Il dramma di Marina Piller: "Mia figlia morta per un errore medico, nessuno mi ha mai chiesto scusa"
L'ex sciatrice di fondo ha raccontato la vicenda al Corriere della Sera: "Ce l'hanno portata via e poi sono venuti a dirci che era morta. Senza una parola di conforto o altro, spariti nel nulla"
L'ex sciatrice di fondo ha raccontato la vicenda al Corriere della Sera: "Ce l'hanno portata via e poi sono venuti a dirci che era morta. Senza una parola di conforto o altro, spariti nel nulla"
23 luglio - 08:57 - MILANOCi sono ferite che non si richiudono mai. Restano aperte, pronte a far male giorno dopo giorno, incise sulla pelle come fossero tatuaggi. Marina Piller - ex sciatrice di fondo arrivata 13esima in gara alle Olimpiadi - ha scelto di raccontarsi partendo dal momento più buio della sua vita. “Ho perso mia figlia subito dopo il parto a causa di un errore medico. Ce l'hanno portata via e poi sono venuti a dirci che era morta. Senza una parola di conforto o altro, spariti nel nulla. E in sette anni nessuno mi ha chiesto scusa”, ha raccontato al Corriere della Sera.
risarcimento
—Era il 10 luglio 2019. Nell’aprile scorso, il tribunale civile di Udine ha condannato l’Azienda sanitaria Friuli centrale al risarcimento di oltre 800 mila euro in favore dell’ex campionessa, di suo marito e dei familiari più stretti, assistiti dall’avvocato Massimiliano Campeis. “I soldi non mi interessano, niente potrà riportarci Viola. Non c’è niente di risarcibile, la mia bimba non ha potuto contare sul diritto all’assistenza. Mi auguro che non capiti più, mia figlia aveva il diritto di vivere e noi di vederla crescere. Vogliamo darle giustizia e dignità”.
progetto futuro
—Infine, l’atleta ha parlato di come vorrebbe investire i soldi del risarcimento. “Vorrei utilizzare questa somma per un progetto nel mondo della disabilità che stiamo pianificando, ma ci vorrà tempo prima di realizzarlo. Spero che non capitino più tragedie come la nostra e mi piacerebbe anche poter essere di aiuto a genitori che vivono una situazione del genere”.
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