Vinicius in rotta con Mourinho: l'Arsenal ci prova, il Real ha già scelto il sostituto
Il contratto della stella brasiliana con i blancos scade a giugno 2027: al suo posto dovrebbe arrivare Yan Diomande dal Lipsia
Il contratto della stella brasiliana con i blancos scade a giugno 2027: al suo posto dovrebbe arrivare Yan Diomande dal Lipsia
Davide Giovanzana Giornalista 26 luglio - 10:43 - MILANO English versionDopo una stagione così, forse sarebbe l’epilogo giusto. O comunque quello più sensato, anche se negli otto anni di Vinicius Junior al Real Madrid l’altalena non ha mai smesso di oscillare. Ieri, tra Spagna e Inghilterra ha cominciato a farsi largo uno scenario di calciomercato che cambierebbe la storia recente dei Blancos: il brasiliano, arrivato nell’estate 2018, potrebbe lasciare Madrid. Stando alle ultime indiscrezioni, sarebbe l’Arsenal la squadra pronta a cogliere quella che indiscutibilmente è un’opportunità che non arriva tutti i giorni. Il contratto di Vini con il Real è in scadenza a giugno del prossimo anno, i rapporti tra club e giocatore (così come quelli tra il giocatore e i compagni di squadra) sono ai minimi storici e soprattutto Florentino Perez ha già una mano sul portafoglio (anche se il Lipsia ha rifiutato nelle ultime ore una prima proposta da 100 milioni di euro) per portare in città Yan Diomande, il talento ivoriano classe 2006 che potrebbe sembrare esattamente il suo sostituto naturale. Quando ricapita?
VIDEO: Vinicius Jr è irriconoscibile dopo l'operazione di armonizzazione faccialeTrattativa
—Nel nord di Londra, il nome di Vinicius mette d’accordo tutti: difficile puntare più in alto per migliorare e alzare il livello di una squadra che ha vinto la Premier League ed è arrivata a giocarsi la Champions League ai calci di rigore. Al momento siamo soltanto in una fase esplorativa della trattativa, non ci sono stati contatti diretti né tra l’Arsenal e il Real Madrid, né tra il club e il calciatore. Perché a monte c’è una questione da risolvere: Vini non ha ancora deciso se rinnovare il proprio contratto con i Blancos, che chiaramente non hanno intenzione di perdere a zero uno dei calciatori più decisivi del pianeta. Negli ultimi mesi, le parti si sono per questo motivo sedute più volte intorno a un tavolo, senza però mai stringersi la mano e, anzi, allontanandosi sempre di più. Complice una stagione cominciata male… e finita peggio.
Crepe
—La grande crepa nel rapporto tra il 7 e il Madrid si è aperta in realtà alla fine dell’annata precedente, quando le strade del club e di Carlo Ancelotti si sono separate. È proprio grazie a Carletto infatti che Vini è diventato un giocatore di caratura mondiale: 90 gol e 67 assist in 198 partite (una partecipazione al gol in media ogni 103 minuti), due campionati, due Champions League e una Coppa del Re in 4 stagioni. Anche il Mondiale, seppur finito non particolarmente bene per la Seleçao, ha confermato la tesi: 4 gol in 5 partite e il peso dell’intera squadra sulle spalle. Con Xabi Alonso, per usare un eufemismo, il feeling non è mai scattato: emblematiche sia la reazione (altro eufemismo) del brasiliano dopo il cambio anticipato nel Clasico vinto lo scorso ottobre, sia il famoso sfogo «non sapevo di allenare una squadra di bambini dell’asilo» del tecnico basco poche settimane dopo. Con Mbappé, l’acquisto più galattico degli ultimi anni, nemmeno: zero titoli in due anni, se escludiamo la Supercoppa Uefa di agosto 2024 e la Coppa Intercontinentale Fifa nel dicembre dello stesso anno. Ma a rendere la crepa difficile da stuccare è stata la colonna sonora di fischi che ha accompagnato ogni partita di Vini al Bernabeu da gennaio in avanti. La scelta di puntare su Mourinho, poi, sembra la martellata definitiva sul rapporto: a febbraio, dopo il caso razzismo con Prestianni in Benfica-Real Madrid di Champions, l’allora tecnico dei portoghesi accusò direttamente Vini di essere un provocatore. Sul futuro del brasiliano, ironia della sorte, sarà proprio Mou ad avere un ruolo fondamentale. Includerlo nel progetto tecnico o convincere Florentino a voltare definitivamente pagina dopo 8 anni? L’Arsenal e Arteta guardano da molto vicino e fiutano l’occasione. Irripetibile, forse.
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