Audi alla 24 Ore di Le Mans: dal diesel all'ibrido, 13 successi e tante innovazioni tecnologiche
La storia di Audi alla 24 Ore di Le Mans si concentra tutta in appena 18 anni, dal 1999 al 2016, in cui la casa dei Quattro Anelli ha conquistato ben 13 successi, introducendo il motore diesel, l'ibrido e tecnologie innovative come i fari full Led a matrice
La storia di Audi alla 24 Ore di Le Mans si concentra tutta in appena 18 anni, dal 1999 al 2016, in cui la casa dei Quattro Anelli ha conquistato ben 13 successi, introducendo il motore diesel, l'ibrido e tecnologie innovative come i fari full Led a matrice
Alessandro Follis 24 luglio - 16:03 - MILANO Le Audi R8 tagliano il traguardo in parata alla 24 Ore di Le Mans nel 2001Quando pensiamo alla 24 Ore di Le Mans nei tempi moderni, il nome di Audi non può non venirci in mente. Pur con una partecipazione limitata nel tempo, dal 1999 al 2016, la casa di Ingolstadt si è affermata come protagonista con 13 successi assoluti, che ancora oggi la collocano al secondo posto nell'albo d'oro di una competizione nata nel lontano 1923. Dall'esordio con la R8 in versione barchetta e coupé, passando per l'introduzione del motore diesel nelle competizioni, un'innovazione capace di rivoluzionare completamente il mondo dell'endurance nel periodo in cui è stata ammessa, fino al debutto del sistema ibrido e-tron quattro nel 2012, una soluzione che ancora oggi costituisce la spina dorsale della massima serie del Mondiale Endurance (l'attuale Wec), Audi è sempre stata pioniera del progresso tecnico e tecnologico di una corsa che, per le sue caratteristiche uniche, è sempre stata il banco di prova perfetto per sperimentare e far partire il processo di trasferimento dall'ambiente racing a quello delle auto di produzione.
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—La storia di Audi alla 24 Ore di Le Mans inizia nel 1999, con la presenza di quattro vetture di due diversi modelli: la barchetta R8R, pensata per rispettare le regole della categoria Lmp-900, e la coupé R8C iscritta nella Lm-Gtp. Entrambe erano equipaggiate con un propulsore 3.6 V8 biturbo da circa 610 Cv di potenza. Il primo podio è arrivato con la scoperta R8R, schierata dal team Joest e portata al terzo posto assoluto da Frank Biela, Emanuele Pirro e Didier Theys. Per l'anno successivo, la scomparsa della categoria LM-Gtp portò Audi a sviluppare la barchetta scoperta, portando così alla nascita della R8, sempre equipaggiata dallo stesso propulsore. Questa vettura si presentò con un dominio impressionante, occupando le tre posizioni del podio con le tre vetture ufficiali iscritte da Audi Sport Team Joest. A trionfare furono Frank Biela, Emanuele Pirro eTom Kristensen, quest'ultimo destinato a diventare una leggenda assoluta della storia di Le Mans, legando in maniera quasi indissolubile il suo nome ai Quattro Anelli. Lo stesso equipaggio si affermò anche nel 2001 e nel 2002, affermandosi come forza da battere, prima che nel 2003 Audi rinunciasse ai team ufficiali, conquistando comunque un terzo posto con la R8 di Lehto-Pirro-Johansson. Il 2004 fu l'anno del grande cambiamento nelle classi, con il debutto della Lmp1 per i prototipi più prestazionali: nonostante l'assenza ancora una volta di vetture ufficiali, le Audi R8 occuparono interamente il podio, con il successo per Audi Sport Japan Team Goh con la vettura condivisa da Rinaldo Capello, Tom Kristensen e Seiji Ara. L'ultimo acuto della R8 arrivò nel 2005, con la vettura di Adt Champion Racing condotta da Kristensen, JJ Lehto e Marco Werner.
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L'Audi R10 Tdi taglia il traguardo da vincitrice a Le Mans nel 2007Audi R10 e R15 Tdi: il diesel vincente
—Per il 2006 Audi decise di operare una vera rivoluzione, introducendo una soluzione non senza precedenti, ma che prima di allora non aveva mai portato risultati di livello: il motore diesel nel mondo dell'endurance. La R10 Tdi aveva una carrozzeria simile alla R8, con un muso più sottile, ma sotto al cofano posteriore trovava posto un 5.5 V12 biturbo a gasolio capace di circa 650 Cv di potenza. Il dominio di questa vettura fu tale che rimase imbattuta nella sua carriera a Le Mans, vincendo tre edizioni consecutive dal 2006 al 2008. Le prime due furono appannaggio di Frank Biela, Emanuele Pirro e Marco Werner, con i primi due capaci di raggiungere le cinque affermazioni a Le Mans. L'ultima, invece, vide il ritorno al successo di Tom Kristensen, affiancato questa volta da Rinaldo Capello e Allan McNish. Nel 2009 cambiò ancora il modello, con un'aerodinamica completamente nuova e un motore portato a 10 cilindri per la R15 Tdi che ebbe un debutto difficile, chiudendo terza nell'anno di esordio. Tuttavia, già nel 2010 la sua evoluzione R15 Tdi plus dominò monopolizzando il podio, con il successo per Timo Bernhard, Romain Dumas e Mike Rockenfeller. Nel 2011 il modello cambiò nuovamente, vedendo il debutto della R18 Tdi con carrozzeria chiusa, equipaggiata con un motore 3.7 V6 biturbo diesel, vincitrice subito all'esordio con Marcel Fässler, André Lotterer e Benoît Tréluyer.
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La R18 e-tron quattro diventa la prima ibrida a vincere a Le Mans nel 2012Audi R18 e-tron quattro: arriva l'ibrido
—Ancor più significativa è stata l'evoluzione del 2012, quando debuttò l'ibrido: la R18 e-tron quattro vedeva lo stesso propulsore a gasolio accoppiato con un motore elettrico all'anteriore messo in moto da un sistema di recupero energia, che di fatto rendeva la vettura a trazione integrale. Già all'esordio questa soluzione si dimostrò estremamente efficace, con una doppietta per le due vetture ibride iscritte da Audi Sport Team Joest, la cui concorrenza principale era costituita dalle R18 Tdi solo termiche di Audi Sport North America. Fässler-Lotterer-Tréluyer si sono confermati nel 2012, mentre l'anno successivo è tornato al successo Kristensen, fissando il record di tutti i tempi ancora oggi imbattuto con nove successi assoluti a Le Mans, affiancato questa volta da McNish e dal francese Loïc Duval. Il 2014 è stato l'anno dell'ultimo successo di Audi a Le Mans, sempre con la R18 e-tron quattro con un motore portato a 4 litri di cilindrata: ancora il trio Fässler-Lotterer-Tréluyer si impose sulla gemella di Kristensens-Gené-Di Grassi. Le partecipazioni del 2015 e del 2016 videro le vetture dei Quattro Anelli portare a casa altri due podi, l'ultimo con una vettura rivista e denominata semplicemente R18. Accanto ai successi a Le Mans, vanno ricordati anche i due titoli nel Fia World Endurance Championship (Wec), il mondiale per le gare di durata nato nel 2012 e vinto da Audi nelle sue prime due edizioni sia tra i costruttori che tra i piloti, nel 2012 con Fässler-Lotterer-Tréluyer e nel 2013 con Duval-Kristensen-McNish.
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