Shevchenko e Pirlo dalla vecchia amicizia alle ruggini recenti. Per colpa dello sponsor russo
La Gazzetta dello Sport

Shevchenko e Pirlo dalla vecchia amicizia alle ruggini recenti. Per colpa dello sponsor russo

Domenica 26 luglio 2026
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Compagni di squadra molto legati ai tempi del Milan, l'ex campione ucraino non mancò però di mostrare il suo disappunto ad Andrea ma anche a Totti e Materazzi dopo l'inizio della guerra

Compagni di squadra molto legati ai tempi del Milan, l'ex campione ucraino non mancò però di mostrare il suo disappunto ad Andrea ma anche a Totti e Materazzi dopo l'inizio della guerra

Alessandra Bocci Giornalista 26 luglio - 21:45 - MILANO

Antiche amicizie, recenti ruggini. Andriy Shevchenko non aveva gradito a suo tempo, un paio di mesi fa, il giro promozionale di alcuni ex calciatori italiani in Russia e il rapporto con l’agenzia di scommesse russa Fonbet. Materazzi, Totti, Pirlo, altri. Persone e colleghi per i quali il simbolo del calcio ucraino, attuale presidente federale, ha nutrito rapporti di stima e di amicizia. Soprattutto per Pirlo, suo compagno di squadra in momenti stellari e ora designato ct che potrebbe andare ad aggiungersi ad altri cari amici di Sheva, primo fra tutti Paolo Maldini, al gruppo che avrà il compito di risollevare l’orgoglio ferito del calcio italiano, fuori dai Mondiali praticamente da una vita.

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delusione

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Ma Sheva, che di orgoglio ne possiede in abbondanza, all’epoca del tour sponsorizzato da alcune aziende russe non aveva esitato ad esprimersi. “Condanno ciò che hanno fatto. Ho parlato con alcuni di loro, ma a volte non c’è stata nemmeno una risposta. A chi mi ha risposto ho espresso la mia posizione e ho raccontato come in Ucraina si vede la cosa. Hanno preso questa decisione e io ho espresso la mia insoddisfazione per quello che fanno”. Quando il giornalista ha chiesto se pensava che fosse una questione di soldi (domanda pleonastica) Sheva ha cercato in quella situazione di mantenere una linea neutra ma ferma il più possibile, il che gli riesce piuttosto bene. “Per me l’obiettivo principale è fare in modo che questi miei ex colleghi siano consapevoli della situazione: la guerra continua, la Russia uccide costantemente bambini e cittadini ucraini. La guerra è qui da noi, nel nostro Paese”. Deluso, ferito, offeso. Fine di una amicizia? Chi può dirlo. Per Shevchenko, che si è calato totalmente nel ruolo di consigliere di Zelensky e poi di presidente federale, forse questo sarebbe il problema meno grave. Oggi Sheva non vuole commentare, perché probabilmente è ancora più deluso. Andriy è un uomo gentile ma all’antica e difficilmente dimentica. Soprattutto, il suo primo pensiero, forse l’unico, negli ultimi anni è stato aiutare il suo Paese ad uscire dall’incubo. Questa per lui è l’unica cosa che conta.

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