Meme, diffidenza, il "peso" di Guardiola: Pirlo come Donadoni, i ct accolti male
La Gazzetta dello Sport

Meme, diffidenza, il "peso" di Guardiola: Pirlo come Donadoni, i ct accolti male

Sabato 25 luglio 2026
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Il ministro Abodi dice che "Pirlo e Guardiola sono talmente distanti che sembra un azzardo aver tirato fuori il nome di Pep", La Russa parla di "salto nel buio", gli ex calciatori di "scommessa", la stampa esprime dubbi. Raramente in passato chi si è seduto sulla panchina azzurra è stato accolto così, ma c'è un'eccezione benaugurante

Il ministro Abodi dice che "Pirlo e Guardiola sono talmente distanti che sembra un azzardo aver tirato fuori il nome di Pep", La Russa parla di "salto nel buio", gli ex calciatori di "scommessa", la stampa esprime dubbi. Raramente in passato chi si è seduto sulla panchina azzurra è stato accolto così, ma c'è un'eccezione benaugurante

Elisabetta Esposito Giornalista 25 luglio 2026 (modifica alle 15:49) - ROMA English version

Maldini punta tutto su di lui, è pronto a metterci la faccia così come Leonardo. Malagò ha deciso di dargli piena fiducia, altrimenti crollerebbe tutto il progetto direzione tecnica per cui tanto abbiamo atteso. Ma l'opinione pubblica ha accolto la scelta di Andrea Pirlo come nuovo ct della Nazionale con un'ondata di scetticismo (e siamo stati generosi) che difficilmente si ricorda. 

VIDEO: Maldini: "Malagò ci ha messo un po' a convincermi, ho accettato perché..."

il ministro

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Uno degli ultimi a dire la sua è stato il ministro dello Sport e i Giovani Andrea Abodi a Sky Tg24:  "Le scommesse sono sempre un azzardo e quindi bisogna cercare anche di fare delle scelte che abbiano un senso logico ed è soltanto il campo che poi deciderà quanto questa una scommessa è una scelta lungimirante, visto che l’accordo dovrebbe essere quadriennale. Io mi ero ripromesso e confermo la mia decisione dei giorni scorsi di fare il tifo per una soluzione e di non esprimere opinioni perché comunque sarei stato il primo supporter del ct e della Nazionale. Quindi mi auguro che questa scelta fatta dal presidente Malagò, insieme a Maldini e a Leonardo, possa portare i risultati sperati sapendo che si tratta di un percorso". Quindi punge su Guardiola: "Io non so se ci abbia pensato. Credo che aprire a un'opzione del genere, o hai una ragionevole percentuale di certezza di arrivare a risultato, oppure è meglio tenerla in maniera discreta. Guardiola e Pirlo mi sembrano alternative talmente distanti tra loro che probabilmente è stato un azzardo tirarlo fuori non avendo la certezza di un sì. Queste non sono proposte alle quali sentirsi dire 'No, grazie' per qualsiasi ragione". 

la russa e il "topolino"

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Poco più tardi è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa a intervenire, senza tanti giri di parole, sul caso: "Stimo Malagò, Leonardo e Maldini, in quest'ordine, e quindi non ho fatto dichiarazioni immediate su Pirlo ct azzurro anche per rispetto a loro, ed ora parlo solo perché mi avete chiamato: che Dio ce la mandi buona - ha detto all'Ansa  -. Sono un tifoso dell'Italia e Pirlo è stato un grande campione: ma come allenatore è un salto nel buio. Dopo il ballon d'essai mediatico di Guardiola non vorrei che la montagna avesse partorito un topolino, il topolino Pirlo. Pensavo che la scelta fosse Conte o Mancini".

stampa ed esperti

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La scelta di Pirlo è stata giudicata in maniera scettica da praticamente tutta la stampa italiana, con sfaccettature e motivazioni diverse. Si sono espressi poi anche ex calciatori che hanno poi avuto ruoli importanti nella politica come Massimo Mauro e Marco Tardelli, in realtà più critici con la gestione della nomina che con Pirlo stesso. Il primo, al nostro giornale, ha parlato del nuovo ct come di una "grande scommessa. Andrea è stato un giocatore talmente fenomenale che non incontrerebbe difficoltà a fare l’allenatore della Nazionale. Però Malagò avrebbe dovuto evitare tutto questo casino: bisognava smarcare prima il nome del ct, andava ufficializzato insieme a Maldini e Leonardo. È stato un teatrino di una settimana che non merita nessuno, né i tifosi e né gli allenatori". E il secondo a La Repubblica: "Penso che nel progetto ci fossero tante cose che non lo hanno convinto. Guardiola deve aver pensato che il calcio italiano non sia all’altezza.  Perché quelli bravi continuano a dire no?". 

social

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Ovviamente la vera pioggia di strali è arrivata dai social. Tra i commenti all'articolo di ieri della Gazzetta in cui annunciavamo l'arrivo di Pirlo si legge: "Ditemi che è uno scherzo", "Passare da Pep a Pirlo è come passare da una Ferrari a una bici per bambini con le rotelle", "I Mondiali li rivedremo tra 15 anni se va bene", "Non ci qualifichiamo nemmeno alle qualificazioni". Qualcuno già lancia l'hashtag #Maldiniout, mentre dilagano i meme. Uno dei migliori vede Guardiola accanto a Pirlo: "Quando lo ordini su Temu / Quando ti arriva a casa". C'è anche "La profezia" che fa il verso a Messi che fa il bagnetto al piccolo Lamine Yamal: stavolta è Giampiero Ventura a lavare Pirlo nella vaschetta...

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precedenti

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Ecco, a proposito di Ventura. Anche per lui nel 2016, dieci anni fa, l'accoglienza non era stata eccezionale. Arrivava dopo Antonio Conte che aveva risollevato gli azzurri dalle macerie mondiali, era accusato di non avere il pedigree del vincente ad alti livelli. L'opinione pubblica la giudicò scelta "al ribasso" e priva di grande ambizione. I dubbi della piazza si rivelarono fondati: niente Mondiale russo. Dieci anni prima Roberto Donadoni ereditò il pesante (e vincente) lascito di Lippi campione del mondo: aveva iniziato da pochi anni la carriera in panchina, guidando squadre di club come Lecco, Livorno e Genoa, in molti si chiesero se fosse all'altezza. Con lui l'Italia si fermò ai rigori contro la Spagna ai quarti di Euro 2008 (e tornò Lippi). Lancetta indietro di altri dieci anni, 1996: dopo il ciclo di Arrigo Sacchi viene chiamato Cesare Maldini , che aveva fatto benissimo con l'Under 21. La scelta fu vista da una parte di critica e tifosi come un ritorno all'antico calcio "all'italiana". Il papà di Paolo fece un buon Mondiale nel 1998, uscendo solo ai rigori contro i padroni di casa della Francia (poi campioni). Ma forse il ct che ha subito più critiche in assoluto è stato Enzo Bearzot. Già nel 1975, quando iniziò ad allenare gli azzurri accanto a Bernardini, era da molti ritenuto troppo "aziendalista" e privo del carisma... Ma il vero massacro arrivò alla partenza del Mondiale di Spagna '82, dopo i tre pareggi iniziali, a Vigo si scatenò la furia della stampa, mentre in Italia i tifosi faticavano a trattenere la rabbia soprattutto per l'esclusione di Paolo Rossi. Finì come tutti sappiamo. Se vogliamo parlare di corsi e ricorsi, aggrappiamoci a questo...

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