Pirlo e il dilemma azzurro dei terzini: come si incastrano Dimarco e Palestra nella difesa a 4?
La Gazzetta dello Sport

Pirlo e il dilemma azzurro dei terzini: come si incastrano Dimarco e Palestra nella difesa a 4?

Sabato 25 luglio 2026
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Con il nuovo corso addio al 3-5-2, ma i migliori esterni che produce il calcio italiano sono abituati a giocare a tutta fascia...

Con il nuovo corso addio al 3-5-2, ma i migliori esterni che produce il calcio italiano sono abituati a giocare a tutta fascia...

Roberto Maida Giornalista 25 luglio - 13:30 - MILANO English version

Difendere con quattro giocatori non è soltanto una scelta strategica ma è anche una scuola di pensiero. L’Italia ha deciso di seguire il filone dei successi europei, a livello di club ma anche di nazionali, e per questo imporrà il sistema tattico a tutte le selezioni, cominciando dalla squadra dei grandi. Accettando la prestigiosa chiamata di Malagò, Maldini e Leonardo, Andrea Pirlo sposa dunque la filosofia che precede l’applicazione. Del resto, come dimostra la sua tesi di Coverciano, i suoi princìpi sono molto vicini a quelli della nuova Figc. 

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problemi e soluzioni

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Già ma l’Italia è pronta a ripensarsi dopo molti anni di 3-5-2, al quale si sono adeguati via via i diversi commissari tecnici? Soprattutto: abbiamo i difensori e gli esterni adatti al cambiamento? Se immaginiamo i due terzini più forti del momento, Palestra da una parte e Dimarco dall’altra, sono entrambi abituati a correre a tutta fascia. Nel linguaggio contemporaneo gli allenatori li chiamano “quinti” perché in fase difensiva ripiegano in un quintetto. Resta un (forte) dubbio: insieme in una difesa a quattro Palestra e Dimarco possono diventare un problema per l’equilibrio. Sarebbe più semplice immaginare Calafiori come terzino sinistro: in fondo è il ruolo che occupa per conto di Mikel Arteta nell’Arsenal. Ma Pirlo sa bene quanto sia importante un calciatore come Dimarco. E allora magari gli troverà collocazione spostandolo qualche metro più avanti, da esterno alto che possa eventualmente arretrare per proporsi come alternativa di gioco nella costruzione. Ipotesi, al momento. 

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Altre idee

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In Italia esistono però anche delle opzioni diverse per la fascia. Spinazzola è avanti con gli anni, quindi può servire solo nell’immediato. Nel Milan sta crescendo Bartesaghi, che verrà sicuramente preso in considerazione nel tempo. La speranza di Pirlo è invece la consacrazione di Udogie, sul quale il Tottenham ha investito molto denaro. Idem per Ruggeri, che deve farsi largo all’Atletico Madrid. A destra invece ci si potrebbe rivolgere ancora a Di Lorenzo, che però non è un progetto a lunga scadenza. Lo juventino Cambiaso? È un altro che si sente più comodo in una difesa a tre (o cinque), come Bellanova dell’Atalanta. Aspettiamo con fiducia Kayode, che è un 2004 e gioca titolare in Premier League nel Brentford: bisognerà per forza valorizzarlo. Il lavoro insomma non manca. Anche di formazione e creatività.

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