Bagnaia lo voleva in Aprilia, la Ducati lo ha blindato: chi è Cristian Gabarrini, l'uomo dei successi
La casa di Borgo Panigale non lascia partire il proprio capotecnico per seguire Bagnaia in Aprilia, resterà nel team ufficiale per affiancare il neo arrivato Pedro Acosta a partire dal 2027
La casa di Borgo Panigale non lascia partire il proprio capotecnico per seguire Bagnaia in Aprilia, resterà nel team ufficiale per affiancare il neo arrivato Pedro Acosta a partire dal 2027
Riccardo Serra 29 luglio - 17:38 - MILANOCome recita il proverbio: "Dietro ad un grande uomo c'è sempre una grande donna". Nel caso della Ducati, dietro a 3 titoli mondiali (sui 4 totali) vinti fino ad ora dal factory team di Borgo Panigale c'è un nome ed un cognome: Cristian Gabarrini. Capotecnico dal 2007 ed attualmente in servizio per la casa emiliana al fianco di Pecco Bagnaia. Al termine della stagione, l'ingegnere Ducati sarà costretto a salutare il pilota di Chivasso (in vista del suo trasferimento in Aprilia) nonostante il 3 volte campione del Mondo abbia tentato in tutti i modi di portare con sé a Noale anche il suo punto di riferimento del team attuale.
chi è
—Nato a Senigallia il 21 giugno del 1972 e laureato ad Ancona in ingegneria meccanica, Cristian Gabarrini esordisce nel mondo del Motomondiale nell'ultimo Gran Premio della stagione del 2002 come "aiutante" nel team Campetella nella categoria 250. Lavora poi per due anni in 125 con il team Lcr di Lucio Cecchinello prima come data analisi (nel 2003), poi come telemetrico di Mattia Pasini (nel 2004). L'annata successiva Gabarrini approda in Ducati, svolgendo per due stagioni le mansioni di ingegnere elettronico e responsabile tecnico per il team satellite d'Antin. Nel 2007, la casa di Borgo Panigale decide di puntare sul rampante talento di Casey Stoner, affiancandogli l'ingegnere di Senigallia come capotecnico (figura più a stretto contatto con il pilota che dirige e coordina il lavoro svolto da tutto il team per la messa a punto della moto durante i weekend di gara). L'obiettivo fissato dalla Ducati per quella stagione per il duo Stoner-Gabarrini era quello di fare esperienza cercando di raggiungere qualche podio. Risultato? Campioni del Mondo con 10 Gran Premi vinti (al suo anno di debutto come ingegnere di pista). Da quell'annata Stoner verrà affiancato dal capotecnico marchigiano fino al suo ritiro nel 2012, i due diventarono nuovamente Campioni del Mondo nel 2011 con la Honda Hrc. Nel 2013 il tecnico di Senigallia rimane nella casa giapponese per due stagioni come ingegnere di supporto. Nel 2015 torna a fare il capotecnico affiancando Jack Miller per due anni in due team satelliti della Honda. Nel 2017 Gabarrini torna in Ducati dove affianca il 5 volte campione del mondo Jorge Lorenzo fino al 2018, e poi, a partire dal 2019, diventa il capotecnico di un debuttante di nome Francesco Bagnaia (con il quale vincerà altri 2 mondiali), mansione che continua a svolgere tuttora.
Cristian Gabarrini e Francesco BagnaiaFATTORE UMANO E GRANDE ADATTABILITà
—Oltre al grandissimo valore tecnico, Gabarrini ha anche avuto il pregio nel creare un legame umano con i propri piloti che va oltre al rapporto professionale da tenere durante i weekend di gara. Basta pensare che, a partire dal 2007 (sua prima annata come capotecnico) fino ad ora, ogni pilota assistito dall'ingegnere marchigiano non ha mai voluto separarsi da lui (cosa che capita spesso nel mondo del motorsport, soprattutto quando i risultati non sono quelli desiderati). Con l'avvicinamento di molte piattaforme televisive al mondo del Motomondiale, diverse telecamere hanno mostrato come questa componente umana faccia la differenza nei momenti cruciali della stagione. Ad esempio, nel corso dei weekend di gara in cui Pecco Bagnaia si stava giocando i titoli mondiali, in diverse occasioni, negli instanti in cui era necessario prendere delle decisioni cruciali, il capotecnico di Senigallia è sempre riuscito ad usare toni e termini giusti per assistere, rassicurare e accompagnare il pilota di Chivasso a scegliere dei setting che poi ha portato il team alla vittoria del Gran Premio o del Mondiale. In diverse interviste, Casey Stoner ha sempre sottolineato un altro grande aspetto che caratterizza l'ingegnere italiano; ossia che, ogni weekend di gara, nel momento in cui veniva fatta la messa a punto delle moto, Gabarrini ha sempre cercato di andare incontro alle sensazioni di guida del pilota, cercando di costruire dei setting che si allineassero con le caratteristiche di guida dei motociclisti che assisteva, senza mai imporre nessuna condizione (magari imparata nel corso degli anni precedenti). E questo, molto probabilmente ha giocato un ruolo chiave negli ottimi risultati ottenuti.
