Dai Paesi arabi agli Usa fino al Giappone: quando lo champagne non è ben visto sul podio di F1...
La Gazzetta dello Sport

Dai Paesi arabi agli Usa fino al Giappone: quando lo champagne non è ben visto sul podio di F1...

Mercoledì 29 luglio 2026
2 visualizzazioni

Le norme sul consumo di bevande alcoliche differiscono da un Paese all'altro in base alla legislazione locale. Da Lusail a Gedda, passando per gli Usa e Suzuka: ecco le tappe del calendario con restrizioni ed eccezioni rispetto alla tradizionale doccia di bollicine

Alice Stellino 29 luglio - 17:46 - MILANO

Le norme sul consumo di bevande alcoliche differiscono da un Paese all'altro in base alla legislazione locale. Da Lusail a Gedda, passando per gli Usa e Suzuka: ecco le tappe del calendario con restrizioni ed eccezioni rispetto alla tradizionale doccia di bollicine

Che sia Ferrari Trento o Moët & Chandon, lo champagne è diventato una tradizione intoccabile del motorsport. Introdotto a Reims nel 1950 come premio per il primo classificato Juan Manuel Fangio, l'usanza ha preso una piega del tutto diversa a Le Mans: nel 1966 con l'esplosione accidentale di una bottiglia lasciata al sole e successivamente nel 1967, quando Dan Gurney trasformò l'incidente in uno scherzo intenzionale, dando vita al mito della champagne shower. Negli ultimi anni l'ingresso in calendario di tappe con restrizioni culturali e legislative sull'alcol ha modificato questo rituale. La Fia parla chiaro: totale libertà di scelta dei Paesi ospitanti per quanto riguarda sponsor di alcolici e festeggiamenti sul podio.

Non perderti tutti i Gran Premi di Formula 1® e MotoGP™ in esclusiva streaming su NOW! Attiva il Pass Sport da 19,99€ al mese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo