Hamilton re d'Ungheria, Leclerc per sfatare il tabù: la Ferrari a Budapest cerca una prova di forza
La Gazzetta dello Sport

Hamilton re d'Ungheria, Leclerc per sfatare il tabù: la Ferrari a Budapest cerca una prova di forza

Mercoledì 22 luglio 2026
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Fortune alterne all'Hungaroring per i due piloti: inglese da record, monegasco mai sul primo gradino del podio. E la Rossa cerca conferme sulla competitività della monoposto

Fortune alterne all'Hungaroring per i due piloti: inglese da record, monegasco mai sul primo gradino del podio. E la Rossa cerca conferme sulla competitività della monoposto

Giorgio Burreddu Collaboratore 22 luglio 2026 (modifica alle 18:56) - MILANO

Ogni tanto Charles Leclerc ha quei sorrisi che ti spiazzano e non sai mai se scherza o dice la verità. L’anno scorso, per esempio, disse che lui in Ungheria proprio non ci correva bene, alzò le mani in segno di resa: “L’Hungaroring penso sia la pista peggiore dal mio punto di vista. Non so perché”. Poi salì in macchina e fece la pole. In gara, più tardi, non andò granché: quarto, e con quel senso disarmante che ti lasciano le illusioni quando durano meno del previsto. Ehi, Ferrari: c’è nessuno? A pochi giorni dal Gp d’Ungheria certi fantasmi tornano a bussare alla porta di Maranello. E se Leclerc con Budapest non ha mai avuto un grande feeling, l’altro Man in Red, Lewis Hamilton, qui sembra invece conoscere ogni curva e ogni emozione. L’Hungaroring per Sir Lewis non è soltanto uno scioglilingua, è una seconda casa. Otto vittorie, nove pole position, dodici podi. È il pilota con più vittorie. Nel 2024, per dire, con una Mercedes che non dominava più, Hamilton conquistò proprio in Ungheria il podio numero 200 della carriera. Arrivò dietro le due McLaren e poi scherzò con chi gli chiedeva dove tenesse tutti i suoi trofei: “Ho noleggiato diversi spazi in un’azienda, ho preso tutti i posti disponibili. Ora mi toccherà comprare la compagnia”.

i piloti ferrari in ungheria

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Dentro la Ferrari, le storie personali dei due piloti raccontano anche due Ungherie differenti. Due approcci alla pista, e due modi di intenderla. Qui Hamilton ha vinto. Qui, al contrario, Leclerc non lo ha mai fatto. Lewis arriva all’Hungaroring e sfoglia il diario del se stesso vincente. Charles arriva e raccoglie soprattutto domande sul suo modo di guidare. Così, mentre il popolo della Rossa aspetta un colpo (dopo Spa) per capire se lottare contro la Mercedes di Kimi Antonelli è possibile (e realizzabile), Hamilton e Leclerc cercano di capire come affrontare questo luogo così importante per i loro differenti slanci stagionali. Il Belgio ha detto che la Ferrari può competere. Sì, ma come? L’Ungheria non è la risposta definitiva. Ma è sicuramente un modo per saperne di più. A Budapest Hamilton vinse al debutto, nel 2007, in un fine settimana in cui la rivalità con Fernando Alonso esplose definitivamente dentro il box McLaren. In qualifica lo spagnolo rimase fermo nella piazzola, impedendo al compagno di completare l’ultimo tentativo. La pole di Alonso venne cancellata, Hamilton partì davanti e la domenica vinse. Prima presenza, prima vittoria. E Budapest gli diede subito tutto. Poi tornò a vincere nel 2009 e nel 2012 con la McLaren.

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la pista di hamilton

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Nel 2013 regalò alla Mercedes il primo successo del nuovo corso, quasi un segnale di ciò che sarebbe arrivato dopo. Che infatti arrivò: vittorie nel 2016, 2018, 2019 e 2020. Quella del 2019 resta una delle sue gare più belle. Mercedes lo richiamò ai box per una seconda sosta, gli mise gomme nuove e gli chiese di riprendere Verstappen. Lewis cominciò a girare e a girare fino al sorpasso diabolico e bellissimo. “Ogni giro era come un giro di qualifica”, disse. Nel 2020 arrivò l’ottava vittoria, con tanto di giro veloce. Nel 2021 fu invece protagonista di una delle immagini più strane della Formula 1: alla ripartenza si presentò da solo sulla griglia, mentre tutti gli altri rientravano ai box per montare le gomme da asciutto. Un uomo contro nessuno. Poi si fermò anche lui, precipitò in fondo e rimontò fino al podio, diventato secondo dopo la squalifica di Vettel. Insomma: anche quando sbaglia, Hamilton a Budapest se la cava sempre. Nel 2022 partì settimo e arrivò secondo. Nel 2023 firmò la pole numero 104 della carriera, battendo Verstappen per tre millesimi. Fu anche l’ultima pole conquistata prima del passaggio in Ferrari.

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