Antonelli penalizzato in Ungheria, Russell assolto in Austria: ecco perché
La Gazzetta dello Sport

Antonelli penalizzato in Ungheria, Russell assolto in Austria: ecco perché

Domenica 26 luglio 2026
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Kimi scatterà dalla settima posizione dopo la penalità di tre posti nelle qualifiche, il compagno di squadra assolto in Austria in una situazione simile. Dati di telemetria e analisi, ecco i criteri applicati 

Kimi scatterà dalla settima posizione dopo la penalità di tre posti nelle qualifiche, il compagno di squadra assolto in Austria in una situazione simile. Dati di telemetria e analisi, ecco i criteri applicati 

Giorgio Burreddu Collaboratore 26 luglio - 08:48 - MILANO

Domande scomode: perché Kimi Antonelli è stato penalizzato dopo le qualifiche del Gp di Ungheria e partirà tre posizioni indietro, mentre George Russell, in Austria, fu assolto senza alcuna sanzione? Non è ai posteri che tocca la sentenza, ma ai regolamenti della F1. Intanto i fatti: all’Hungaroring, Antonelli ha incontrato una bandiera gialla singola alla curva 14, provocata dal testacoda di Max Verstappen (Red Bull), e ha concluso il giro dopo avere alzato il piede (lift). I commissari hanno però giudicato insufficiente il suo rallentamento. Al Red Bull Ring, invece, il suo compagno di scuderia Russell aveva completato sotto bandiera gialla singola il giro che gli aveva consegnato la pole position, ma il controllo di gara aveva ritenuto evidente e adeguata la sua reazione, decidendo di non aprire un’indagine formale. “Controversa”, così era stata definita dal Guardian la posizione di Russell in Austria. Ma una scelta tutto sommato in linea con i regolamenti e i codici della Formula 1. 

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la base 

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La regola di partenza è la stessa. L’articolo su cui si sono basati i commissari stabilisce che chi attraversa un settore con una bandiera gialla singola deve “ridurre la velocità ed essere pronto a cambiare direzione”. In pratica: deve alzare il piede. Nello sport in cui schiacciare l’acceleratore è un gesto tecnico, rallentare significa perdere. Posizioni o comunque tempo. Ma ogni cosa ha una sua conformità. Perché i commissari considerino rispettato l’obbligo il pilota deve avere “frenato prima e/o ridotto in modo chiaramente percepibile la velocità nel settore interessato”. Non esiste quindi una percentuale automatica valida in ogni situazione: contano tantissimi aspetti, dalla telemetria al punto in cui si reagisce per la frenata e soprattutto il comportamento tenuto passando accanto al pericolo. E’ un’unione di destini e di scelte e questo, in fondo, rende le situazioni di Antonelli e Russell diversa l’una dall’altra. 

i dati

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Nel caso di Antonelli i dati hanno confermato che Kimi aveva sollevato l’acceleratore 16 metri prima rispetto al precedente giro veloce ed era entrato nella zona gialla a una velocità inferiore di 14 chilometri orari. Il rallentamento, però, è durato troppo poco. E qui sta il punto. Frenando meno all’ingresso della curva, la sua Mercedes è transitata davanti al luogo dell’incidente a una velocità superiore di 3 chilometri orari rispetto al giro di confronto. Il mini-settore, quello incriminato diciamo, è risultato appena 0,03 secondi più lento e la riduzione complessiva della velocità è rimasta sotto l’1%. Per i commissari si è trattato di un rallentamento “insufficiente e non mantenuto”. Nel grande true crime della Formula 1 ogni indizio è supportato da una regola. E le linee guida indicavano cinque posizioni di penalità, un po’ troppo. Antonelli aveva chiuso la qualifica del gp di Ungheria al quarto posto. La sanzione è stata ridotta a tre posizioni perché Antonelli aveva comunque reagito e disponeva di poco tempo e poco spazio. E così adesso partirà dalla settima posizione. 

il tempo

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La differenza con Russell? In Austria l’inglesino si trovò davanti alla stessa segnalazione dopo l’incidente di Max Verstappen (sempre lui) alla curva 9. Anche George completò il giro e riuscì persino a migliorarsi. La circostanza alimentò subito i dubbi. Infatti i commissari andarono immediatamente a vedere cosa fare e perché. Ma il tempo finale non era la prova decisiva. George effettuò un “big lift”, un grande rallentamento, insomma schiacciò per bene il pedale del freno, talmente forte da essere evidente in ingresso curva. Aveva frenato per 100 metri e scalato anche due marce. E poi Russell comunicò immediatamente via radio di avere perso molto tempo, anche questo ha un peso nelle investigazioni. I controlli conclusero che il rallentamento era distinguibile e sufficiente. Tant’è che Russell non ebbe nessuna convocazione, nessuna penalità e la pole in Austria venne confermata. Antonelli, che precedeva Russell, aveva invece interpretato la segnalazione come una doppia bandiera gialla e aveva praticamente abortito il suo tentativo di fare la pole. La differenza non fu dunque tra chi aveva migliorato e chi no, ma tra la qualità e la continuità della riduzione di velocità nella zona di rischio. In pratica: la modalità di approccio alla frenata e alla situazione. 

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le differenze

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Bandiera gialla: è nel destino dei piloti Mercedes. E non fa che continuare ad alimentare la lotta tra Kimi e George. Anche in maniera del tutto involontaria. In Austria Russell aveva gestito meglio l’episodio e trasformato quel giro nella pole e poi nella vittoria. In Ungheria la penalità di Antonelli è tutta un’altra storia. Infatti regala una posizione sulla griglia a Russell, portandolo davanti. Kimi non ne ha fatto un segreto e si è detto dispiaciuto per la decisione. L’ultimo giro, secondo il talentino italiano, “era da P3, ma credo che sarei stato comunque a un decimo da Lando. Nell’ultima curva, con Verstappen fuori e con la bandiera gialla, ho mollato. Perché la bandiera gialla è arrivata quando stavo entrando in curva, mi ha anche distratto e ho perso un po’ in percorrenza. Anche perché nel giro precedente l’ultima curva l’avevo fatta male”. Dopo le 19 di ieri, la Fia ha comunicato la sua decisione e Antonelli, come detto, partirà dalla settima posizione. Tuttavia, Kimi resta il leader del Mondiale con 204 punti. George è terzo a quota 154. Sono cinquanta sfumature di Mercedes, che rendono il confronto interno davvero avvincente. E ora sappiamo che passa anche dai dettagli, dalle interpretazioni e persino (guarda un po’) dalle decisioni dei commissari.

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