Il 5 torna agli Stankovic: perché Aleksandar ricorda Dejan (e perché è diverso)
La Gazzetta dello Sport

Il 5 torna agli Stankovic: perché Aleksandar ricorda Dejan (e perché è diverso)

Giovedì 23 luglio 2026
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Il centrocampista indosserà lo stesso numero di maglia del padre avuto durante l'esperienza in nerazzurro. L'ideale per chiudere un cerchio nella squadra del cuore

Il centrocampista indosserà lo stesso numero di maglia del padre avuto durante l'esperienza in nerazzurro. L'ideale per chiudere un cerchio nella squadra del cuore

Francesco Pietrella Giornalista 23 luglio - 13:19 - MILANO English version Il pantaloncino di Stankovic col numero 5

In serbo si dice più o meno così: “Sa oca na sina”. “Di padre in figlio”. Uno scioglilingua che sa di realtà. Aleksandar Stankovic sarà l’unico dei figli di Dejan a continuare la tradizione interista. Stefan, il primogenito, ha smesso quasi subito, a 17 anni, anche se a detta dei due fratelli “era il più forte di tutti”, mentre Filip difenderà ancora i pali del Venezia in Serie A. Il suo cartellino non è più di proprietà di casa Inter, che in estate ha esercitato la recompra su Ale, 2005, il più piccolo della famiglia. C’è già l’indizio sul suo prossimo numero di maglia: sarà il 5. Come quello indossato da papà durante la sua lunga avventura nerazzurra durata nove anni e mezzo (con 15 trofei).

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come papà?

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La domanda è di quelle spontanee e un po' scontate: Aleksandar è più forte di suo padre? Il presente impone il “no”, soprattutto perché a parità di carriere il confronto è impari, ma il discorso va spostato sul piano della futuribilità. Stankovic junior si è imposto come uno dei ventenni migliori del suo ruolo: arriva da un'annata da top player con il Club Bruges, dove ha segnato 9 gol in 54 partite. Ha giocato titolare in Champions in dieci occasioni e ha tritato il Marsiglia quasi da solo con un gol e due assist nel 3-0 dell’ultima giornata. Il primo merita uno zoom: Aleksandar si è fatto dare la sfera da Sabbe sulla destra, ha portato la sfera per una ventina di metri e poi ha tagliato il campo con un passaggio in verticale sulla sinistra per Diakhon, favorito dal taglio della punta. 

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futuribilità

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Da mezzala con licenza di spingersi in avanti, forse, rende di più rispetto al ruolo di mediano, quello dove Chivu lo sta provando in Germania. Alla sua età papà Dejan sbarcava in Serie A dopo aver segnato 40 gol con la Stella Rossa, vinto un campionato e tre coppe e giocato un Mondiale con la vecchia Jugoslavia. A 21 faceva già la differenza in una squadra di campioni – in quella Lazio c'erano Vieri, Mancini, Nedved, Salas, Boksic, Conceicao, Nesta… - lottando per lo scudetto, poi sfumato nelle ultime partite. Un altro calcio, ma anche un altro giocatore. Stankovic junior è più quadrato, meno duttile, mentre Dejan ha fatto un po’ di tutto. In un aspetto si somigliano, però: il tiro in porta. Qui la qualità è di famiglia. All'Inter ritrova Chivu, con cui ha giocato 71 partite nelle giovanili. Con lui ha fatto il regista di un centrocampo a tre. Il destino li ha riuniti.

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