F1 GP Ungheria, debutta la Safety Car con la trazione integrale
La Mercedes-Amg GT 63 Pro 4Matic+ dispone di 612 Cv, erogati dal V8 4 litri biturbo, gestiti a terra dalla trazione integrale intelligente. All'Hungaroring i primi giorni di lavoro
La Mercedes-Amg GT 63 Pro 4Matic+ dispone di 612 Cv, erogati dal V8 4 litri biturbo, gestiti a terra dalla trazione integrale intelligente. All'Hungaroring i primi giorni di lavoro
Giorgio Burreddu Collaboratore 24 luglio - 15:01 - MILANO La nuova safety car di F1, la Mercedes-Amg GT 63 Pro 4Matic+Bernd Maylander, il pilota, si sfregava le mani da giorni: “Non vedo l'ora di guidare la nuova safety car per la prima volta in condizioni reali”. Ed allora eccola lì. Bella, aerodinamica, stabile. C'è una nuova Safety Car che si aggira per il mondo delle corse. E l’Ungheria è il suo palcoscenico. Per celebrare i 30 anni di velocità e sicurezza, la Mercedes è scesa in pista con un nuovo bolide. Si chiama Mercedes-Amg GT 63 Pro 4Matic+ e debutta all’Hungaroring come nuova vettura di sicurezza ufficiale della Formula 1. Prende il posto della GT Black Series e diventa il 14° modello della Stella impiegato in questo ruolo dal 1996, quando al circuito di Magny-Cours comparve la C 36 Amg. Trent'anni dopo la tradizione continua. Questa volta con una livrea speciale, una nera e una rossa, arricchita dai loghi celebrativi sul cofano (un 30 ondulato), sul tetto e sull’ala posteriore. Insomma, una bellezza.
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i punti di forza
—La novità più importante non è però soltanto quella estetica. La GT 63 Pro è la prima Safety Car nella storia della Formula 1 dotata di trazione integrale. Questo, ha detto Maylander, ex pilota Dtm, "si traduce in una trazione ottimale, particolarmente evidente in combinazione con tutti gli altri aspetti tecnici". I suoi punti di forza "sono particolarmente evidenti in curva" e "in accelerazione". E a sentire lui è davvero "un veicolo stradale eccezionale". Il sistema Amg Performance 4Matic+ distribuisce la coppia in modo variabile tra i due assi e garantisce maggiore motricità nelle ripartenze, sul bagnato e nelle condizioni di scarsa aderenza. Un vantaggio decisivo, secondo Maylander. Proprio lui che deve mantenere un ritmo elevato senza correre rischi eccessivi, evitando allo stesso tempo che pneumatici e freni delle monoposto si raffreddino troppo.
il progetto
—Sotto il cofano c’è il V8 biturbo di 4 litri da 612 cavalli e 850 Nm di coppia. La nuova Safety Car accelera da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi, raggiunge i 200 in 10,9 secondi e tocca i 317 km/h (è la velocità massima). Ha meno potenza della GT Black Series. E no, non è un passo indietro. Tant’è che il progetto punta su stabilità, rapidità di risposta, facilità di utilizzo. Anche il sistema di raffreddamento è stato rinforzato. Ci sono radiatori supplementari e condotti dedicati e anche una gestione termica specifica. L’impianto frenante carboceramico è formato da pinze fisse a 6 pistoncini all’anteriore e pinze flottanti a 1 pistoncino al posteriore.
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Bernd Maylander, pilota della safety car di Formula 1luci di segnalazione
—Altre curiosità? Le luci di segnalazione, per esempio. Il lampeggiante sul tetto lascia spazio a un sistema integrato nell’ala posteriore e distribuito anche nella parte anteriore. Insomma, è un filo avveneristico. Anche se non c’è nessun richiamo a Blade Runner. Le luci arancioni indicano il divieto di sorpasso, quelle verdi autorizzano le monoposto a superare. Tutti grandi classici. E la luminosità può essere regolata per evitare abbagliamenti nelle gare notturne e per migliorare la visibilità. Dentro, poi, la nuova macchina è un vero centro di comando. Ci sono cinture a sei punti, radio Fia, Gps, telecamere e due grandi schermi utilizzati per seguire il gruppo e ricevere le indicazioni della direzione gara. Accanto a Maylander, il copilota controlla la posizione delle monoposto e mantiene il contatto costante con il Race Control. A Budapest saranno presenti due esemplari identici, uno dei quali pronto a intervenire come vettura di riserva.
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