Scoppia la polemica sulle poche chips nei tornei
La Gazzetta dello Sport

Scoppia la polemica sulle poche chips nei tornei

Venerdì 24 luglio 2026
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Due differenti punti di vista hanno animato le ultime settimane di gioco. C'è chi vorrebbe tornare al passato con giocatori che hanno davanti montagne di chips e chi invece porta avanti il punto di vista logistico cercando di tutelare giocatori e dealer. Ecco cosa sostengono i due differenti partiti

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Scoppia la polemica sulle poche chips nei tornei

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Due differenti punti di vista hanno animato le ultime settimane di gioco. C'è chi vorrebbe tornare al passato con giocatori che hanno davanti montagne di chips e chi invece porta avanti il punto di vista logistico cercando di tutelare giocatori e dealer. Ecco cosa sostengono i due differenti partiti

Giorgio Sigon

24 luglio

Chi segue il poker da tanti anni non può non ricordare l'immagine di Dario Minieri alle WSOP con (letteralmente) una montagna di chips davanti a sé. Oggi le cose sono cambiate riducendo il numero di gettoni. E scoppia la polemica delle chips nei tornei live

IL PARTITO DEL NO GUARDA ANCHE AI DEALER

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Televisivamente parlando è un qualcosa che lascia di stucco. Un grande tavolo da poker con giocatori che hanno davanti una bella montagna di chips. E' quello a cui siamo stati abituati fino a un po' di anni fa. Emblematica l'immagine di Jamie Gold nel testa a testa finale del Main Event delle World Series. Il dominatore assoluto di quell'edizione aveva bisogno di mezzo tavolo per disporre i propri gettoni. Nell'ultima mano di quel Main Event, quando il suo avversario stava pensando se chiamare l'allin, c'è una ripresa dall'alto che dà l'idea della quantità di chips presenti sul tavolo al fianco di Gold. Nel corso degli ultimi anni però le cose sono cambiate. Soprattutto nella parte conclusiva di certi tornei, c'è chi ha uno stack importante a fronte però di "poche" chips davanti. Quelli che sostengono questa linea, come i tournament director hanno un po' di giustificazioni. Per prima cosa si pensa ai dealer: quante volte qualcuno va allin e l'avversario chiede il conto delle chips? Tantissime. Avere tre o quattro pile da 20 pezzi dello stesso valore fa sì che il dealer possa contare, mostrando le pile sul tavolo, più facilmente e soprattutto velocemente. Avere una muraglia di gettoni renderebbe il tutto molto più complicato. Non c'è però solo questa motivazione. Ai tornei partecipano anche giocatori "ricreazionali" che non hanno l'occhio allenato per contare al volo la stack dei rivali al tavolo. Tornare al "passato" con castelli colorati non aiuterebbe nemmeno loro

LA POLEMICA: POCHE CHIPS NEI TORNEI LIVE NON PIACE

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Anni fa era diversa anche la struttura. I primi livelli dei tornei prevedevano le chips da 50 (addirittura in passato anche quelle da 25). Oggi si parte direttamente con le 100. Al di là della questione estetica c'è chi, come Alex Foxen, porta avanti ragioni più tecniche. "Giocare 1.500 BB senza le chips da 100" ha scritto in un post Foxen, "forza i giocatori a rilanciare o 2x oppure 2,33x o 2,67x. Nessuno sceglierebbe questo tipo di size se non fosse costretto a farlo". Per ogni punto di vista, i due partiti, portano acqua al proprio mulino. Con i castelli di chips (che una volta erano davvero opere d'arte) la gente non vuole cambiare i gettoni altrui e si rallenta tutto. "Quando si entra in late reg, ti danno 4 o 6 chips da 5.000 e devi sempre chiedere il cambio" è la risposta, tra gli altri, di Derek Kwan. Indipendentemente dal nostro, e vostro, parere, chi ha vissuto il poker con i tagli "piccoli" e le montagne di gettoni...beh era davvero un bel vedere. Essere chipleader non era solo una questione numerica ma anche "visiva". Ovviamente bisogna anche pensare a chi lavora (come i dealer) e a cercare di rendere il gioco veloce. I momenti morti o al rallentatore sono molti. Volendo si potrebbe cercare una via di mezzo che possa far contenti quasi tutti

 

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