Sarri guida la rivoluzione della Dea: filosofia diversa ma le ambizioni restano alte
L'ex tecnico della Lazio sta modellando l'Atalanta per il suo 4-3-3 con alcune novità
L'ex tecnico della Lazio sta modellando l'Atalanta per il suo 4-3-3 con alcune novità
Davide Giovanzana Giornalista 26 luglio - 11:34 - MILANO English versionNove qualificazioni europee negli ultimi dieci anni è un risultato che certifica il cambio di status dell’Atalanta. Dopo un ciclo tecnico e tattico reso vincente dall’epopea gasperiniana, la Dea ha però deciso di cambiare filosofia, di dare nuovi stimoli a una rosa che nella scorsa stagione, nonostante l’ottimo percorso in Champions e la qualificazione in Conference League, ha reso leggermente sotto le aspettative. Ecco spiegata la scelta di affidare la panchina a Maurizio Sarri, una rottura netta rispetto al passato recente con la quale però non cambia l’obiettivo: l’Europa.
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—La rivoluzione sarriana parte dal basso: niente più riferimenti a uomo e movimenti aggressivi calibrati sull’avversario, ma una linea con due centrali e due terzini, che in fase difensiva si muove collettivamente, a zona, e che in base alle caratteristiche dei singoli sceglie se essere più o meno alta e portare più o meno pressione. E che in fase di possesso deve contribuire al controllo del pallone e all’impostazione dell’azione, con i terzini chiamati al dialogo costante con la mezzala e l’ala di riferimento.
novità
—Se in difesa i giocatori in rosa sono adattabili al nuovo sistema, a centrocampo serviva subito un innesto. E ne sono arrivati due, se consideriamo che Ederson era praticamente un calciatore dello United. Con l’acquisto di Gaetano dal Cagliari, il ds Giuntoli e l’ad Percassi hanno messo subito in mano a Sarri il regista che mancava, un acquisto giusto e che ha dimostrato di essersi già integrato nei primi due test. Impegni nei quali però gli attaccanti non sono andati a segno: la rivoluzione e il raggiungimento dell’obiettivo finale passerà anche dal modo in cui un pacchetto offensivo pesante (e che in pochi vantano) come quello composto da De Ketelaere, Scamacca, Raspadori e Krstovic saprà interpretare le nuove funzioni.
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