Mercato moto e scooter europeo, vendite oltre i livelli pre pandemia
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Mercato moto e scooter europeo, vendite oltre i livelli pre pandemia

Domenica 26 luglio 2026
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Nei primi sei mesi dell’anno le immatricolazioni nei cinque principali mercati europei raggiungono 636.490 unità, con una crescita del 16,8%. L’Italia resta saldamente al comando per volumi, mentre Germania e Spagna registrano gli incrementi più consistenti. Accelerano le moto elettriche, in aumento del 35,3%, ma con appena 18.202 unità restano una componente marginale del settore. Più fragile la ripresa dei ciclomotori

Nei primi sei mesi dell’anno le immatricolazioni nei cinque principali mercati europei raggiungono 636.490 unità, con una crescita del 16,8%. L’Italia resta saldamente al comando per volumi, mentre Germania e Spagna registrano gli incrementi più consistenti. Accelerano le moto elettriche, in aumento del 35,3%, ma con appena 18.202 unità restano una componente marginale del settore. Più fragile la ripresa dei ciclomotori

Valerio Boni 26 luglio - 18:05 - MILANO La Francia avanza con un ritmo più contenuto rispetto agli altri grandi mercati europei: 104.802 immatricolazioni e una crescita del 6,4%

Il mercato europeo delle due ruote a motore ha archiviato il primo semestre del 2026 con risultati nettamente positivi. Tra gennaio e giugno, nei cinque maggiori mercati continentali — Italia, Spagna, Germania, Francia e Regno Unito — sono stati immatricolati 636.490 moto e scooter targati, il 16,8% in più rispetto alle 545.127 registrate nello stesso periodo del 2025. Il confronto equivale a oltre 91.000 veicoli aggiuntivi in appena sei mesi, e assume un peso particolare perché i cinque Paesi considerati rappresentano circa l’80% delle immatricolazioni di motocicli nell’Unione Europea e nel Regno Unito.

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Italia sempre il primo mercato

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Con 220.776 unità, l’Italia si conferma di gran lunga il principale mercato europeo della moto. La crescita rispetto al primo semestre 2025 è del 13,2%, corrispondente a quasi 26.000 registrazioni in più. Il nostro Paese concentra da solo poco meno del 35% delle immatricolazioni rilevate nei cinque mercati principali. Il risultato non dipende da un singolo mese eccezionale: dopo il +5,6% di gennaio e il +10% di febbraio, il mercato ha accelerato a marzo, +22%, mantenendo incrementi a doppia cifra anche in aprile e giugno. Soltanto maggio si è fermato a un più moderato +8,8%. Alle spalle dell’Italia si colloca la Spagna, che raggiunge 141.101 immatricolazioni e mette a segno un incremento del 23,6%. Il mercato spagnolo è stato sostenuto da una progressione particolarmente vivace in marzo, +39,4%, e giugno, +29%.

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Un’offerta sempre più ampia sostiene il primato italiano: quasi 26.000 immatricolazioni in più nel semestre, con una crescita distribuita tra scooter, moto e diverse fasce di cilindrata

Germania, recupero impetuoso

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La crescita percentuale più elevata arriva dalla Germania, dove le immatricolazioni salgono a 114.849 unità, con un balzo del 27,6%. Il dato va letto anche alla luce del debole confronto con il 2025, quando il mercato tedesco aveva perso il 29% nel primo semestre. La ripresa del 2026 è stata particolarmente forte nei primi tre mesi: +69,7% in gennaio, +32% in febbraio e +45,9% in marzo. Il ritmo si è successivamente ridotto, pur restando positivo, con incrementi del 17,1% in aprile, del 7,4% in maggio e del 15,3% in giugno. Più contenuta la progressione della Francia, che con 104.802 immatricolazioni cresce del 6,4%. Anche in questo caso il dato complessivo nasconde un andamento non uniforme: dopo quattro mesi positivi, maggio ha chiuso in calo del 3,9%, mentre giugno è tornato in territorio positivo con un +6%. Il Regno Unito, infine, raggiunge 54.962 unità, il 15,8% in più rispetto al primo semestre dello scorso anno. Pur restando il mercato più piccolo tra quelli osservati, è anche quello che ha mostrato la maggiore regolarità, con variazioni positive in tutti i sei mesi.

