Ok le riforme, ok costruire il futuro... Ma l'Italia di Pirlo deve vincere fin da subito
Questa Nazionale ha già sofferto abbastanza: non si può dire ai tifosi che bisognerà aspettare il 2034 o il 2036 per capire se la nuova strada è quella giusta. Si ricomincia con il girone di Nations, vietato andare in B
La parola più pronunciata da Paolo Maldini e Leonardo nella presentazione del loro piano per il futuro della Nazionale è stata "condivisione". Davanti ai presidenti della Serie A i due nuovi responsabili dell’area tecnica hanno spiegato di volere un ct con il quale condividere idee, scelte, sogni e percorso. Un ct a sua volta condiviso con il presidente Malagò che ha scelto loro e che forse in testa aveva qualche altro nome. La sintonia è un principio giusto da cui partire, dopo anni nei quali il calcio ha oscillato tra rivoluzioni annunciate e mai eseguite e ct a cui dare la colpa. Ma condivisione dovrà significare anche condivisione delle responsabilità, nel caso in cui le cose non dovessero andare bene, a maggior ragione se, per l’esigenza di condividere, si sono scartati altri profili con un curriculum in panchina più ricco ma con un’identità dall’autonomia più spiccata, che avrebbe potuto mettere a rischio una totale sintonia: Antonio Conte sopra a tutti.