Nasceva dieci anni fa, oggi tenta la scalata in Conference: la storia del Malisheva
Sbocciato nel 2016, il club kosovaro è tra i più giovani del panorama europeo: ora insegue un’impresa che fino a poco tempo fa sembrava utopia. Fondamentale nel suo sviluppo l'attenzione ai giovani
Sbocciato nel 2016, il club kosovaro è tra i più giovani del panorama europeo: ora insegue un’impresa che fino a poco tempo fa sembrava utopia. Fondamentale nel suo sviluppo l'attenzione ai giovani
Filippo Rubulotta 24 luglio - 18:47 - MILANO English versionCercando “Malisheva” su Instagram, spunta il profilo di una squadra con poco più di 5mila follower che ha deciso di fare le cose per bene. In uno stadio di duemila posti in Kosovo è nato il Malisheva: prima la scuola calcio, poi la squadra che prova a spalancare le porte dell’Europa. Il club gestisce anche una scuola calcio con circa 200 ragazzi distribuiti in diverse categorie d’età. Il valore totale della rosa è di circa cinque milioni di euro, con dodici giocatori su ventidue totali sotto i 26 anni.
Risultato importante
—Il calendario segna 2016, l’anno della fondazione che rende il Malisheva tra le realtà più giovani del panorama calcistico. Giovedì 23 luglio 2026, invece, il tabellone ha raccontato qualcosa di diverso: Malisheva 2, Hibernian 0. Un pomeriggio da ricordare: gli scozzesi sono costretti a tornare a casa con due gol sul groppone, mentre il piccolo club kosovaro si regala la concreta possibilità di proseguire il proprio cammino nei preliminari di Conference League. Il 30 luglio, a Edimburgo, andrà in scena il passaggio più delicato della doppia sfida.
club giovane
—La domanda sorge spontanea: come ha fatto una società nata meno di dieci anni fa a ritrovarsi qui? Per avere una risposta basta tracciare una linea e fare un tuffo nel recente passato. Partito come progetto per far crescere i giovani del territorio, il Malisheva gioca al Liman Gegaj Stadium, impianto dalla capienza ridotta e non omologato per le competizioni Uefa. Thomas Brdarić, ex nazionale tedesco e allenatore del club, è stato chiaro: “Le persone del posto sono affamate di successo e di affrontare queste sfide. Non siamo qui solo per divertimento”. Il messaggio pare sia arrivato forte e chiaro a tutti.
La gente del posto è affamata di successo, non siamo qui solo per divertirci"
Thomas BrdarićAllenatore del MalishevaLogo e identità
—Dieci anni possono essere pochissimi o tantissimi, dipende dai punti di vista. Anche il logo del Malisheva ha un significato legato al territorio: richiama le cascate di Mirusha, create dal fiume omonimo, con sedici specchi d’acqua collegati tra loro e una cascata principale alta circa 21 metri difficile da attraversare. Evidentemente serve carattere per conquistare il palcoscenico più importante. E se si parla di un lavoro iniziato quando Cristiano Ronaldo vinceva il suo primo Europeo col Portogallo... Tempo al tempo.
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