Torino, da Cacciamani a Luongo: brillano i giovani cresciuti nel vivaio
Nell’undici Abate ha schierato anche Gineitis, Dembélé e Njie. I calciatori fatti in casa sempre più protagonisti
Nell’undici Abate ha schierato anche Gineitis, Dembélé e Njie. I calciatori fatti in casa sempre più protagonisti
Dal nostro inviato Mario Pagliara 23 luglio - 11:15 - PINZOLO English versionÈ l’anno dei giovani? Parrebbe proprio di sì, e non solo nelle intenzioni ma proprio nei fatti. Ieri pomeriggio, ad esempio, nella prima amichevole contro una squadra professionistica, l'Alcione (tra l’altro, con un tasso tecnico pregevole per la Serie C e un’ottima organizzazione), Abate ha riversato in campo buona parte della meglio gioventù granata. Senza timori o paure, a petto in fuori, perché questo allenatore lo ha sempre fatto (a Terni, e poi soprattutto alla Juve Stabia): i giovani prima li lancia, poi li rende protagonisti. Gli effetti speciali di una partita di allenamento che, viceversa sarebbe stata da archiviare come ordinaria amministrazione in tempo di ritiro, nascono dal fatto che in campo il Toro ha riversato gli ultimi tre-quattro anni di programmazione, investimenti e lavoro svolto alle spalle della prima squadra. Ben cinque titolari (nel primo tempo) sono ragazzi cresciuti nel settore giovanile del Toro che, sotto la direzione di Ruggero Ludergnani, è tornato a creare valore di primissimo livello: scudetti vinti (due), playoff sempre centrati, finale della Coppa Italia Primavera, e puntualmente tanti talenti promossi in prima squadra. Ieri a Pinzolo è arrivato il direttore sportivo, Gianluca Petrachi, che in quest’estate sta rivolgendo uno sguardo attento e particolare proprio ai migliori talenti in giro per l’Italia e per l’Europa per potenziare il Toro che nascerà. Petrachi è fiducioso che, entro la fine della settimana, riuscirà a sbloccare un rinforzo per la difesa, ma intanto sa di avere a disposizione un buon materiale prodotto dal settore giovanile.
VIDEO: Fiorentina, Grosso: "Kean? Mi piacerebbe averlo, però..."Caccia c’è
—Un po’ lo avevamo visto nella parte finale della sgambata contro il Pinzolo di sabato scorso, ma ieri è stata tutta un’altra cosa. Alessio Cacciamani, talentuosissimo, nato nell’anno 2007, ha bagnato la sua prima volta da titolare di questo nuovo corso. Nasce attaccante esterno sulla sinistra, la sensazione è che lo vedremo giocare quasi sempre da esterno a tutta fascia sulla corsia mancina nel 3-4-2-1, proprio come Abate lo ha posizionato ieri pomeriggio. Ha risposto subito in maniera convincente: al netto delle gambe pesanti, delle oggettive difficoltà fisiche di questo periodo della stagione, il ragazzo che il Toro andò a scoprire anni fa nelle Marche, ha messo in vetrina il suo repertorio migliore: accelerazioni, sgommate, frenate e dribbling secco. Ha giocato un’ora ed è bastata per lasciare la sensazione che Caccia c’è.
Bene, bis!
—Se la presenza a centrocampo di Gineitis rasenta ormai la normalità, fa rumore la conferma accanto a lui, in regia, di Andrea Luongo. Dopo il Pinzolo, l’Alcione conferma le buone impressioni: la personalità c’è ed è marcata per giocare lì in mezzo, la pulizia tecnica di cui è dotato sopperisce al fisico esile e a qualche chilo in più che magari si richiede a un mediano. Bene, bis: Luongo (un 2008) è promosso. Anche Gineitis è stato in palla: coppia da rivedere con piacere. Njie e Dembélé sono stati più in ombra, ma il potenziale è noto. Quando i muscoli si scioglieranno, per loro sarà un’altra storia.
Leggi anche Dal Mondiale alla Serie A: anche i club italiani puntano sulla difesa a 4Stankovic al fantacalcio: quotazione e statistiche del nuovo centrocampista dell'Inter© RIPRODUZIONE RISERVATA