Da ripiego a certezza: è Diouf l'erede di Dumfries a destra. Come ha fatto a convincere Chivu
La Gazzetta dello Sport

Da ripiego a certezza: è Diouf l'erede di Dumfries a destra. Come ha fatto a convincere Chivu

Giovedì 23 luglio 2026
2 visualizzazioni

Il francese 22enne era arrivato a Milano la scorsa estate dopo che era saltato l'acquisto di Manu Koné. Poi il tecnico romeno ha saputo valorizzarlo

Il francese 22enne era arrivato a Milano la scorsa estate dopo che era saltato l'acquisto di Manu Koné. Poi il tecnico romeno ha saputo valorizzarlo

dalla nostra inviata  Guendalina Galdi 23 luglio - 14:30 - DONAUESCHINGEN (GER) English version

Non è da nemmeno un anno all’Inter ma Andy Diouf ha vissuto tante vite in nerazzurro. La prima è stata quella che è iniziata il 22 agosto 2025, giorno in cui è stato ufficializzato dal club. Il francesino 22enne è arrivato a Milano con tante aspettative e qualche punto interrogativo. Era un centrocampista tutto da scoprire, c’era da capire quale sarebbe stato il suo impatto con la Serie A, il suo inserimento in una squadra che puntava in alto e che doveva dimenticare in ogni modo l’epilogo della stagione precedente. Diouf è stato il classico giocatore che è entrato nell’universo Inter in punta di piedi, sapendo cosa poteva dare, dove migliorare, e che per crescere avrebbe dovuto affidarsi totalmente al suo allenatore, Cristian Chivu. 

VIDEO: Aasen-Inter 0-16, gli highlights: Pio ne fa cinque, eurogol di destro di Dimarco

L’OGGETTO MISTERIOSO

—  

Ma facciamo un passo indietro, al calciomercato 2025 e all’affare Manu Koné che per l’Inter è sfumato a Ferragosto. Da lì ha iniziato a prendere quota l’alternativa Diouf, meno conosciuta ma che poi nei fatti si è rivelata una risorsa. E guai a chiamarlo ripiego. Certo, le caratteristiche sono diverse ma Andy è stato una scoperta. Oltre che un investimento da più di 20 milioni. Poi l’intuizione del suo allenatore ha fatto il resto. Nel corso della stagione quell’oggetto misterioso ha iniziato a far vedere di cosa fosse capace. Soprattutto in Coppa Italia, primo palcoscenico su cui ha avuto più modo di mostrare le sue giocate. Nelle prime due uscite, neanche a dirlo da esterno a destra, due gol. Tanto per far capire subito che anche i guizzi davanti non mancano. 

60 milioni di fantallenatori, un'unica classifica nazionale: sfida l'Italia intera su Fantacampionato! Oltre 340.000€ di montepremi. Gioca ora!

L’ESTATE DELLA PAZZA IDEA

—  

 La scorsa stagione l’ha chiusa con il gol al Bologna ed è da lì che vorrebbe ripartire, lui che in un primo scenario di mercato poteva anche rappresentare un’occasione in uscita, perché le pretendenti dall’estero non sono mai mancate. Invece è diventato impossibile immaginarlo un uomo mercato. Tornando alla questione ruolo: in ritiro ha ribadito che l’importante per lui è giocare. Punto. Fosse per lui, mancino, giocherebbe più centrale e non esterno a destra ma se è più utile alla squadra lì, che corsia destra sia. D’altronde, i riscontri che ha continuato ad avere Chivu anche ora confermano la bontà di questa sua nuova dimensione alla Dumfries. Non è più un esperimento. È una “pazza idea” – copyright Chivu – ma nemmeno troppo, soprattutto visti i risultati. Quarantacinque minuti in quella porzione di campo nella primissima amichevole estiva sono stati una conferma. Inoltre, un mercato che procede senza fretta, come ribadiscono dalla società, ma che allo stesso tempo ancora non è riuscito a regalare al romeno un sostituto dell’olandese porta inevitabilmente a dover prendere delle contromisure. E se la soluzione a un problema il club se la ritrova in casa può lavorare con ancora più serenità. Il mercato andrà avanti, intanto però Chivu prosegue per la sua strada e con le sue idee. Con il treno Diouf che continua (e continuerà) a percorrere il binario di destra.

Leggi anche Il 5 torna agli Stankovic: perché Aleksandar ricorda Dejan (e perché è diverso)Aasen-Inter 0-16, gli highlights: Pio ne fa cinque, eurogol di destro di Dimarco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo