Istat-Aci: nel 2025 meno incidenti mortali, ma più ciclisti coinvolti. Cause e statistiche
La Gazzetta dello Sport

Istat-Aci: nel 2025 meno incidenti mortali, ma più ciclisti coinvolti. Cause e statistiche

Sabato 25 luglio 2026
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Quello di Aci e Istat è un resoconto statistico che offre una panoramica completa degli incidenti stradali avvenuti nel 2025. Rispetto all'anno precedente, diminuiscono gli incidenti fatali, ma aumentano i ciclisti coinvolti, così come i bambini nelle fasce di età 0-14 anni. Ecco tutti i dati principali del report di Aci e Istat sugli incidenti stradali

Quello di Aci e Istat è un resoconto statistico che offre una panoramica completa degli incidenti stradali avvenuti nel 2025. Rispetto all'anno precedente, diminuiscono gli incidenti fatali, ma aumentano i ciclisti coinvolti, così come i bambini nelle fasce di età 0-14 anni. Ecco tutti i dati principali del report di Aci e Istat sugli incidenti stradali

Michele Floris 25 luglio - 08:18 - MILANO

Come ogni anno Aci e Istat hanno pubblicato il report relativo agli incidenti stradali, che permette di offrire una panoramica completa sulle casistiche che compongono il fenomeno, così come di ottenere dei parametri essenziali per gli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Il documento di quest’anno analizza i dati del 2025, paragonandoli oltre a quelli dell’anno precedente anche a quelli del 2019, anno importante poiché l’ultimo dello scorso decennio e utile come dato di confronto con l’era pre-Covid. Tra i dati più importanti è bene sottolineare il continuo calo dei decessi a causa di incidenti stradali, 2.868 registrati tra gennaio e dicembre 2025, che segnano una diminuzione del -5,3% rispetto al 2024. "È un risultato importante - è il commento del presidente dell’Aci Geronimo La Russa -, che ci consegna un messaggio chiaro e incoraggiante: ridurre il numero delle vittime è possibile". Questo raggiungimento è un punto di partenza per inseguire l’obiettivo prefissato, in linea con le politiche europee, di dimezzare entro il 2030 le morti per incidenti stradali rispetto al 2019.

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obiettivi e costi

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"Si tratta di un risultato incoraggiante – così Francesco Maria Chelli, presidente di Istat, commenta il dato in diminuzione riguardo alle 2.868 vittime di incidenti stradali – Tuttavia, non è ancora sufficiente a garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2030". Anche rispetto al 2019 i risultati sono promettenti, con un trend di -9,6% rispetto a 6 anni fa, ma la strada per migliorare è ancora lunga, come dimostrato dalla 7° posizione ricoperta dall'Italia nella classifica europea dei paesi con il tasso di mortalità stradale più alto. Ridurre gli incidenti è un obiettivo importante anche dal punto di vista economico, visto che il costo sociale dei sinistri con lesioni a persone ammonta a poco più di 18 miliardi di euro, circa l’1% del Pil Italiano. Un dato che sale a 22,6 miliardi se si contano anche gli incidenti stradali solo con danni ad oggetti. 

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VITTIME: SEMPRE Più CICLISTI COINVOLTI, CALANO I PEDONI

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Sul totale di 2.868 decessi, 228 sono persone coinvolte nell’incidente a bordo di biciclette, di cui 198 su bici tradizionali (+20% rispetto al 2024) e 30 su biciclette elettriche (+50%). I 25 casi di incidenti mortali che coinvolgono conducenti o passeggeri di monopattini elettrici portano a 253 decessi il numero totale inerente alla micromobilità, confermando una tendenza assoluta in crescita rispetto al 2024 di +21,6%. Per quanto riguarda gli altri utenti più vulnerabili della strada, calano i casi mortali che coinvolgono i pedoni (419, -10,9% rispetto al 2024) così come i motociclisti e i ciclomotoristi (-3,4% e -8,2%). Cresce invece il numero dei decessi a 166 casi (+13,7%) per la categoria delle persone a bordo di autocarri.