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La crescita rallenta, non si ferma

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Il confronto tra i due trimestri mostra che la corsa del mercato ha perso un po’ di slancio con l’avvicinarsi dell’estate. Nei primi tre mesi del 2026 le immatricolazioni erano aumentate del 21,1%, raggiungendo 250.787 unità. Sul semestre la crescita si è ridotta al 16,8%. Non si tratta però di un’inversione. Nel secondo trimestre il mercato ha continuato ad avanzare: aprile ha chiuso a +15,3%, maggio a +8,4% e giugno a +18,7%. Il rallentamento è quindi riconducibile soprattutto al risultato di maggio, mentre giugno, con 138.843 immatricolazioni, è stato il mese più consistente dell’intero semestre. Anche il confronto con il 2025 richiede cautela. Lo scorso anno il primo semestre aveva registrato una contrazione del 10,8%. Una parte dell’incremento 2026 assume quindi le caratteristiche di un recupero statistico rispetto a una base particolarmente debole.

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La Germania è il mercato europeo che cresce più rapidamente: nei primi sei mesi del 2026 ha raggiunto 114.849 immatricolazioni, con un incremento del 27,6%

sopra i livelli del 2019

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Il confronto storico conferma comunque la solidità della domanda. Nel primo semestre 2019 erano state immatricolate, nei cinque mercati monitorati, 500.252 moto. Nel 2026 sono diventate 636.490, con un incremento superiore al 27% rispetto al periodo immediatamente precedente alla pandemia. Dopo il crollo del 2020, quando le registrazioni erano scese a 415.501 unità, il mercato aveva recuperato rapidamente, superando quota 600.000 nel 2023 e nel 2024. La flessione del 2025 appare quindi come un’interruzione temporanea all’interno di una tendenza di lungo periodo ancora positiva. Secondo Antonio Perlot, segretario generale di Acem(Association des Constructeurs Européens de Motocycles, l’Associazione europea dei costruttori di motocicli), questi numeri non descrivono soltanto un ritorno ai livelli precedenti alla crisi sanitaria, ma confermano l’aumento strutturale dell’interesse dei consumatori europei per le due ruote, utilizzate sia come soluzione pratica per la mobilità, sia per il turismo e il tempo libero.

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Le moto elettriche crescono del 35,3%, raggiungendo 18.202 immatricolazioni nei cinque maggiori mercati europei. Il balzo è significativo, ma il comparto resta sotto il 3% del mercato complessivo e non ha ancora recuperato i volumi del 2022

Moto elettriche su del 35,3%

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Una delle indicazioni più interessanti arriva dal mercato delle moto elettriche, che nel primo semestre raggiunge 18.202 immatricolazioni, contro le 13.458 dello stesso periodo del 2025. L’incremento è del 35,3%, più del doppio rispetto a quello del mercato motociclistico nel suo complesso. Il risultato è stato favorito soprattutto dall’accelerazione registrata dalla primavera. Dopo un gennaio in calo del 15,1%, febbraio ha segnato un timido +2,4%, seguito dal +65,6% di marzo, dal +26,4% di aprile, dal +48% di maggio e dal +56,7% di giugno. La Germania è diventata il primo mercato europeo per le moto elettriche, con 5.333 immatricolazioni e un incremento dell’87,5%. Seguono la Francia, con 4.217 unità e un +33,7%, e l’Italia, che raggiunge 4.104 registrazioni, crescendo del 38%. La Spagna si ferma a 3.503 unità, con un progresso più limitato del 4,3%, mentre il Regno Unito è l’unico mercato in flessione: 1.045 immatricolazioni e un calo del 7,5%.

