfortunata Wii U per Switch: una riproposizione del contenuto originale con qualche aggiunta significativa. Diversamente dalla Grande N, però, Ubisoft si è concentrata - immaginiamo per convenienza - sulle meccaniche e meno sull’ampliamento espositivo, mutuando molteplici feature dagli ultimi arrivati.

Le novità di Resynced

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Ora, ad esempio, abbiamo fasi di nuoto subacqueo approfondite: hanno senso, se consideriamo che si parla di un gioco di pirati, dove l’esplorazione in mare ha storicamente costituito un selling point (basti pensare che ne è nato un dibattutissimo spin-off, Skull & Bones). I combattimenti sono stati spostati pressoché del tutto su dorsali e grilletti, come da dettami post-Origins, e pongono l’accento sul tempismo delle risposte e soprattutto sulle parate. Il risultato è ancora un sistema abbastanza facile da padroneggiare, ma con più dinamicità e coinvolgimento rispetto alla soluzione di partenza. Alcuni ritocchi sono chicche per i fan, come la possibilità di indossare e togliere il cappuccio a piacimento. Altri hanno un’utilità concreta, vedasi l’input per accovacciarsi in qualunque momento o quello per appoggiarsi dietro coperture basse che ha richiesto una riscrittura delle fasi di pedinamento. Piccole “fratture” nell’Animus qua e là, un capitolo finale inedito e nuove attività endgame sono stati introdotti per dare un bocconcino a chi ancora prova a seguire la mitologia della saga e trattenere di più alla conclusione della main quest. Abbiamo visto remake più leggeri su questo tipo di aggiunte, ma non è comunque il caso di aspettarsi rivelazioni, né in termini di trama né, evidentemente, di gameplay.

Assassin’s Creed: Black Flag Resynced nel 2026

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Com’è da giocare Assassin’s Creed: Black Flag Resynced nel 2026? Il lavoro svolto sul comparto grafico è pregevole, specialmente nelle scene d’intermezzo che risultano praticamente alla pari con le uscite moderne della serie. A parte alcuni aspetti grezzi, stiamo parlando di un titolo moderno in tutto e per tutto, un racconto piacevole da seguire e divertente da navigare. Ciò detto, è corretto fare valutazioni su sistemi che non hanno retto ragionevolmente bene il passare degli anni, o che forse sono stati lasciati così com’erano per una varietà di motivazioni. Esemplare lo stealth: è vero che l’IA si lascia fare pressoché qualunque macchinazione alle spalle, senza nemmeno badare ad essere poco rumorosi, ma è anche vero che Assassin’s Creed nasce nella fantasia dell’Assassino, veloce e silenzioso per definizione, e che quindi calcare la mano su questa grammatica di base avrebbe rischiato di snaturare il capitolo piratesco - specie alla luce dell’intento di non trasformarlo in un più credibile RPG. Non ci sono scuse per il pur rivisitato parkour, invece: ci è parso frequentemente “incastroso”, portando a movimenti tutt’altro che agili e fluidi soprattutto negli spostamenti tra brevi distanze. L’abbondanza di gioco navale sposta a nostro dire eccessivamente il focus in mare e questo non fa troppo bene al gameplay, ma qui entriamo nel giro dei gusti personali e chissà che non possano cambiare di nuovo: lo abbiamo già visto succedere negli scorsi dieci anni. Assassin’s Creed: Black Flag Resynced è disponibile dal 9 luglio 2026 per PC, PS5 e Xbox Series X|S.

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