La difesa degli avvocati di Pirlo: "Nessun rischio per il caso dello sponsor russo"
Gli avvocati di Andrea all'opera per liberarsi velocemente dallo United Fc. E il contratto da ambassador con il marchio di scommesse Fonbet si può risolvere senza penali
Gli avvocati di Andrea all'opera per liberarsi velocemente dallo United Fc. E il contratto da ambassador con il marchio di scommesse Fonbet si può risolvere senza penali
Roberto Maida Giornalista 26 luglio - 09:03 - MILANOAndrea Pirlo trasecola, con quell'espressione enigmatica di chi agli enigmi nella vita non si è mai dedicato. La questione politica, la questione etica. I russi, gli arabi, i soldi. Addirittura c'è chi sottolinea che per un ex calciatore italiano, dentro a un movimento più volte coinvolto negli scandali delle scommesse, sponsorizzare un marchio di betting rappresenti un autogol sconveniente. Ma non sarà questa bufera mediatica, questo monsone di parole, a far saltare l'accordo con la Federcalcio. Pirlo sarà il commissario tecnico della Nazionale. Almeno così fanno sapere i legali dell'allenatore, in queste ore impegnati a risolvere il contratto in essere con lo United Fc in attesa di stilare l'intesa che aprirà il nuovo ciclo azzurro.
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—Pirlo ha oggettivamente messo la faccia sul marchio Fonbet nel quale Sergey Lomakin, azionista della squadra degli Emirati dove Andrea è andato a lavorare pochi mesi fa, ha degli interessi. Il ruolo si chiama global ambassador, ambasciatore mondiale. I rapporti sarebbero dunque legati: l'allenatore promuove la campagna pubblicitaria. Affidandosi a un'azienda che ne gestisce in autonomia i diritti d’immagine, Pirlo ha firmato un contratto con clausola di recesso attivabile in qualunque momento. Senza penali. In sostanza, Pirlo si è riservato il diritto di liberarsi da ogni brand per evitare situazioni di incompatibilità: pensate se fosse assunto da una squadra che ha come sponsor un'altra agenzia di betting... A maggior ragione, dovendo guidare la Nazionale, si svincolerà da ogni obbligo commerciale. Anzi, lo sta già facendo. Con l'obiettivo di tornare in fretta a Coverciano, stavolta non da studente in cerca del patentino ma da ct.
Lettura
—Il weekend del suo ufficio legale è stato destinato all'analisi delle carte d'uscita: in primo luogo Pirlo, attualmente in ritiro con la squadra in Austria, deve dimettersi dal ruolo di allenatore. Contestualmente taglierà i ponti con la compagnia russa, non solo perché espressione di un Paese bandito dalla comunità internazionale ma anche perché in Italia sponsorizzare un brand di scommesse non è più legale dal 2018, quando entrò in vigore il cosiddetto Decreto Dignità. È vero che tanti sportivi, e tanti grandi calciatori, prestano il volto alle iniziative commerciali di aziende legate al betting. Ma non promuovono mai esplicitamente scommesse e soprattutto non hanno incarichi istituzionali all’interno delle federazioni.
Serenità
—Alle persone più vicine, comunque, Pirlo ha manifestato assoluta tranquillità. Anzi no, una certa ansia. Ma non per questa faccenda che nelle previsioni del suo staff si sgonfierà molto rapidamente, lasciando spazio all’attualità e alla programmazione. Andrea semplicemente freme per diventare il ct della Nazionale, la sua grande occasione. Fin qui la carriera di allenatore, a livello di club, non è stata molto ricca di soddisfazioni: dall'esordio con la Juventus, che lo ha esonerato non accontentandosi di vincere la Coppa Italia, alla recente esperienza con la Sampdoria. Eppure la fiducia di Maldini e Leonardo gli ha trasmesso una carica indescrivibile per allontanare le delusioni del passato e immaginare un futuro radioso. Verrebbe voglia di chiamarla scommessa ma oggi è preferibile evitare. Del resto è stato proprio Pirlo, in tempi non sospetti, a pronunciare una frase che adesso suona ironica: "Non punterei neanche un centesimo su un futuro da allenatore". Meglio guadagnare qualche milione da ct.
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