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Il mercato europeo dei “cinquantini”, termici ed elettrici, torna a crescere del 4,7%, con 72.076 immatricolazioni, ma resta quasi il 40% sotto il 2019. All’interno del segmento, i modelli elettrici scendono del 4% a 21.126 unità, pari a poco meno di tre ciclomotori su dieci

Percentuali elevate, numeri marginali

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Il balzo del 35,3% deve tuttavia essere letto con una certa cautela. Le immatricolazioni sono aumentate di 4.744 unità e continuano a rappresentare meno del 3% dell’intero mercato motociclistico dei cinque Paesi. In un comparto di dimensioni così contenute bastano poche centinaia di veicoli, l’arrivo di un nuovo modello o una commessa destinata a una flotta per produrre variazioni percentuali molto elevate. Oltre la metà dell’incremento europeo arriva dalla Germania, passata da 2.844 a 5.333 immatricolazioni. L’andamento è stato costantemente positivo, con variazioni comprese tra il 67,4 e il 145,4% in tutti i mesi da gennaio a giugno. Il risultato può riflettere anche acquisti aziendali, immatricolazioni dei costruttori, dei concessionari o di operatori professionali, fenomeni che hanno un peso importante nel più ampio mercato tedesco dei veicoli elettrici. Nel mercato automobilistico, per esempio, le intestazioni commerciali rappresentano circa due terzi delle nuove registrazioni e l’associazione tedesca dei concessionari ha segnalato il forte peso delle autoimmatricolazioni di case e reti nella crescita dell’elettrico. I dati Acem, però, non distinguono le moto acquistate dai privati da quelle intestate ad aziende: il contributo delle flotte al boom tedesco resta quindi plausibile, ma non quantificabile.

Italia e Francia a doppia cifra

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Anche Francia e Italia mostrano progressi a doppia cifra, rispettivamente del 33,7 e del 38%, ma su poco più di 4.000 unità ciascuna. In Italia gli incentivi possono avere favorito soprattutto l’accelerazione di maggio e giugno, quando le immatricolazioni sono cresciute del 77,4 e del 76,8%. In Francia, invece, il recupero è concentrato nella parte finale del semestre: dopo il -32,8% di gennaio e il -9,7% di febbraio, il mercato è salito del 49,3% in marzo, del 39% in aprile, del 56,3% in maggio e del 106,8% in giugno. Molto più debole la Spagna, dove nonostante la forte espansione del mercato motociclistico complessivo, +23,6%, l’elettrico cresce soltanto del 4,3%. Il Regno Unito arretra invece del 7,5%, confermando quanto la domanda europea sia ancora frammentata e sensibile alle politiche locali, alla disponibilità dei modelli e alle singole forniture. A ridimensionare ulteriormente il risultato contribuisce il confronto storico. Le 18.202 moto elettriche del 2026 restano al di sotto delle 21.078 unità raggiunte nel primo semestre 2022. Più che una definitiva affermazione dell’alimentazione elettrica, il dato attuale rappresenta quindi un recupero dopo tre anni di contrazione: 19.381 unità nel 2023, 13.964 nel 2024 e 13.458 nel 2025.

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incentivi non sempre decisivi

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La crescita delle moto elettriche non sembra riconducibile a un’unica politica comune. Gli incentivi possono avere avuto un peso concreto in alcuni Paesi, soprattutto dove hanno ridotto in modo significativo la differenza di prezzo rispetto ai modelli termici. Non sono però sufficienti a spiegare da soli l’incremento europeo. Il caso più evidente è proprio la Germania, che genera oltre la metà delle unità aggiuntive pur senza poter ricondurre l’intero risultato a un bonus nazionale generalizzato per l’acquisto di motociclette. Anche la Francia cresce del 33,7%, mentre la Spagna, pur disponendo di misure gestite territorialmente, avanza appena del 4,3%. La dinamica sembra quindi derivare da una combinazione di elementi: incentivi, ampliamento dell’offerta, consegne alle flotte, vendite aziendali, promozioni dei costruttori e confronto con un 2025 particolarmente debole. Le percentuali a doppia cifra non devono però nascondere che si tratta ancora di un mercato piccolo e fortemente esposto alle oscillazioni provocate da poche migliaia di veicoli.