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decessi per sesso ed età, maggioranza maschile

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Dando uno sguardo ai dati relativi alle vittime, salta all’occhio la netta maggioranza maschile delle persone coinvolte sia come conducenti che come passeggeri e pedoni. In valore assoluto sono 2.300 gli uomini (80,2%) e 568 le donne (19,8%) che hanno perso la vita in un sinistro mentre erano alla guida. Tra tutte le fasce d’età, il dato più preoccupante è quello inerente alle morti dei bambini tra gli 0 e i 14 anni, che nel 2025 sono state 33 (+13,8% rispetto al 2024). Questo dato in crescita allontana ancora di più l’obiettivo di ridurre a zero questi incidenti come ambito dal Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2030 (Pnss), anche se è un dato in miglioramento rispetto al 2019 (quando se ne registrarono 35). Per quanto riguarda gli utenti di altre età, la fascia più colpita da mortalità stradale è quella tra i 55 e i 59 anni, con un totale di 249 casi (203 uomini e 46 donne).

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Nel 2025 i casi di incidenti mortali che hanno coinvolto ciclisti sono stati 228 (198 su bici tradizionali, 30 su bici elettriche)

CAUSE DEGLI INCIDENTI

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Tra le principali cause alle cause di incidenti stradali, la distrazione e l’andamento indeciso costituiscono il 15,1% dei casi. Per distrazione si intendono una vasta serie di situazioni, dall’utilizzo dello smartphone, alla gestione delle impostazioni dell’infotainment del veicolo, fino anche alle discussioni in viaggio che possono portare a comportamenti imprudenti alla guida. A seguire, il mancato rispetto di segnali semaforici o della precedenza sono alla base del 12,6% degli incidenti. Alcune delle altre più frequenti ragioni alla base del sinistro sono il superamento dei limiti di velocità (7,8%) e l’esecuzione di manovre irregolari (7,6%). Sulla rete urbana solo il 3,4% dei casi sono invece riconducibili a comportamenti scorretti dei pedoni. Per quanto riguarda le sostanze alteranti, il 7,7% degli incidenti hanno una correlazione con la consumazione di alcol, sottolineando una tendenza di leggero miglioramento rispetto al 2024 (8,2%). Situazione opposta invece per le droghe, la cui assunzione è relazionata a 3,8%, in leggera crescita rispetto al 3,0% del 2024.

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orari più pericolosi

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Sulla strada non si registrano incidenti in maniera omogenea in tutte le ore del giorno. Ad influenzare fortemente il tasso di sinistri che si verificano sulla rete stradale ed autostradale è il traffico presente. Nei giorni feriali si registrano infatti picchi di incidenti nelle ore più movimentate, ovvero nella fascia tra le 9 e le 10 del mattino (6,8%) e tra le 18 e le 19 (8,2%). La causa di questo fenomeno viene attribuita principalmente al traffico e alla stanchezza di cui conducenti soffrono alla fine della giornata in uscita dal lavoro. Dato simile anche per i giorni festivi, dove però si osserva un tasso tendenzialmente più alto nelle ore notturne, con un picco tra l’1 e le 2 del mattino, riconducibile principalmente ai casi di guida imprudente legati alla movida notturna. Picco che si registra anche all’ora di pranzo, tra le 12 e le 14, per via del traffico relazionato ai trasferimenti legati alle attività ricreative del fine settimana.

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distirbuzione geografica

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Tra tutte le regioni l’Emilia-Romagna è quella che nel 2025 registra in valori assoluti il numero più alto di vittime per incidenti stradali (266), mentre sono le regioni meno popolate a mostrare un trend in crescita rispetto al 2024: Val d’Aosta (+28,6%), Molise (+25,0%) e Calabria (+21,9%). Invece per quanto riguarda il tasso di mortalità è il nord-est a presentare il valore più alto, con 5,5 decessi ogni 100.000 abitanti. Tra le grandi province Roma è quella in cui nel 2025 si sono registrati più incidenti mortali (111), ma il tasso di mortalità più alto è a Catania, con 6,7 decessi per incidenti stradali ogni 100.000 abitanti.

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