L'altro nodo di Malagò: il dossier stadi. Ecco quali sono i candidati per Euro 2032
La Gazzetta dello Sport

L'altro nodo di Malagò: il dossier stadi. Ecco quali sono i candidati per Euro 2032

Mercoledì 29 luglio 2026
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A partire da venerdì il presidente della Figc dovrà vagliare le candidature dei comuni in vista dell'Europeo e scegliere i cinque stadi che ospiteranno la manifestazione

A partire da venerdì il presidente della Figc dovrà vagliare le candidature dei comuni in vista dell'Europeo e scegliere i cinque stadi che ospiteranno la manifestazione

Carlo Tagliagambe Giornalista 29 luglio - 16:58 - MILANO English version

Da che non lo voleva fare nessuno, ora ci stanno pensando un po' tutti. Anche perché restano solo pochi giorni per avanzare la propria candidatura. Con i riflettori puntati sulla scelta del ct, l'Italia del pallone si è quasi dimenticata che nel 2032 ospiterà l'Europeo insieme alla Turchia. E adesso, dopo anni di promesse e di progetti, è il momento di accelerare sul dossier stadi, che si preannuncia come uno dei più bollenti della gestione Malagò. 

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la situazione

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Pochi giorni fa (il 23 luglio), il Senato ha reso pubblico il D.L. n.108/2026 chiamato 'Disposizioni urgenti in materia di sport per lo svolgimento di grandi eventi'. L'articolo uno del lungo documento è completamente dedicato a Euro 2032 e dispone la "nomina di un commissario straordinario per la realizzazione e il completamento delle opere necessarie" allo svolgimento dell'Europeo. Già, le opere. Che poi, tradotto, sono principalmente gli stadi. L'Italia deve sceglierne cinque (e altrettanto farà la Turchia) entro ottobre 2026. E dovranno essere pronti almeno un anno prima della manifestazione, quindi nel 2031. Tanto che il presidente dell'Uefa Ceferin ha pubblicamente ammonito l'Italia: "Avete infrastrutture calcistiche tra le peggiori d’Europa. Se gli impianti non cambieranno, Euro 2032 da voi non si giocherà". Più chiaro di così...

le certezze

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Il tempo stringe, insomma. I comuni hanno tempo fino a venerdì per avanzare la propria candidatura al presidente federale Malagò. Fino a pochi mesi fa l'unica certezza era Torino, con lo Juventus Stadium. Poi sulle ali dell'entusiasmo del dopo Milano-Cortina, sempre più città hanno deciso di provarci. Partendo ovviamente da Milano e Roma. Il capoluogo lombardo conta di avere pronto il nuovo stadio, anche perché l'attuale San Siro non sarebbe nemmeno a norma. La capitale invece gioca su almeno due tavoli, forse tre: la ristrutturazione dell'attuale Olimpico (anche in ottica della candidatura ai Giochi del 2036) e il nuovo impianto della Roma a Pietralata. Poi c'è il Flaminio, su cui spinge la Lazio di Lotito. Nel frattempo, dopo anni di lavori, sarà pronto il nuovo Franchi di Firenze. Da capire invece quello che succederà a Napoli: da un lato il comune che punta al restauro del Maradona, dall'altro De Laurentiis che ha nel mirino un impanto di proprietà. Vedremo. 

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le altre candidature

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Le grandi città, certo. Ma non solo. Malagò riceverà i dossier anche di altri comuni, decisi a sfruttare la manifestazione come volano per riammodernare i propri impianti e ottenere anche i fondi per farlo. Genova, ad esempio, con lo Stadio Ferraris, ma anche il Dall'Ara di Bologna e il Bentegodi di Verona. Da sud arriveranno le candidature di Bari, Lecce, Cagliari, Palermo (che ha alle spalle il City Football Group) e persino Salerno, dove i lavori per il nuovo Arechi sono già stati avviati. La scelta finale spetterà alla Figc, che - di sicuro - non potrà accontentare tutti: un altro dossier bollente sulla scrivania del presidente Malagò. 

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