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ripresa fragile per i ciclomotori

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Il quadro è più complesso per i ciclomotori, categoria che comprende i veicoli L1e-B e L2e e, a seconda delle pratiche amministrative dei singoli Paesi, può includere anche alcuni veicoli della categoria L1e-A. Nei sei mercati monitorati — Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Spagna — le immatricolazioni hanno raggiunto 72.076 unità, con un aumento del 4,7% rispetto alle 68.814 del primo semestre 2025. L’Italia registra la crescita più elevata, con 7.819 unità e un +18,2%. Seguono Spagna, +9,1%, Belgio, +8,8%, Francia, +3,5%, e Germania, +3,9%. I Paesi Bassi sono l’unico mercato in calo, con 12.485 registrazioni e una flessione del 5,4%. Il dato tedesco merita una precisazione: nel consuntivo Acem è riportato un incremento del 9,3%, mentre la tabella analitica indica +3,9%. Quest’ultimo valore risulta coerente con il confronto tra le 8.333 unità del 2025 e le 8.658 del 2026 ed è quindi quello utilizzato in questa analisi. L’andamento mensile resta irregolare. Dopo il -20,1% di gennaio, il mercato è tornato positivo in febbraio, +4,6%, e ha accelerato in marzo, +23%. Aprile ha chiuso a +11%, maggio è nuovamente sceso del 3,6%, mentre giugno ha segnato un più convincente +12,5%.

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Lontani dai livelli pre-pandemia

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La crescita del 2026 non deve però nascondere la crisi strutturale del segmento. Nel primo semestre 2019 erano stati immatricolati 118.958 ciclomotori; sette anni dopo il mercato si ferma a 72.076 unità, quasi il 40% in meno. La discesa è stata pressoché continua. Dopo il temporaneo recupero del 2021 e del 2022, quando il mercato aveva superato le 133.000 unità, le registrazioni sono precipitate a 99.772 nel 2023, 84.974 nel 2024 e 68.814 nel 2025. Il progresso del 2026 rappresenta quindi un primo segnale di stabilizzazione, ma non ancora un ritorno ai volumi del passato.

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elettrico in calo tra i ciclomotori

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Mentre le moto elettriche accelerano, i ciclomotori elettrici continuano a perdere terreno. Nel primo semestre ne sono stati immatricolati 21.126, il 4% in meno rispetto ai 22.007 del 2025. Il Belgio cresce del 6,4% e l’Italia dell’1,6%, ma questi risultati non compensano le flessioni della Francia, -14%, dei Paesi Bassi, -10,5%, e della Spagna, -13,9%. Per la Germania non sono disponibili dati separati relativi alla motorizzazione elettrica. Anche in questo caso la tendenza di lungo periodo è negativa. Dopo il massimo di 44.027 immatricolazioni raggiunto nel primo semestre 2022, il mercato è sceso a 32.757 unità nel 2023, 26.022 nel 2024, 22.007 nel 2025 e 21.126 nel 2026. Il calo non riguarda dunque soltanto i modelli termici, ma l’intera categoria dei ciclomotori, che deve confrontarsi con nuove forme di mobilità urbana e con il progressivo spostamento della domanda verso altre tipologie di veicoli.

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mercato a due velocità

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Il primo semestre del 2026 consegna l’immagine di un settore europeo in salute, ma sempre più differenziato. Le moto crescono a doppia cifra, superano nettamente i livelli pre-pandemia e trovano nuovi spazi anche nella mobilità quotidiana. L’elettrico mostra segnali di risveglio soprattutto tra le moto, ma resta marginale e fortemente dipendente da pochi mercati, da volumi aziendali e da oscillazioni di poche migliaia di unità. Il +35,3% è quindi significativo, ma non equivale ancora a una svolta strutturale. Il comparto dei ciclomotori interrompe almeno temporaneamente una lunga serie negativa, ma resta lontano dai volumi storici. La crescita del 4,7% assume il valore di una prima inversione di tendenza, che dovrà essere confermata nella seconda parte dell’anno. La verifica decisiva arriverà in autunno. Come sottolinea la stessa Acem, sarà necessario attendere la parte finale del 2026 per capire se la spinta osservata nei primi sei mesi potrà trasformarsi in una crescita consolidata o se resterà soprattutto il risultato del recupero dopo la debolezza del 2025.

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