Cristian Gabarrini insieme a Casey Stoner in Ducati3 SU 4
—Se nel 2007, la casa di Borgo Panigale ha deciso di far debuttare Cristian Gabarrini come capotecnico di Casey Stoner senza aver maturato un solo weekend di esperienza con questa mansione (in nessuna delle tre categorie del Motomondiale), è più che evidente che si fidasse ciecamente di lui. Nonostante, come già accennato prima, l'obiettivo per quella stagione fosse "soltanto" quello di fare esperienza provando a raggiungere qualche podio, l'ingegnere di Senigallia ha poi saputo stupire tutti portando il suo pilota a vincere il titolo mondiale totalizzando: 10 vittorie e 14 podi su 18 gare in totale, con una moto che era al primo anno di progetto tecnico (condizione abbastanza difficile con cui vincere perché il programma di sviluppo del mezzo era soltanto agli inizi). Un altro capolavoro compiuto dall'ingegnere marchigiano è stato nel 2022, quando, al fianco di Pecco Bagnaia, nonostante al giro di boa del campionato il pilota con il 63 sul cupolino si trovasse a -91 punti dal leader del mondiale Fabio Quartararo, nelle rimanenti 10 gare di stagione, il binomio Bagnaia-Gabarrini è riuscito a ribaltare completamente la situazione andando a vincere il Mondiale, totalizzando 5 vittorie e 8 podi negli ultimi 10 Gran Premi. Un particolare che non tutti conoscono è che in 23 anni di storia del factory team Ducati Corse, dei 4 titoli mondiali vinti in totale, 3 sono stati vinti da piloti assistiti da Cristian Gabarrini: Casey Stoner nel 2007 e Francesco Bagnaia nel 2022 e nel 2023.
Gabarrini e Casey Stoner durante il biennio in HondaERRORE DA NON RIPETERE
—Come ufficializzato circa un mese fa, a partire dalla prossima stagione Francesco Bagnaia cambierà scuderia andando a correre in Aprilia. Non appena il 3 volte Campione del Mondo italiano ha siglato un accordo con la casa di Noale, la prima richiesta fatta è stata quella di farsi seguire dal suo attuale capotecnico Cristian Gabarrini. Al termine dei negoziati, però, l'ingegnere marchigiano non potrà accompagnare l'attuale assistito nella sua prossima avventura perché la Ducati ha voluto blindare il proprio capotecnico più vincente. O meglio, basta semplicemente guardare il passato per capire che la casa di Borgo Panigale ha preso questa decisione per non ripetere un errore fatto anni fa. Gli esempi che è giusto riportare sono due: il primo è tra il 2010 ed il 2011, quando proprio Cristian Gabarrini seguì Casey Stoner nel passaggio da Ducati ad Honda, accompagnando il pilota australiano a vincere per la seconda volta in carriera il Campionato del Mondo al loro anno d'esordio con la Hrc. L'altro esempio avvenne nel 2004, quando la casa giapponese appena citata, ha dato il via libera a Jeremy Burgess (ex capotecnico di Michael Doohan e di Valentino Rossi) di seguire il pilota con il 46 nel clamoroso passaggio dalla Honda alla Yamaha. Anche in questo caso si è verificato il medesimo risultato del duo Stoner-Gabarrini tra il 2010 ed il 2011, con l'aggravante (per la Hrc) che il capotecnico di Valentino accompagnò il dottore a vincere altri 3 Mondiali, sempre con la Yamaha. A partire dal 2027 l'ingegnere di Senigallia resterà a Borgo Panigale, sempre nel factory team per assistere il neoarrivato Pedro Acosta. Bagnaia invece, sarà assistito da Daniele Romagnoli (già capotecnico Aprilia, attualmente a fianco di Jorge Martin).
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